L’infedeltà finanziaria: quando si tradisce con il denaro

7 dicembre 2019

Così, come tutte le cose che accadono per caso, un giorno scopri che il tuo compagno non ti ha detto che ha ricevuto un aumento dello stipendio, oppure, nonostante tu fossi preoccupato per le spese da sostenere, abbia voluto per forza cambiare la macchina, dicendo che non c’erano problemi, che aveva fatto un prestito ad un buon tasso, ma poi scopri che invece aveva rinegoziato il mutuo in cambio di una liquidità, mentendo anche sul prezzo dell’auto nuova.

Ancora peggio, quando ti ha detto che quegli avvisi dell’ente di riscossione delle tasse, erano frutto di un errore, che il ragioniere aveva già risolto, invece erano diventate cartelle esattoriali e adesso forse anche un atto di riscossione forzato.

In poche parole, ti ha mentito sui soldi. Lo hai scoperto e ora gridi al tradimento.

Si chiama infedeltà finanziaria ed è tra le principali cause di separazione e divorzio, dall’Italia agli Stati Uniti. Agli americani è nota anche come Credit Card Infidelity, perché spesso i traditori usano carte segrete.

Ma fino a che punto si ha il diritto di spendere i propri soldi? Cioè qual è il confine tra la libertà e inizia l’infedeltà finanziaria?

La linea di confine è definita da un’azione che si commette per nascondere certe spese o degli incassi ed è proprio qui che si inizia a mentire.

L’infedeltà finanziaria può essere causa di crisi nella coppia, fino alla rottura o di sovraindebitamento familiare.

L’infedeltà finanziaria, al pari di quella sessuale, viene vissuta come un  tradimento, il crollo della fiducia e si arriva fino alla separazione e al divorzio.

In Italia, il fenomeno è molto diffuso, dagli ultimi dati ISTAT sulle cause di separazione e divorzio, emerge come le motivazioni legate ad aspetti economici siano in continua crescita.

Da alcuni studi universitari, risulta che economicamente sono le donne che tradiscono di più, ma gli uomini, quando agiscono in tal senso,  fanno più danni. I rilievi giuridici sono vari, in quanto la sottrazione delle proprie risorse al contributo familiare, comporta la violazione dell”articolo 143 del codice civile e può sfociare in una richiesta di separazione con addebito per colpa.

Dalle varie ricerche statistiche, risulta che gli uomini sono più inclini ad aprire conti paralleli, molte volte per soddisfare vizi nascosti, come il gioco d’azzardo, le scommesse sportive o addirittura la pornografia, per non parlare poi dei vizi come alcool e droghe.

Le donne infedeli finanziariamente tendono a nascondere spese extra come abbigliamento, cosmetici, trattamenti di bellezza o estetici.

Tra le ragioni più comuni dietro, questa infedeltà, possiamo quindi trovare vari motivi.

Abbiamo già elencato una dipendenza nascosta, che si tratti di sostanze, di gioco, di sesso o shopping.

C’è da considerare che essere dipendenti, equivale ad una vera patologia, uno dei motivi più seri per cui si cela volontariamente al proprio partner la perdita di grandi somme di denaro.

Un altro motivo può essere il voler affermarsi come persona, esprimendo il proprio potere con il denaro e prevale sul partner.

Nella società moderna, l’espressione del potere è connessa al possesso del denaro, quale strumento che permette di relazionarsi.

Il nascondere all’interno di una relazione, la gestione dei soldi, può talvolta trasformarsi fino  anche a divenire aggressivi nei confronti del partner.

Talvolta però la menzogna ha origine dalla crisi economica, e il disagio che si sta affrontando nella gestione  della famiglia, porta ad un sentimento di vergogna del debito che non si riesce a soddisfare e capita così di mentire o nascondere al coniuge gli atti giudiziari che vengono notificati. Da lì iniziano pignoramenti sullo stipendio o sulla casa con il rischio di perderla, unitamente al rapporto coniugale.

La casa, i figli, la scuola, palestra, libri, abbigliamento e quant’altro, sta diventando per molti un’impresa ardua e a volte impossibile da gestire e sostenere.

