Il Governo Conte ha autorizzato le linee aeree a truffare i passeggeri

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30 Aprile 2020

Avevate comprato un biglietto aereo per un volo che è stato cancellato a causa dell’epidemia? Il decreto Cura Italia ha autorizzato le linee aeree a non rimborsarvi il denaro che avevate pagato e di cui hanno già goduto fin qui senza riconoscervi alcun interesse. Potranno continuare a tenersi gratis i vostri soldi e darvi in cambio un buono (cosiddetto voucher) da spendere entro un anno.

Avete perso il lavoro e avete bisogno di quei soldi? Chi se ne frega, vi dice il Governo Conte. Sapete che non potrete più permettervi quella vacanza, nemmeno fra un anno? Sono affari vostri.

La cosa più odiosa è che, se avevate comprato un biglietto per New York a mille euro, le linee aeree sono autorizzate non solo a non ridarvi i soldi in contanti del volo che non effettueranno nella data prevista, ma saranno pure libere di fissare il prezzo dei voli futuri a proprio piacimento, cioè voi avrete un buono da mille euro da spendere, ma il volo per New York potrebbe costare due o tremila euro.

Voi come la chiamate, se non truffa?

Immaginate una coppia che aveva programmato e pagato un costoso viaggio di nozze in business class in Alaska. È onesto imporre ai due sposini di andare un anno dopo, visto che si tratta di una destinazione prettamente estiva e che nemmeno avrebbe senso andarci a Natale? E se, come spesso accade, fossero in attesa di un bambino?

L’idea di non rimborsare i biglietti di voli cancellati è venuta dapprima in Olanda e in Germania e lì lo Stato l’ha accolta per un motivo di bassa lega, ma almeno furbo. L’olandese KLM ha soprattutto clienti stranieri e saranno dunque stranieri i passeggeri fregati. Nel suo complesso i Paesi Bassi ci guadagnano. In Germania un po’ meno, ma vale lo stesso discorso.

In Italia invece la massima parte dei viaggi aerei viene fatta su linee aeree straniere, per la debolezza di quelle di casa. A tenere i soldi dei passeggeri italiani saranno KLM, Lufthansa e anche Ryanair, easyJet, Air France, British Airways, solo in minima parte Alitalia. Dei soldi degli Italiani godranno gli stranieri.

Voi come giudicate questa norma, se non idiota?

C’è da sperare che la UE si impunti e impedisca questo scempio, alla cui base sta un meccanismo perverso che ha permesso alle linee aeree di poter operare senza capitale circolante. Il produttore di Parmigiano-Reggiano deve acquistare il latte, pagare gli operai per lavorarlo, far maturare le forme e infine lo può vendere. Nel frattempo deve avere il capitale necessario, proprio o prestato dalle banche.

Con i voli funziona alla rovescia. Si mettono in vendita i voli con quasi un anno di anticipo, si tengono in cassa i soldi dei biglietti, il volo si farà dopo e molte delle spese verranno pagate addirittura dopo il volo. Alitalia prima del 2017 pagava i diritti aeroportuali dopo mesi, anzi quando è entrata in Amministrazione Straordinaria non ha pagato i conti arretrati per decine, forse centinaia di milioni.

Il settore aereo è in crisi per il crollo del traffico, del turismo, dei viaggi d’affari, ma anche perché è vissuto senza capitale, sui soldi anticipati dai clienti. Gli aerei si prendono in leasing, sui pochi di proprietà ci sono molto spesso le rate da pagare. Come una bicicletta ferma, con il Covid-19 e l’interruzione delle nuove prenotazioni l’aviazione è caduta.

Per mantenere in vita il settore per il futuro, in Italia per mantenere ulteriormente in vita i già defunti posti di lavoro in Alitalia, gli Stati sono costretti a dare alle linee aeree i soldi che sono sempre serviti per gestire il business e che finora arrivavano dai passeggeri, strozzati dal perverso meccanismo per cui si compra con grande anticipo non per assicurarsi il posto su un volo, ma perché i biglietti comprati all’ultimo momento costano una fortuna, anche sulle low cost.

Nonostante le politiche monetarie ultra-generose di tutte le banche centrali, che hanno allagato di liquidità i mercati finanziari, per le linee aeree non è possibile ottenere oggi quei capitali che non avevano chiesto quando c’era il bel tempo o almeno non è possibile senza cedere il controllo ai nuovi investitori.

Gli Stati garantiscono ai capitalisti senza capitale delle linee aeree di mantenerne il controllo, ma per cercare di limitare l’esborso si è fatta largo l’abominevole idea, prontamente sposata da Giuseppi Conte, di fregare i passeggeri.

