Vendiamo patrimonio immobiliare per 285 miliardi e nessuno lo dice

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24 Gennaio 2020

Arrivo alla Borsa Milano praticamente di corsa, come capita ai vecchi cronisti che consumano le suole. E scopro che quest’evento voluto tra gli altri da Fiaip (Federazione agenti immobiliari professionisti) sviluppa argomenti assolutamente interessanti. E, almeno in un caso, di altissimo profilo.

Per dirla alla maniera di chi governa, e di chi come Montanelli riteneva che le notizie andassero date in modo tale da renderle comprensibili anche al lattaio sotto casa, il Governo ha costruito una società, che si chiama Invimit, che è una Sgr, una società che gestisce risparmio, in particolare beni di proprietà pubblica, che sono venduti ai migliori offerenti per fare cassa. Siccome infatti l’Italia ha bisogno di rientrare dai propri debiti, circa 2 mila miliardi di Euro, lo Stato ha deciso di recuperarne 285.

La somma, 285 miliardi di euro, che si scrive così, 285.000.000.000, prevede di vendere beni immobiliari dello Stato. I quali però non vengono venduti per asset ma per quote, cioè attraverso un modello finanziario, ovvero un fondo chiamato Dante, il quale progetta di cominciare a vendere 250 milioni di euro.

La cosa non appaia di poco valore. Questo significa che a tutti gli effetti l’Italia comincia a rientrare dei propri debiti cercando offerenti sul mercato disposti a mettere dei bei bigliettoni sul tavolo per aggiudicarsi il meglio del nostro patrimonio immobiliare storico e artistico. Il che dunque significa che uno dei governi più a sinistra degli ultimi anni, “assistenzialisti”, si direbbe, alla luce del reddito di cittadinanza abilitato a centinaia di migliaia di italiani, sta facendo qualcosa di opposto. Di molto liberal.

Invece. Questo esecutivo ha posto in essere la più grande forma di alienazione di mercato, in chiave liberale, come quant’altri mai. A spingere, è stato il ministro Tria e la dott.ssa Giovanna Della Posta, che attraverso Invimit, di cui è Ad, gestisce il fondo Dante, appositamente costituito per fare cassa. Insomma un governo di sinistra che fa azioni molto liberal, quasi di centrodestra, che rientra del debito pubblico vendendo a stranieri. E, lo dice la Della Posta, quest’Esecutivo ha dato una forte impronta e un deciso contributo a quest’azione. Quindi: Il M5S e il PD fanno un’operazione molto liberal e nessuno lo dice. Già che c’ero ho deciso di parlare anche con l’on.Catia Polidori che presiede l’Osservatorio immobiliare in Parlamento e poi il presidente Nazionale di Fiaip, Gian Battista Baccarini. Entrambi illustrano proprio quello che la politica sta facendo (e che dovrebbe fare).

A Milano viene spiegato come si rientra di quasi il 20% del debito pubblico e nessuno ne parla. Roba che se fosse stato raccontato al citofono, avrebbe avuto le prime pagine dei giornali

TAG: Fondo Dante, Giovanna Della Posta, immobiliare, Invimit
CAT: Immobiliare

3 Commenti

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  1. uldio-calatonaca 8 mesi fa

    Interessante, e lo sarebbe ancor più se si sapesse meglio e bene che cosa, del patrimonio, viene o sta per essere venduto.

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  2. xxnews 8 mesi fa

    come dare la sveglia ed eventualmente sostituire questi signori che agiscono in nome del popolo mentre in realtà da buoni furbacchioni di adeguano agli amici degli amici . peccato , in teoria abbiamo un governo che racconta di agire CORRETTAMENTE

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  3. federico.gnech 8 mesi fa

    Senza consumare le suole, l’autore dell’articolo avrebbe potuto consultare le pagine web del ministero e avrebbe così appreso che 1) la cifra di 284 miliardi di euro corrisponde al valore complessivo di tutto il patrimonio immobiliare pubblico, che 2) ovviamente nessuno ha mai dichiarato di voler dismettere nella sua totalità e che 3) il piano in questione, comunque ambiziosissimo (1,2 miliardi in tre anni) è stato ideato non da questo, ma dal precedente governo. Evviva il giornalismo partecipato… http://www.mef.gov.it/focus/article_0059.html

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