Droga ovunque

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12 Novembre 2019

In Italia e a Roma gli omicidi sono in calo. Anche uno solo è già troppo, ma i morti ammazzati sono ben al di sotto di altre capitali e altri Paesi europei. Non lo scrivo per consolarsi, ma per allarmarsi, giacché la cronaca restituisce fatti di sangue in qualche modo legati al mondo della droga.
I reati che hanno a che vedere con quel mercato segnalano in testa alla classifica Roma, Milano e Napoli. Ma se si va a contarli in rapporto alla popolazione si scopre che Roma è al secondo posto, al primo Genova. Poi Ravenna, Pisa Arezzo, Padova, Firenze, Isernia, Grosseto e così via. L’Italia, senza prevalenze metropolitane.
Se si bada alla nazionalità degli arrestati si constata che il 56% (2.238) sono italiani. Il 7 nigeriani, il 4 albanesi, il 3 marocchini e via a scendere. Dati relativi al 2018. Ovviamente gli stranieri sono una frazione degli italiani, nel complesso, sicché la loro posizione in classifica criminale più significativa, ma quei numeri dicono chiaramente che lo spaccio non è in mano a una nazionalità e non si cancella allontanandola (ammesso sia possibile). Prima di tutto sono nostri connazionali.
Sono più di quaranta anni che mi occupo di questi problemi, conosco a memoria tesi e controtesi relative alla proibizione, legalizzazione e liberalizzazione. Sono convinto che il danno sia la droga in sé. Il mercato attorno un’aggravante. Ma lasciamo perdere. Dovrebbe essere chiaro a tutti che tollerare sperando di ridurre il danno è solo un modo per girarsi dall’altra parte. Chiunque voglia droga sa dove trovarla. Leggi e indirizzi aiutino le forze dell’ordine che sanno bene dove andare, ma poi non cosa fare. Arrestare per dodici ore serve a nulla. Lasciar correre significa arrendersi al peggio. Serve educazione, certo, ma anche l’idea che le leggi non son coriandoli.

Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
@DavideGiac

TAG: traffico di droga
CAT: Legislazione

2 Commenti

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  1. mmc 11 mesi fa

    “Sono più di quaranta anni che mi occupo di questi problemi, conosco a memoria tesi e controtesi relative alla proibizione, legalizzazione e liberalizzazione. Sono convinto che il danno sia la droga in sé. Il mercato attorno un’aggravante. Ma lasciamo perdere. Dovrebbe essere chiaro a tutti che tollerare sperando di ridurre il danno è solo un modo per girarsi dall’altra parte.”
    Ha ragione, combattiamo LA DROGA, quella cosa brutta che fa fare cose orribili alle persone.
    Mica come delle idee malate, la convinzione di essere nel giusto nelle proprie visioni miopi e la volontà di esercitare coercizione per imporle ad altri. Quello dopo tutto è un modo di pensare che ha sempre tirato fuori il meglio dall’umanità.

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  2. alding 11 mesi fa

    Ancora una volta complimenti a Giacalone per la sintesi e la chiarezza. Togliamo ogni alibi alla droga e diciamo chiaramente che la droga è uno strumento di morte e che non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con la libertà. Abbiamo introdotto giustamente il reato di “omicidio stradale”, introduciamo una buona volta anche il reato di “omicidio di droga” e puniamo duramente e pesantemente chiunque spaccia e pubblicizza la droga e anche chiunque costruisce giustificazioni fasulle!!

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