In alcuni casi si preferisce aggirare l’argomento, fingendo e nascondendo, rifugiandosi in continui prestiti, che servono per rimandare solo scadenze che si accumulano.

Ma il momento in cui, quella che può sembrare una problematica di carattere gestionale, si ribalta all’interno della vita di coppia come l’inizio di una condizione di contrasto.

Così cominciano le critiche sul come e il se è il caso di spendere soldi.

Perché hai comprato una borsa che costa 400,00€?

Che bisogno c’è di andare allo stadio la domenica, anche in trasferta, quando la puoi vedere da casa la tua stupida squadra del cuore?

Allora si tende a dare una giustificazione ai propri “sfizi” come appaganti, ma vediamo quelli del partner come spese inutili.

Da questo punto in poi, le incomprensioni possono portare, nel tempo, a preferire di omettere o mentire sulla gestione condivisa dell’economia familiare.

Superare questo “tradimento” non è semplice.

La comunicazione di coppia sulle questioni legate al denaro e alla condivisione, diventa il primo passo fondamentale se si vuole tentare di risolvere la crisi, sia interna alla famiglai ma anche per chiedere aiuto per se stessi, in particolare quando si affrontano condizioni come abbiamo visto, patologiche.

Ascoltare, comprendere, riflettere, agire.

È importante capire cosa ha portato il partner a nascondere la sua vita “economica”, rendendola una vita a se stante, parallela a quella della coppia.

Agire insieme. Bisogna nell’immediato trovare le risorse, un piano finanziario, che possa tamponare le condizioni più gravose. La prima necessità per entrambi, sarà quella di risparmiare e di considerare attentamente, insieme le spese utili.

Se opportuno, senza remore, sarà determinante chiedere aiuto a professionisti, in particolare per i casi dove l’infedeltà finanziaria nasconde una dipendenza da qualcosa o è il sintomo di un conflitto più profondo nella coppia. Una soluzione al default finanziario della famiglia, può essere in alcuni casi il ricorso al fallimento civile, ossia alla procedura del sovraindebitamento, che con la riforma intervenuta con il D. Lgs. 14/19, offre un”opportunita”ai coniugi di presentare un”unica istanza per ristrutturare i debiti, sempre che vi siano i requisiti di ammissibilità e non colpevolezza e soprattutto che non siano stati commessi atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni.

Quanti ricordano il film “L’avversario”.

Jean-Marc Faure vive in Franca Contea, nei pressi del confine con la Svizzera, assieme alla moglie Christine e i piccoli Alice e Vincent. Da più di diciott’anni i genitori, i suoceri, gli amici e tutti quelli che lo conoscono hanno di lui una stima indiscussa come medico dell’OMS di Ginevra, ma la realtà è ben diversa: non è un medico ed ha sempre finto di essere ciò che non è, dal secondo anno di medicina in poi, inventando una lunga sequela di bugie per decenni.

Ogni mattina parte “per il lavoro”, salvo poi sostare per ore in parcheggi fuori mano. Nei momenti di solitudine cresce in lui il tormento per una vita fittizia che comincia a condurlo, già fragile ab origine, nel baratro della pazzia.

I soldi che è riuscito ad ottenere con piccole truffe, a danni di parenti e amici, stanno finendo e la veritàprima o poi verrà a galla.

Un giorno di gennaio stermina la famiglia, qualche ora più tardi sopprime i genitori e durante la sera tenta di uccidere anche l’amante Marianne.

Il film è ispirato a un dramma realmente verificatosi il 9 gennaio 1993 nel dipartimento dell’Ain, nel Rodano-Alpi. Jean-Claude Romand, che aveva finto di essere medico per diciotto anni e che sterminò tutta la famiglia.

Certo, una storia triste, orribile, ma la realtà a volte, va molto oltre la fantasia.

*

Di quest’argomento il giorno 19 dicembre si terrà presso il Tribunale di Napoli, un convegno dedicato.

Infedeltà finanziaria – Convegno 19 dicembre Tribunale di Napoli.

 

 

TAG: avv Monica Mandico, gennaro de chiara, mandico e partners, separazioni e divorzi
CAT: Giustizia, Napoli

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