 

TAG: biglietti aerei, rimborsi, Voucher
CAT: Governo, trasporti (aerei, ferrovie, navi, bus)

3 Commenti

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  1. lore 5 mesi fa

    Concetti inoppugnabili in linea di principio ma chiedere il rimborso dì tutti i biglietti a compagnie che hanno tutti gli aerei a terra che effetti pratici potrebbe avere, aggiungere crisi a crisi e, probabilmente, spalancare ancora più tombe di quelle che già saranno. Se esistevano le incongruenze a cui si fa cenno andavano contrastate in tempi non sospetti ed eventualmente dopo l’emergenza, adesso siamo nella fase del si salvi chi può. Piuttosto andrebbe verificata la clausola che un vaucher potrebbe non dare diritto ad effettuare lo stesso viaggio o equivalente in futuro. Non mi sembra sostenibile, per essere vera.

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  2. cajopoma 5 mesi fa

    Finalmente un giornalista che si occupi della questione voli aerei, soprattutto per quella folta schiera di persone che sono costrette a prenotare anche 12 mesi prima il loro biglietto aereo, visto che le tariffe sono una vera e propria trappola e che la lontananza dalla data effettiva di viaggio riduce notevolmente il costo finale di un lungo raggio transatlantico. C’è però da precisare che la Convenzione di Varsavia e la Carta dei Diritti Passeggero obbliga la compagnia aerea al rimborso del biglietto per volo cancellato. Le compagnie menzionate nell’articolo, sono tutte aziende in attivo e mi auguro che quest’estate possano rispettare i punti della Convenzione. Non è Conte che autorizza quindi, bensì un ordinamento internazionale di cui fa parte la IATA. Nel caso di Alitalia, purtroppo, anche in tempi privi di pandemia la compagnia si è negata a rimborsarmi un volo cancellato per guasto tecnico nel 2016. In quell’occasione, il rimborso del volo di lungo raggio, cioè maggiore di 3500 km, è stabilito in misura di euro 600 per passeggero. Noi eravamo tre, dunque fate voi i calcoli. Risultato: causa persa per inesigibilità dei fondi su aerolinea commissariata. Nonostante siano stati impiegati in quel periodo pubblicità pagando illustri nomi di cuochi e altri volti noti del cinema e televisione. Ma lasciamo stare. Posso dire ad esempio che la blasonata Ryanair mi ha rimborsato ipso-facto un volo Roma Barcellona AR in marzo di quest’anno. Il meccanismo di restituzione è stato chiaro e veloce mediante sms. Ringrazio il Signor Giovanniello per avere alzato la posta di un problema che nei prossimi mesi terrà col fiato sospeso molti viaggiatori. Anch’io ho una famiglia che vive in Messico e una moglie che non vede madre, sorelle e parenti da un anno. Auguro buona fortuna. Che presto si torni a volare.

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  3. cajopoma 5 mesi fa

    Finalmente un giornalista che si occupi della questione voli aerei, soprattutto per quella folta schiera di persone che sono costrette a prenotare anche 12 mesi prima il loro biglietto aereo, visto che le tariffe sono una vera e propria trappola e che la lontananza dalla data effettiva di viaggio riduce notevolmente il costo finale di un lungo raggio transatlantico. C’è però da precisare che la Convenzione di Varsavia e la Carta dei Diritti Passeggero obbliga la compagnia aerea al rimborso del biglietto per volo cancellato. Le compagnie menzionate nell’articolo, sono tutte aziende in attivo e mi auguro che quest’estate possano rispettare i punti della Convenzione. Non è Conte che autorizza quindi, bensì un ordinamento internazionale di cui fa parte la IATA. Nel caso di Alitalia, purtroppo, anche in tempi privi di pandemia la compagnia si è negata a rimborsarmi un volo cancellato per guasto tecnico nel 2016. In quell’occasione, il rimborso del volo di lungo raggio, cioè maggiore di 3500 km, è stabilito in misura di euro 600 per passeggero. Noi eravamo tre, dunque fate voi i calcoli. Risultato: causa persa per inesigibilità dei fondi su aerolinea commissariata. Nonostante siano stati impiegati in quel periodo pubblicità pagando illustri nomi di cuochi e altri volti noti del cinema e televisione. Ma lasciamo stare. Posso dire ad esempio che la blasonata Ryanair mi ha rimborsato ipso-facto un volo Roma Barcellona AR in marzo di quest’anno. Il meccanismo di restituzione è stato chiaro e veloce mediante sms. Ringrazio il Signor Giovanniello per avere alzato la posta di un problema che nei prossimi mesi terrà col fiato sospeso molti viaggiatori. Anch’io ho una famiglia che vive in Messico e una moglie che non vede madre, sorelle e parenti da un anno. Auguro buona fortuna. Che presto si torni a volare.

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