L’India vieta la maternità surrogata alle coppie straniere

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2 novembre 2015

Il governo indiano ha deciso di voler mettere il divieto alle donne indiane di portare avanti la gravidanza a pagamento per le coppie di stranieri. La bozza del disegno di legge afferma che la maternità surrogata può essere ammessa soltanto per le coppe sterili indiane ma non per quelle straniere. Consente però delle eccezioni per chi possiede passaporto straniero di origine indiana e per gli stranieri che sono sposati con indiani.

Il governo indiano non permetterà la maternità surrogata commerciale ma consentirà quella “altruistica”, nel caso una donna volesse portare avanti la gravidanza per una persona a lei vicina, magari un familiare.

Una esigenza che nasce dall’enorme diffusione della pratica della maternità surrogata in India. Migliaia le cliniche presenti nel Paese che se ne occupano. Uno sfruttamento in espansione e un business stimato per circa 400 milioni di dollari e arrestabile soltanto con divieti seri per proteggere la dignità delle donne indiane.

Rispetto ad alcuni dei paesi dove la maternità surrogata è legale, come in Russia, Thailandia, Ucraina e alcuni Stati degli Stati Uniti, in India i costi per l’ “affitto dell’utero” sono nettamente minori, circa un decimo di quanto percepisce una madre surrogata negli Stati Uniti. È quindi più facile approfittare delle condizioni di povertà in cui si trovano numerose donne.

Molte sono però quelle che non hanno preso bene la notizia.  Giovedi scorso,  circa settanta madri surrogate hanno infatti manifestato fuori dall’ufficio del Consiglio indiano di ricerca medica a Nuova Delhi contro la decisione presa dal governo. Una protesta che nasce dalla necessità di molte di queste donne di aver bisogno dei soldi guadagnati dalla surrogazione per poter aiutare le proprie famiglie.

Sono numerose le cittadine che vivono grazie ai profitti della maternità surrogata. Come riporta il Times of India, Anand, una città nel Gujarat, conosciuta come la capitale del latte dell’India fino a pochi anni fa, oggi è considerata la capitale della maternità surrogata del mondo, grazie al dr. Nayana Patel dell’Akanksha Infertility Clinic che fa partorire mediamente due madri surrogate a settimana. La città ha un’ intera economia costruita intorno a questa pratica con migliaia di coppie che arrivano inseguendo il sogno della genitorialità. Considerato che le coppie  normalmente si fermano dai 2 ai 6 mesi nella cittadina e hanno bisogno di tutto, questa pratica diventa un’ottima fonte di lavoro per tutti: dai negozi per l’infanzia, agli hotel, ai rickshaw, ai ristoranti.

Mentre le nuove restrizioni dovranno essere approvate dal Parlamento, ciò che ora si teme è che questo divieto porti molte coppie verso il mercato nero della surrogazione.

 

 

 

 

TAG: diritti delle donne, india, infertilità, Maternità, maternità surrogata
CAT: India

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