Germania: film sulla Shoà gratis ai simpatizzanti della AfD

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3 gennaio 2019

Dopo che ad Amberg, in Baviera, il 29 dicembre 4 richiedenti asilo ubriachi, tutti tra i 17 ed i 19 anni, hanno aggredito a casaccio i passanti provocando 9 feriti e che all’inizio dell’anno a Bottrop ed Essen in Nord Reno-Vestfalia un 50enne tedesco, animato da sentimenti xenofobi, si è scagliato con la sua auto contro stranieri inermi lasciando a terra una donna siriana in fin di vita e ferendo altre sette persone, tra cui due bambini rispettivamente di 10 e 4 anni in Germania rischiano di rinfocolarsi le divisioni nella società. Il Ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer (CSU) è tornato a cavalcare il vento dello scontento annunciando una nuova iniziativa legislativa per espulsioni più rapide degli stranieri che commettano reati. La sua presa di posizione peraltro non è andata scevra da critiche; non servono nuove leggi quanto applicare quelle esistenti si sono levate da più parti le voci dalle opposizioni.

L’atmosfera d’altronde era già prima avvelenata nei toni dalle esternazioni della AfD. Il leader della sezione della Sassonia Anhalt del partito populista tedesco Andre Poggenburg si era indirizzato nel suo messaggio augurale alla Volksgemeinschaft tedesca. Un riferimento permeato dall’ideologia nazista anche se non è stato inventato direttamente da essa. Storicamente il termine in effetti era stato coniato da Guglielmo II nel 1914, alla vigilia della Prima guerra mondiale: con esso il Re di Prussia, Imperatore e Kaiser tedesco intendeva sottolineare che riconosceva tutti i tedeschi indipendentemente dalle loro simpatie nei singoli partiti; ha evidenziato per la ARD Patrick Gensing. Ma di fatto è poi stato impiegato con fini diametralmente opposti ed escludenti dal nazismo. Nel programma della NSDAP del 1920 si ribadiva che “membro della comunità nazionale” e cittadino poteva infatti essere solo un portatore di sangue tedesco; ha ricordato ancora Gensing.

Con questo retroscena si può cogliere meglio la portata potenzialmente dirompente dell’iniziativa di Karin Leicher, direttrice di un cinema di Hachenburg nella Renania-Palatinato, di proiettare il 27 gennaio -anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz- il film Schindler’s List del 1993 offrendo l’ingresso gratuito a tutti i simpatizzanti della AfD. L’iniziativa, colta da Ute Spangenberger della SWR, non è andata scevra da reazioni di tono opposto. Mentre sarebbe emerso anche un posting con la minaccia di un attentato dinamitardo alla sala, il Presidente del parlamento regionale del Land Hendrik Hering (SPD) ha appoggiato l’iniziativa.

Quella di Karin Leicher è senz’altro da interpretarsi come una manifestazione di coraggio civile, ma appare difficile peraltro che i circa 150 simpatizzanti della AfD di Hachenburg, che ella ha dichiarato hanno ispirato la sua iniziativa per come manifestano regolarmente scadendo slogan sotto le bandiere tedesche, siano meramente inconsci della storia nazionale e vedendo il film possano cambiare le proprie convinzioni.

Questo burrascoso inizio dell’anno in Germania rivela comunque come sia importante che il dibattito politico moderi i toni per sedare sul nascere lo scoppio di una spirale di contrapposizioni violente tra estremisti di destra e gruppi di rifugiati pronti a delinquere.

 

Immagine di copertina: locandina del cinema di Hachenburg ripresa da internet, https://cinexx.de/kino/tree/node1380/city113.

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TAG: Hachenburg, Karin Leicher, Schindler's list
CAT: Germania

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