Il giorno dopo il voto sul matrimonio gay in Germania

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1 Luglio 2017

Più o meno tutti i quotidiani hanno messo in evidenza il voto che con 393 sì su 623 ha introdotto il matrimonio per le coppie omosessuali in Germania. Così come riportato che esso è scaturito da un’apertura da parte di Angela Merkel: in una serata organizzata da una rivista femminile aveva ricordato di aver incontrato nel suo circondario elettorale una donna lesbica in Mecklenburg-Vorpommern che dicendole che con la sua partner accudiva 8 bimbi le aveva chiesto perché non ci fosse parità di trattamento per coppie dello stesso sesso; portandola ad affermare “di averci riflettuto, ma di non volere -come la Spd ed altri partiti- che su questo tema siano stilate delle decisioni di partito, e di essere piuttosto favorevole ad una decisione secondo coscienza”. Una neoformata coalizione estemporanea tra Spd, Verdi e Linke ha colto la palla al balzo per portare in aula la legge durante l’ultima seduta del Bundestag prima delle ferie.

 

 

È stato pure riportato che la norma è passata anche con 75 voti di deputati dell’Unione CDU/CSU, mentre la Cancelliera ha votato no, così come il Ministro degli interni Thomas de Maizère ed il capo frazione dell’Unione Volker Kauder. Molti sia dalle fila del suo partito, che da quelle della AfD, hanno dichiarato di voler adire la Corte Costituzionale, forti anche del fatto che lo stesso Ministro della Giustizia Heiko Maas (Spd) due anni fa aveva dichiarato che per intervenire in materia fosse necessaria una riforma dell’articolo 6 della carta fondamentale, mentre ora ha asserito il contrario. Un eventuale ricorso peraltro dovrebbe trovare il consenso del 25% dei deputati o l’appoggio del Governo di un Land. Pure è stato indicato che l’Unione CSU/CDU non ha accusato la Spd di aver infranto il contratto di coalizione, ma persino Horst Seehofer (CSU) ha moderato i toni parlando solo di “rottura di fiducia”.

 

 

Mentre Danilo Taino sul Corriere on line però ieri ha sottolineato che Angela Merkel sarebbe stata presa in contropiede dal blitz della Spd, Tonia Mastrobuoni su Repubblica ha invece rimarcato che la Cancelliera ha spuntato un argomento elettorale agli avversari. Quale delle due?
In effetti la legge votata era nata l’11 novembre 2015 (Drucksache 18/6665) ed era arenata dal 10 novembre 2016 in attesa del parere di due commissioni parlamentari ed un’altra proposta era già stata elaborata due anni prima. Angela Merkel stessa aveva dovuto confrontarsi col tema del matrimonio esteso alle coppie non eterosessuali in un dibattito televisivo già nel 2013. Tutto questo fa francamente pensare che la sua uscita non fosse completamente impreparata. La nuova legge peraltro anche se ha indubbio valore simbolico, eliminando una forma di discriminazione, di fatto non ha una portata immediata stravolgente. Pur frutto di battaglie a piccoli passi le unioni omossessuali esistono dal 2001 anche in Germania e sono già equiparate anche nel regime fiscale così come quello ereditario ai coniugi. La nuova legge di fatto introduce per loro, dopo che sarà controfirmata dal Presidente Frank-Walter Steinmeier e gli uffici comunali si saranno adeguati, la possibilità di adottare figli nati al di fuori della coppia. Non un cambiamento da poco, ma che in effetti riguarda una minoranza. Le coppie omosessuali possono poi già avere figli in affido, perciò anche dal punto di vista amministrativo il cambiamento non dovrebbe essere insormontabile.

