Chi è il “Cesare perduto nella pioggia” della canzone di De Gregori?

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9 Maggio 2017

E Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei ore
il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un pò
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.

Quanti sanno a chi si riferiscono questi versi di “Alice” di Francesco De Gregori?
In altre parole: quel Cesare chi è?
Quel Cesare è Cesare Pavese.
Siamo a Torino nel 1925, Cesare frequenta ancora il Liceo.
E’ un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre che vive con una madre forte e autoritaria e con una sorella di sei anni più grande di lui.
Con le donne è timido.

Ecco cosa ci dice Davide Lajolo ne “Il Vizio assurdo”, la biografia di Pavese che si legge come un romanzo, di cui acquisto per pochi euro una ingiallita prima edizione:

Pavese non è uno di quei giovanotti ardenti che scordano tutto alla vista di una sottana. Ma non vuole essere da meno degli altri. E gli amori di un timido sono sempre più seri di quelli di uno sfrontato”

La sua prima cotta non è però per una compagna di scuola.
Frequenta con gli amici i caffè e i varietà e si sente attratto verso ragazze di minor cultura, più semplici e più dirette nel rapporto con l’altro sesso.
Lui è un timido che ha bisogno di essere incoraggiato.
Molto incoraggiato.
Conosce così una cantante -ballerina che lavora al caffè-concerto “La Meridiana” nella galleria Natta, l’attuale Galleria Federico.
Cesare riesce a vincere la sua timidezza, si presenta, scambia qualche parola con lei, si convince che la ragazza non sia insensibile alle sue attenzioni, fatte soprattutto di sguardi smaniosi e insistenti.
Alla fine prende il coraggio a due mani, le chiede un appuntamento e lo ottiene. Si troveranno alle sei del pomeriggio all’ingresso principale del caffè.
Alle sei in punto Pavese è lì.
Ma la cantante ballerina non arriva. Passano le ore e Pavese è sempre lì.Sempre più agitato, ma deciso a non mollare.
Verso le 11 comincia a piovere. Pavese non ha l’ombrello, ma resta lì.
A mezzanotte si arrende.Triste e completamente fradicio torna a casa.
Saprà il giorno dopo che la ballerina è uscita alle sei in punto.Ma da un’uscita secondaria del caffè, dove era attesa da uno spasimante meno insistente, ma più fortunato…
Pavese, in compenso, prende una pleurite che lo blocca in casa per tre mesi, rischiando di fargli perdere l’anno scolastico.
Agli amici che lo vanno a trovare e restano impressionati per il suo pallore e per la sua magrezza risponde che ha perduto, insieme con le forze fisiche, ogni fiducia in se stesso.

 

TAG: Cesare Pavese, Davide Lajolo, Il vizio assurdo
CAT: Letteratura

Un commento

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  1. dionysos41 2 anni fa

    Mi hai commosso! Da quando avevo 18 anni Pavese non miè mai uscito dal cuore.

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