Adesso con Putin bisogna piantarla, anche se difende i “nostri” valori

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29 Novembre 2015

Un po’ di italiani e un po’ di europei sono fulminati dalla Terza Roma e sostengono l’autocrate euroasiatico come fosse il Gesù Bambino (ortodosso e scismatico) in grado di risolvere i problemi dell’Occidente Cristiano (perché dovrebbe farlo a gratis non se lo chiede nessuno ma così sia, per ora). La Russia dell’Aquila bicipite che guarda a est e ovest vuole tornare nel Grande Gioco del XXI secolo, ma cosa è oggi la Russia di Putin? È credibile nel suo sforzo?
Per capirlo uscendo dal tifo da stadio facciamo scorrere rapidamente un po’ di dati (ne bastano una manciata) e mettiamoli non in rapporto con gli Stati Uniti, giacché la guerra fredda è finita, ma anche con l’Italia, che magari ci capiamo meglio. Prendiamo, cosí a caso, il PIL, prodotto interno lordo, (che nel 2015 per noi sarà quel + 0,9 ridicolo ma che in Russia complice le efficaci sanzioni sarà un tragico –tanto%) : nel 2014 la Russia nel ranking mondiale era nona con l’Italia ottava; valeva grosso modo la metà della Germania, un quinto della Cina, un nono degli Stati Uniti e dell’Unione Europea (dati FMI). Nel Pil pro capite (dati FMI) precipitava al cinquantesimo posto, con l’Italia trentaduesima, la Germania diciottesima, e gli Usa decimi.

Se la guerra si fa coi quattrini, Moskva, We have a Problem: le misure contano sempre e qui si scarseggia. Se si facesse con le sole armi Italia e Germania uscirebbero dal confronto perché non sono potenze nucleari. Grazie al piano di riarmo varato da Vlad qualche anno fa le spese militari francesi toccate dalla crisi sono oggi l’80% di quelle russe, simile il conto per il Regno Unito mentre Putin rimarrebbe a un nono scarso di quelle statunitensi. Per quanto ci riesce? Mah, insomma: il crollo dei prezzi del petrolio per la Rodina è roba da infarto, le sanzioni una gomitata al plesso solare ma il peggio è che la spesa per armi vale uno sproposito, quasi il 5% della ricchezza nazionale mentre in Francia e Gran Bretagna meno della metà (velo pietoso sull’Italia, che non ce la faccio a scrivere il numero). Quanto sia sostenibile nel tempo una simile economia di guerra, chiedere per sms a Gorby ‘89. (Fonte: Stockholm International Peace Research Institute)

Nella sostanza Mosca è una potenza regionale senza capacità di proiezione strategica dove, a secondo dei settori, la impaglia con Italia, Francia, Germania o i sudditi di Sua Maestà; se qualcuno crede che lo zio Vladimir abbia la forza politica, economica e militare per risolvere la crisi siriana o qualsiasi altra crisi allora dovrebbe ammettere che lo potrebbero fare singolarmente anche Francia o Gran Bretagna, l’una per l’altra: fate voi…. Aggiungiamo, en passant, che lo sforzo in Siria si limita ad una manciata di aerei bene assortiti (più o meno un nostro stormo) e una brigata di fucilieri di Marina con qualche eccellente Tank T90, rinforzata da un potente schieramento… però difensivo: i missili antiaerei S400 e i sistemi da difesa elettronica con i complessi antiaerei e antinave dell’incrociatore Moskva (dato che l’IS non ha Marina e Aeronautica, per cortesia, chiedersi a che servono). Lo schieramento difensivo è coerente con l’idea di difendere le due storiche basi ex sovietiche di Latakia e Tartus, l’autentico obiettivo di Putin essendo le uniche, oltre a una in disarmo nel Vietnam, fuori dal territorio russo e in procinto di cadere nelle mani dei ribelli a seguito del dissolversi delle forze di Assad.

Veniamo agli italici filorussi disordinatamente vocianti, prevalentemente di centrodestra, per i quali i numeri di cui sopra rispetto alla Verità ovviamente non contano; la prima domanda che farei è ma quanto valgono in termini di consenso i finanziamenti che generosamente il governo russo devolve a partiti e organizzazioni europee? Liberi di non rispondere, il compagno Greganti ad esempio non lo fece, ma è un vizio consolidato per i partiti prendere quattrini da governi di altri paesi. Eviterò la solita ramanzina che dovrebbe ricordare al centrodestra le origini liberali (origini? ma lasciamo stare, va’).

