Lo scandalo Volskwagen è lo scandalo assoluto. (E i giornali sono complici)

22 Settembre 2015

Lo scandalo Volkswagen è lo scandalo assoluto e viene da molto lontano. Non mette in crisi il mito tedesco, questa è una visione riduttiva e di comodo che qualcuno vorrebbe imporci in queste ore. È molto di più. Non a caso la Francia già chiede un’inchiesta europea. Questo è anche il grande scandalo dei mezzi di informazione, dei giornali insomma, quotidiani, settimanali, mensili, trimestrali, semestrali. Di chi doveva informare, ma non oggi, no. Da cinquant’anni a questa parte. Questo è lo scandalo assoluto perchè riguarda la salute del pianeta e, per essere più diretti e concreti, la nostra povera salute, quella soprattutto dei nostri figli. Lo stato delle nostre città. L’inquinamento. I valori dell’aria che respiriamo. La possibilità di una vita appena più decente sotto il profilo ambientale.

È che in tutti questi anni, le case automobilistiche hanno imposto un sistema di potere. Dicevamo dei media. Da quando ho l’età per capirci qualcosa, avendo bazzicato solo redazioni di giornali, il meccanismo era di una semplicità assoluta, essendo le grandi marche anche grandi investitori pubblicitari. All’epoca – ma le “buone” abitudini non muoiono mai – ogni giornale aveva la sua pagina dei «Motori» che veniva graziosamente confezionata secondo volontà extra-giornalistiche, che sfociavano nella paradisiaca rappresentazione di qualunque ammasso di lamiera venisse immesso sul mercato. E un tempo le macchine davvero si dividevano in buone macchine, cattive macchine, discrete macchine, infami macchine, invereconde macchine. Il livello era talmente vario che volendo fare onestamente il proprio mestiere ogni giornale avrebbe potuto offrire un servizio di pregio al lettore, il quale grazie a quelle informazioni avrebbe potuto scegliere con più cognizione di causa. Invece l’immonda pagina motori era un’unica marchetta senza vergogna, che serviva unicamente al tenutario della rubrica, che guarda caso cambiava macchina a suo piacimento (le “doveva” provare per conto nostro) e che naturalmente si metteva a disposizione dei colleghi per uno sconticino sul “nuovo”. Oggi il livello complessivo delle macchine si è notevolmente alzato, c’è un equilibrio tecnico maggiore, ma come vedete il risultato è lo stesso.

Il cittadino non ha difese. Non ha difese su ciò che mangia, su ciò che beve, su ciò che consuma, su ciò che sceglie in base alle sollecitazioni esterne. Dovrebbe essere informato dai giornali ma, come abbiamo detto, i giornali sono complici. Ora è sotto schiaffo planetario Volskwagen con tutta la sua potenza di fuoco, ma non abbiamo la minima fiducia che i concorrenti di VW siano più virtuosi. A che livello sono i controlli, quali sono gli organismi che sovrintendono ai controlli, quale organizzazione di pesi e contrappesi governa il grande mondo dei motori, quali sono le garanzie per i consumatori, quale livello di “resistenza” possono opporre oggi i media, i famosi cani da guardia di marmitte bucate? Domande sparse con risposte incorporate.

La salute del pianeta, e più modestamente la nostra, valgono più di qualche paginata sui giornali molto ben pagata? Ovviamente no. È assolutamente suggestiva un’immagine forte che sta passando in queste ore: l’Europa che voleva fottere l’America. Ma gli americani hanno fatto tana. Sarebbe uno splendido film, invece è un incubo, molto, molto reale.

TAG: giornalismo, pubblicità, volkswagen
CAT: Grandi imprese, Inquinamento

Un commento

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  1. beniamino-tiburzio 5 anni fa

    In piedi anime belle, in tutt’altre faccende affaccendate……! Macchè….business is business. Specie per i “vocabolari” patinati, i Magazine che si occupano di motori, come le tre scimmiette.

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