Due e zero quattro

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14 dicembre 2018

«Buongiorno, Gigi!»

«Buongiorno, Signora!»

«Senta, ce l’ha ancora quel filetto di bufala che mi ha fatto assaggiare l’altro giorno?»

«E come, no? Tengo il filetto, il controfiletto, il petto, la fesa, il fesone, la spalla, il fiocco, il girello…e le cervella, signo’, le avete mai provate le cervella di bufala?»

«Mah, io rimarrei sul filetto…»

«Benissimo, signo’, quanto facciamo?»

«facciamo un due etti e mezzo?»

«Ecco qua…tac…due etti e quattro, signo’. Tagliamo un altro pochetto?»

«No, grazie, due etti e quattro vanno bene…però scusi, Gigi, la bilancia segna due etti e zero quattro…o sbaglio?»

«Come dite, signo’?»

«No, dico che la bilancia segna due zero quattro…»

«Mmh…controlliamo…ah, certo, due e quattro, preciso preciso…tuttapposto, signo’. Serve altro?»

«No…mi perdoni, Gigi…io leggo due e ZERO quattro, non due e quattro»

«Non ho capito, signò…»

«Luigi…non sono due etti e quaranta grammi, ma due etti e quattro grammi!»

«Appunto, scusate, non avevamo detto due e quattro? Io leggo due e quattro. La bilancia non mente, signo’. Vedete che questa bilancia è tutta diggitale, computerizzata…robba seria, non mi faccia dire quanto l’ho pagata, che ancora ci sto male…facciamo anche un po’ di macinato, visto che al nipotino vostro ci piace solo la svizzerina?»

«Gigi, lasci stare il macinato…non vorrei insistere, ma manca quasi mezzo etto»

«Ah volete tre etti? Avevo capito di no…e che problema c’è, glieli taglio subito!»

«No, guardi, non so più come dirglielo…qui sul display c’è scritto DUE ZERO QUATTRO, non DUE QUATTRO ZERO…»

«Signo’, voi siete troppo forte…due e quattro, appunto!»

«Due e ZERO quattro! Luigi, mi dica che ha voglia di scherzare!»

«E chi scherza, signo’? Con tutte le brutte cose che si sentono, figuratevi se ho voglia di scherzare! Fatemi capire meglio: voi leggete duezeroquattro, ma che cosa non vi torna?»

«Ossignore, ma davvero non capisce? Mi devo preoccupare per lei? C’è uno zero di mezzo, capisce? DUE ZERO QUATTRO, non DUE QUATTRO ZERO, perdìo!»

«Eh no, signora, scusate se mi permetto, ma le bestemmie in questa macelleria non si devono sentire… poi in bocca a una bella signora distinta come a voi, proprio no, essù… adesso ci calmiamo e vediamo di scoprire che c’è che non va…due e zero, due e quattro…ah, si capisce…questa famosa bilancia computerizzata tiene tutto un suo sistema di visualizzazione, sapete, e a volte si legge male…elettronica, tedesca…io la chiamo Merkèl, ah ah. Comunque, problema risolto, scusatemi se vi ho fatto perdere tempo»

«Oh, finalmente! Cominciavo davvero a preoccuparmi!»

«Ma che sorriso tenete, signo’! Portate la luce, con quel sorriso!»

«Adulatore…ma scusi, che fa?»

«Come che faccio? Vi incarto il filetto…»

«Ma…e i quaranta grammi in meno?»

«Signora mia, ancora? Facciamo a capirci, cosa devo fare per farvi contenta? Sentite, guardate questi petti di pollo, che bellezza…pollo italiano al cento per cento, eh! Biologgico, ovviamente, no quelle robbe francesi dopate cogli asteroidi che dopo vi s’alza il glutine e dovete spendere tutto in medicine! Andiamo col polletto?»

«Ma che polletto e polletto! Io voglio due etti e mezzo di filetto di bufala!»

«Ah, eravate indecisa, allora! Due e cinque più due e cinque, perfetto…vi taglio mezzo chilo, basta saperlo, che problema c’è? Poi ci mettiamo pure tre etti di macinato freschissimo e due petti di pollo che ce lo fate a vostro marito alla piastra, un filo d’olio a crudo – mi raccomando, ITALIANO – così non gli viene il polistirolo…»

«LUIGI, BASTA! Se voleva divertirsi alle mie spalle, c’è riuscito, ma adesso la finisca, per cortesia!»

«Divertirsi? Gesù, signo’, voi non sapete il dolore che mi date. Io, divertirmi, con tutto quello che si sente in giro? E alle vostre spalle, a voi che siete una signora tanto bella e brava e perbene? A voi che siete la mia cliente preferita? Ma dico, siete voi che scherzate, ditemi la verità! Non ci posso pensare a quello che avete detto, non ci posso pensare…uno si alza la mattina sicuro di far bene il suo mestiere e poi ti capita una cliente affezionata che ti dice queste cose brutte…eh, pazienza, il Signore ci mette sempre alla prova…le tasse, i soldi che mancano, la mucca pazza e la terra dei fuochi e tutte queste cose che si sentono in giro e mò pure la mia cliente preferita che mi tratta male…certe volte ti viene proprio da dire “ma chi me lo fa fare”? Eh ma se non avessi le creature da sfamare io avrei già mollato tutto, sapete…vabbè, ma questi sono problemi miei, giustamente a voi non vi riguardano…facciamo così, un bell’omaggio della casa, quattro salciccie da fare con la scarola, sentirete che bontà!»

«Ma…ma…Luigi, io…lei…MA SANTODDIO, NON LO VEDE IL NUMERO SUL DISPLAY DELLA BILANCIA? MI DICA COSA LEGGE, ME LO DICA!»

«Uè, calmatevi signo’…state tranquilla, risolviamo tutto. Volete che vi leggo il display? E che problema c’è? Due e quattro!»

«MA NO!!! DUE E ZERO QUATTRO, DUE E ZERO QUATTRO, NON DUE E QUATTRO!!!»

«Ahhhh…ma tu vedi…ma no, non ci posso credere…ma non potevate dirlo prima? Mò è tutto chiaro, voi vi siete fissata con lo zero! Ma signo’, gli zero non contano! Vedete, noi che lavoriamo coi numeri siamo abituati a queste cose matematiche e a volte ci scordiamo che voi clienti non le potete sapere. Scusatemi davvero, adesso vi spiego: quello zero è, come dire, un in più, è un segno che non conta…è come ‘na virgola, per intenderci. La bilancia tedesca lo scrive sul display perché quelli sono pignoli, ma non si legge! Non conta niente, è uno zero, appunto. Due e quattro o due e zero quattro sono la stessa quantità, voi dovete guardare che ci stanno il due e il quattro, quelli sono i numeri buoni! Signo’? Signora che fate, vi sentite male? SIGNORA???»

 

TAG: italobolgia, satira
CAT: Letteratura

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