Andiamo anche qui sul concreto con qualche numero prendendo tra i quattro o cinque a disposizione il Democracy Index dell’Economist che mette insieme diritti civili e libertà economiche con democrazia. Nelle Full Democracy al numero 13, 16, 19, 21 troviamo rispettivamente Germania, UK, USA e Francia. L’Italia che si arrabbia sempre per le classifiche sta in seconda fascia tra le Flawed Democracy allo scalino 29. Come è giusto la Turchia scivola nella terza fascia negli Hybrid Regime (98). La Russia però un po’ più giù, diciamo al 132 posto insieme a Siria (163), Iran (153), UAE (152) tanto per parlare di quelli dalle parti della guerra ma per nemesi storica dietro al Vietnam (130): peccato che la sezione però sia quella degli Authoritarian Regimes, la peggiore.

Bene, così è conciato il Paese creato a propria immagine da Vladimir Putin: corsa agli armamenti, povertà diffusa nonostante il gratuito dono di materie prime pregiate, l’uso ricattuale delle stesse, la illiberalità culturale che si tramuta in censura per la stampa, omicidi politici, rottura di accordi internazionali. In una parola tutto quanto abbiamo combattuto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Ma l’Italia di quel substrato cattolico che mai accettò fino in fondo l’alleanza con l’occidente, di quel pezzo di destra che negli Stati Uniti e nella democrazia jeffersoniana ha visto e vede il nemico e da sempre accetterebbe l’idea dello scambio tra sicurezza (propria) e meno libertà (per gli altri) personificata dal profilo dell’uomo forte; l’Italia descritta da Piero Gobetti dove il fascismo è l’autobiografia della nazione, dove un autocrate straniero è un ottimo alleato contro il proprio avversario politico, ebbene questa Italia che non mi piace e mai accetterò, nelle piazze, nei fori cadenti e nei cenacoli di partito, tra cerchi magici e sacre ampolle è la naturale alleata di Vladimir Putin non nella guerra siriana ma come leader al quale rivolgersi e come prototipo politico per la politica romana. In una parola, Putin va bene perché difende quei nostri “valori” nazionali che non sono parte dei valori occidentali.

In un paese serio, membro di una alleanza militare occidentale e uscito solo grazie a una sconfitta in una guerra di aggressione, a una occupazione militare e a una guerra civile da un ventennale regime autoritario, leggere quanto sopra dovrebbe essere sufficiente per tacitare il vocio ma purtroppo il paese in questione è anche quello il cui ventre senza spina dorsale Alberto Sordi sapeva leggere come pochi. Non il Nando Moriconi l’Americano ma il Borghese Piccolo Piccolo che quando gli chiedono cosa è la Libertà, dopo un momento di impaccio se ne esce con un magistrale “La Libertà? La libertà è una bella cosa, peccato ce ne sia troppa”.

TAG: terrorismo
CAT: Geopolitica, Russia

12 Commenti

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  1. ed 5 anni fa

    Bah!
    Il commento più stupido ed inutile da quando leggo gli stati generali!

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    1. flavio.pasotti 5 anni fa

      Sì, lo so. Per questo l’ho scritto, non se ne poteva più di sentire in giro e leggere qui solo cose intelligenti

      Rispondi 1 1
    2. flavio.pasotti 5 anni fa

      Sì, lo so. Per questo l’ho scritto, non se ne poteva più di sentire in giro e leggere qui solo cose intelligenti

      Rispondi 1 0
  2. roberto-senato 5 anni fa

    a me invece è piaciuto molto…gli italiani che osannano Putin sono molto simili a quelli che postano l’immagine di mussolini sui social senza aver letto mai nella vita neanche 2 righe di un libro di storia.

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    1. flavio.pasotti 5 anni fa

      vero…, purtroppo!

      Rispondi 2 1
  3. aristonico 5 anni fa

    Molti si meravigliano dei successi di Putin.
    Ma la “propaganda Putiniana” ha gioco facile a causa del contesto “geopolitico” in cui si esplica.
    A differenza di Hitler, che voleva riunire tutti i tedeschi in un solo stato (annessione del’Austria e dei Sudeti) allo scopo di avere una solida piattaforma da cui dare
    l’assalto al grande “spazio vitale” ad oriente della Germania,
    Putin LO SPAZIO VITALE C’E’ LO HA GIA’, e reclama il
    “ritorno delle minoranze russe alla Madre Russia” sopratutto per
    consolidare il consenso interno.
    Questo non genera molto allarme nell’uomo della strada che vive nel resto del mondo.
    Inoltre l’Europeo qualunque si rende sempre più conto che la Russia è un
    baluardo orientale verso realtà ben più inquietanti della Russia e che
    si trovano oltre i suoi confini meridionali.
    Non dimentichiamoci poi che la Russia rappresenta per l’Europa NEL FUTURO
    una fonte di rifornimento di materie prime (non solo idrocarburi ma anche un assortimento quasi completo di giacimenti minerari) PIU’ SICURA DI ALTRE..
    Aggiungiamoci che, volendo, è la via PIU’ SICURA di collegamento tra la grande economia Cinese e quella Europea.
    Con queste premesse credo ci sarà sempre un atteggiamento piuttosto benevolo verso Putin.
    Quanto poi all’argomentazione che il basso valore del PIL della Russia (sia assoluto che pro-capite) “potrebbe tagliere prima o poi le gambe a Putin” è solo la migliore dimostrazione che il PIL è l’indice economico più cretino che esista.
    Come fece notare Robert Kennedy in una storica conferenza in una università Americana nel 1968, le cose più assurde possono far aumentare il Pil, ovvero “esso misura proprio tutto, tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta”.

