Tutti parlano di fuga, ma chi parla dei cervelli che restano?

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18 dicembre 2019

Leggo dispiaciuto nei giornali che il Friuli Venezia Giulia è primo nella classifica per la “fuga di cervelli” (termine che detesto infinitamente, come se quelli che scelgono di restare o che restano per svariati motivi fossero invece dei perfetti imbecilli). Tralasciando la terminologia, c’è un problema, enorme, di possibilità che mancano, c’è anche un grande però. Ve ne parlo per esperienza diretta e per il mio campo ovviamente: fare l’imprenditore (e quindi restare, in generale) in Friuli Venezia Giulia è tremendamente difficile, ma è anche un modo, una scelta (una missione per me) e un’avventura da intraprendere per chi ha il necessario coraggio e la necessaria testardaggine di inseguire un sogno e poter pensare in grande (anche a livello internazionale), qui.

Vorrei dire a chi va via che sì, è durissima (a volte impossibile), ma che sì: qui (nel buco di culo di mondo, come in molti ci chiamano) si può fare, ci sono le possibilità e bisogna saperle cogliere, lottare e avere pazienza.
Oggi, dopo quattro anni da quando ho cominciato, anzi comincio a dormire più tranquillo la notte (sempre poco, ma felice). Soltanto dopo quattro anni passati a convincere a parole -e soprattutto con i fatti- che non abbiamo nulla da invidiare alla celebre “Agenzia di Milano” (per la cronaca, oggi incontro Bialetti e Castiglioni -un onore incredibile- per alcuni progetti spettacolari e che vedranno anche Pop Com Studio come protagonista per il 2020, a nordest e in Italia).

Non è impossibile, ma magari ogni tanto sarebbe bello comunicare chi ce l’ha fatta e non lanciare sempre i soliti (e dolorosi) allarmi sui giovani.

Sono qui, siamo qui! Scriveteci, venite a trovarci, incontrateci. Esistiamo e abbiamo un cervello anche noi, pare!

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CAT: Innovazione, Startup

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