Sulla necessità e impellenza di uno #scioperogenerale per i benzinai

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14 Dicembre 2014

E così lo scempio si è consumato nell’indifferenza e noncuranza generale: migliaia di robusti ragazzoni (definizione che in Italia prescinde dall’età anagrafica e può includere tranquillamente 50-60enni), che ti risparmiavano l’incomodo di sporcarti le mani e pulivano il parabrezza con un sorriso, sono svaniti come fantasmi. Il tutto per che cosa? Per risparmiare qualche centesimo al litro che non cambierà la vita a nessuno? Ma avete notato che nel raggio di qualche manciata di chilometri coesistono pompe di benzina che praticano differenze di prezzo anche di 10 centesimi? Cosa vuol dire? Vuol dire che a un numero ancora significativamente alto di automobilisti frega niente di quanto costa il carburante. Perché allora condannare all’indigenza tante brave persone (diciamocelo, uno che faceva il benzinaio che altro lavoro potrà mai trovare?)?

Ma lo avete notato che quando il prezzo del petrolio sale, anche di poco, il prezzo alla pompa reagisce quasi in tempo reale, mentre per i movimenti, anche significativi di segno opposto, le razioni sono lente, frammentarie e, in qualche caso, non ci sono proprio?

È ormai diventato urgente ai limiti dell’indifferibile indire uno sciopero generale in difesa dei benzinai espulsi dal gretto materialismo di una visione del mondo basata sulla visione del lavoro come merce, deperibile e con una esplicita data di scadenza. Occorre imporre al Governo Giovanil-Turboliberista del premier, ostaggio dei poteri forti tedeschi (a loro volta succubi dell’ ideologia della scuola di Chicago, bocciata dalla storia, ma che ricresce come l’erba cattiva) una svolta decisiva che rimetta al primo posto i valori umani e l’importanza della famiglia, e dell’italianità del lavoro:
1- in primo luogo occorre vietare la possibilità di rifornirsi da soli di carburante e soprattutto di farlo in giorni e in orari, che la morale generale vorrebbe dedicati al riposo e alla famiglia
2- porre fine a questa ridicola guerra dei poveri sulle frazioni di centesimo imponendo finalmente un prezzo unico di stato su tutti i carburanti in modo da neutralizzare l’ingiusto vantaggio di chi è capace di praticare prezzi più bassi
3-estendere queste regole anche a categorie affini quali i casellanti dell’autostrada e, già che ci siamo, venire in soccorso dei poveri commessi costretti a lavorare anche durante i festivi o a tornare dalle loro famiglie a sera tardi solo perchè l’Ikea o l’ipercoop (no anzi quella no), meglio l’ikea o l’ Esselunga devono far soldi anche in giorni e in orari che sarebbe meglio dedicare ad altri più nobili fini.

#scioperogenerale e #ancheibenzinaitengonofamiglia

P.S. Perché mi sono divertito a scrivere questa simpatica accozzaglia di scempiaggini? Perché se ascoltate con attenzione i proclami del Dream Team Landini-Camusso o dei wannabe secessionisti dal PD vi accorgerete in tema di sacrificare la libertà individuale e il benessere della collettività, a beneficio degli interessi corporativi di qualche qualche lobby minoritaria, la realtà può facilmente superare la mia modesta ironia, inclusa la battuta volutamente scorretta sulla possibilità di impiego alternativo per i benzinai.

TAG: camusso, civati, Corporazioni, Landini, Lavoro, Pd, sciopero
CAT: Legislazione

Un commento

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  1. andrea.mariuzzo 6 anni fa

    con “morale popolare” in luogo di “generale” sarebbe stato perfetto :D vero Marco Parigi?

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