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    1. flavio.pasotti 5 anni fa

      Vede, le polemiche sul valore dl Pil sono così…. ragionevoli che non si è mai riuscito a trovare un indice migliore e quindi ci si attesta sul second best. Avrei potuto far ricorso ad altri numeri ma è un articolo, non uno studio, quindi l’obbiettivo è capirsi e i risultati non sarebbero cambiati: la Russia ha una debolezza strategica nel sostenere le sue iniziative e sono convinto che esse siano sostanzialmente difensive. Il suo, mi pare, sia un punto di vista piuttosto comune e da molti condiviso: noi europei possiamo tranquillamente accettare i dittatori mediorientali o gli autocrati russi perchè ci conviene sia in termini di sicurezza che in termini di sfruttamento delle ricchezze. Lo comprendo, non condividendolo perchè sono sempre convinto della superiorità assicurata dall’esercizio delle libertà sia in termini di sicurezza che sviluppo. Ma chissà, magari ha ragione lei nel rivendicare la antica teoria politica imperialista europea.

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  4. beniamino-tiburzio 5 anni fa

    Caro Pasotti, la tua tesi contiene molti punti che mi sento di condividere. Tuttavia, nel parlare di politica, specie quella estera, il pregiudizio morale, tendenzialmente, tento di eliminarlo. In politica mi sento ” niccianamente ” amorale. E ciò mi sembra che possa essere la posizione preferibile in ” subiecta materia “.

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    1. flavio.pasotti 5 anni fa

      anche io in linea di massima sono d’accordo con la sua tesi. Forse vado anche oltre nel dire che in politica l’unica morale è la coerenza. In politica estera il realismo kissingeriano ha poi radici antiche…. se la sua osservazione si riferisce al mio giudizio sul comportamento europeo rispetto a autocrazie, teocrazie o esplicite dittature tipicamente mediorientali, devo dire che a noi “conviene” favorire le soluzioni più vicine ai concetti di libertà che cerchiamo faticosamente di praticare anche in casa. In effetti i Siriani scappano da una dittatura che li bombarda: come vedrebbero un Occidente che la sostiene? Il MO è notoriamente un rompicapo….

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  5. giuliano-quarto 5 anni fa

    Gentile Pasotti, una domanda per testare le sue conoscenze delle situazioni in cui versano i diversi paesi citati sopra perchè stringi stringi quello che conta è la liquidità e non il debito su cui si fonda l’economia che lei rappresenta e i paesi come Francia, UK, Italia e USA. Debiti che non saranno mai ripagati di fatto perchè c’è il caro Mario che stamperà a tempo indefinito.
    Veniamo alla domanda. quale di questi è il Paese più liquido fra USA, Francia, UK, Italia e Russia ?
    Per liquidità intendo il classico Attività – Passività, senza contare risorse naturali e minerarie di questi paesi perchè davvero andrebbe in crisi

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    1. flavio.pasotti 5 anni fa

      ma no, ma no! Quel che conta è la “credibilità” finanziaria (e non solo) di qualsiasi soggetto , non la sua “liquidità”. Vedo che ventenni di finanziarizzazione della economia hanno lasciato danni devastanti anche in eccellenti cervelli. Se non fosse così come farebbero gli Stati Uniti a stare in piedi? Prossima domanda?

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  6. daniele-morandi 5 anni fa

    La Russia è diventata interessante per un semplice motivo è credibile . Linguaggio nuovo , solo cruda realtà , negli interessi geopolitici non si maschera dietro a fantomatiche armi di distruzioni di massa. Per quanto riguarda la reale forza militare Russa sono molte le variabili che non approfondisce e rende l’articolo un po bar sport .Si prendono in considerazione le spese militari statunitensi come valore di qualità , certo sono elevate, ma secondo alcuni esperti del settore ( difesa online per esempio ) mantengono un vecchio e vorace sistema obsoleto . Un esempio ridicolo ma significativo : servono ben 31 milioni di dollari solo per continuare ad usare windows xp nelle workstation della difesa . A mio avviso è la sua esposizione dei fatti che risulta nostalgica , ” dear Bettino ” è un episodio di 30 anni fa , gli Usa di oggi non sono gli stessi ( gli F16 si ) .

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