 

 

La Cancelliera da un lato si è dichiarata contraria al matrimonio gay, dall’altro favorevole al diritto di adozione per le coppie dello stesso sesso; mentre quest’ultimo per molti dovrebbe invece essere logica conseguenza del primo. Angela Merkel in un colpo solo ha fatto dunque vedere al suo elettorato che lei è salda nel difendere la famiglia tradizionale ma è capace di accettare la modernizzazione del partito. Prendendo atto che le unioni omossessuali sono ormai ammesse quasi dappertutto nell’Unione Europea, con l’Olanda come apripista già nel 2001 -praticamente solo in Italia ed Austria persiste solo un’unione legale, ma non il matrimonio vero e proprio- ha evidenziato, per quanto magari a denti stretti, grazie al voto di un quarto dei suoi, tra cui il capo del cancellierato Peter Altmaier ed il Ministro della difesa Ursula von der Leyen, che l’Unione sa interpretare le esigenze sociali e può essere congeniale anche all’elettorato omossessuale. Angela Merkel pur magari presa in contropiede e suo malgrado ha saputo “cadere in piedi”, profilandosi come una vera stratega ha accolto l’esito contrario alle sue convinzioni affermando che “è stata una discussione lunga ed intensiva, per tanti anche emozionale e molto toccante – e questo vale anche per me a titolo personale”.

 

 

Anche se Angela Merkel spera di essere riconfermata a settembre, non si può ragionevolmente aspettare che le urne le consegneranno la maggioranza assoluta; con qualcuno la CDU/CSU dovrà coalizzarsi. Il cambiamento sarebbe quindi giunto comunque alle trattative per un nuovo Governo. Probabilmente con la stessa Spd. Ecco che quindi i socialdemocratici non vengono accusati di rottura della coalizione ma solo di lesione di fiducia. In chiusura di legislatura, e tanto più alla vigilia del G20, il Governo deve restare unito.
Però Angela Merkel ha fatto vedere agli elettori che la Spd dopo aver sbandierato che non vuole allearsi con i Linke, alla prima occasione è stata pronta a farlo. Al Bundestag la Spd ha tradito anche gli accordi di Governo -lo stesso capo frazione della Spd Thomas Opperman lo ha ammesso dicendo “forse non fa bene alla coalizione, ma fa bene alle persone”.

 

 

Il voto per lo sfidante Schulz è senz’altro una vittoria, ha dimostrato che sa battersi contro la Cancelliera che non ha neanche preso parola nel dibattito in aula, ma è un singolo momento di successo. Angela Merkel ha parlato invece alla cerimonia funebre dell’Unione Europea per Helmut Kohl -defunto il 16 giugno ad 87 anni- con circa 800 ospiti da tutto il mondo, contro l’iniziale opposizione della seconda moglie dello statista Maike Kohl-Richter perché Merkel, cresciuta politicamente a fianco di Kohl, dopo lo scandalo dei fondi neri del partito se ne distanziò pubblicamente e Kohl non lo aveva dimenticato. Oggi però a Strasburgo Angela Merkel ha ricordato di aver un debito con Kohl e detto “grazie per le chance che mi ha dato”. Per l’Italia, oltre al Ministro degli Esteri Alfano, erano presenti a Strasburgo sia Monti, che Prodi che hanno al termine salutato la Cancelliera, ed anche Berlusconi che le è passato a fianco ed al quale non si è notato lei abbia prestato alcuna attenzione. La salma di Helmut Kohl, che il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha definito “un gigante del dopoguerra” ed il Presidente del Parlamento Europeo Tajani “un uomo coraggioso”, sarà poi traslata nel cimitero del Duomo di Speyer e non nella tomba di famiglia dove riposa la sua prima moglie Hannelore con la quale pure aveva vissuto 41 anni. Ed anche questo è forse un tradimento.

TAG: angela merkel, antonio tajani, Hannelore Kohl, Helmut Kohl, Jean-Claude Juncker, Maike Kohl-Richter, Martin Schulz
CAT: Geopolitica

Un commento

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  1. castigabigotti 3 anni fa

    cattomenza 0 – civiltà 1. Eravamo e siamo tutti uguali; chi pensa diversamente è un ingiusto idiota cattodemente

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