È la “Ragazza Carla” che fa funzionare la Sanità in Lombardia

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23 febbraio 2019

Col mio numerino in tasca in fila all’ospedale per controlli di routine e con le cuffie della mia play list alle orecchie ascolto “The Battle” del “Gladiatore” in attesa del mio turno. Sento avanzare da lontano il motivo finale per lungo tempo annegato dall’autore nell’orchestrazione di contorno, lo sento arrivare, irruente ed epico, esplodere in quella sorta di marcia infernale (“A un mio segnale scatenate l’inferno”) un clangore di tamburi, di trombe, di cimbali… e nel frattempo ho davanti quest’infilata di teste chine di “ragazze Carla” che al banco accettazione con solerzia e precisione accolgono i pazienti, sobrie ed efficienti. L’epica del sonoro si confonde con il visivo del quotidiano in una sinestesia inebriante. Queste ragazze dell’accettazione sono ordinarie e celestiali. Leste, sorridenti, ben pettinate senza ricercatezza, camicette pulite, seni appena accennati sotto golfini morbidi, nessuna procacia, non sono a “Cocco” o “Colorado” nonostante che siamo in via Olgettina. Hanno quel bisbiglio bassomimetico che mi catturò la prima volta che presi “la” 61 (Paolo Sarpi angolo Canonica) e ascoltai il dialogo a bassa voce di due ragazze, quel “ciciarare” con dolcezza, quei “Però-o” bitonali che saltellavano all’improvviso dalla conversazione, e un tintinnare sobrio di braccialetti. Sono le “ragazze Carla” che hanno fatto grande Milano. Perché alla Sanità regionale qui potrai metterci un Formigoni o un Maroni o un manico di scopa finché ci saranno le ragazze Carla con la loro seria e assorta cura “alla diuturna incombenza del giorno” (Gadda) funzionerà tutto. Le ragazze Carla fanno funzionare il leghismo e farebbero funzionare anche il comunismo.Così cantava Elio Pagliarani in quel bellissimo poemetto “La ragazza Carla” nel lontano ’57:

Carla Dondi fu Ambrogio di anni
diciassette primo impiego stenodattilo
all’ombra del Duomo
Sollecitudine e amore, amore ci vuole al lavoro
sia svelta, sorrida e impari le lingue
le lingue qui dentro le lingue oggigiorno
capisce dove si trova? transocean limited
qui tutto il mondo
è certo che sarà orgogliosa.

Il romagnolo Pagliarani, il trevigliese Ermanno Olmi con il film “Il Posto”, il maremmano Luciano Bianciardi con “La vita agra” e soprattutto “L’integrazione” (dove sfotteva non poco questa ossessione lombarda per il laurà), sono i cantori di questa città, gli artisti che con i loro mezzi espressivi, poesia, film, romanzo ci hanno dato il “bosco di cemento” dentro il quale si perdono le esistenze consumate nel lavoro, sotto questo “cielo contemporaneo” della Milano di quegli anni del boom.

Arriva il mio turno, numerino, foliazione veloce delle carte, stampettina, ecco, grazie, prego. Ah le ragazze Carla di Milano, ah la loro infinita bellezza e grandezza! “La ragazza Carla” non sarà dunque l’epica del quotidiano? Ci sta allora la musica di “The battle” del “Gladiatore”, ci sta. A un mio segnale è stato scatenato l’inferno …

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CAT: Letteratura

Un commento

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  1. lcapa 3 mesi fa
    ho amato molto quel libro e il passo che preferisco dice: "Colpisci, vita ferro città pedagogia I Germani di Tacito nel fiume li buttano nel fiume appena nati la gente che s'incontra alle serali". Lo inteso quindo come un atto di amore e di esatta comprensione delle ingiustizie irredimibili di un certo progresso. Complimenti comunque per l'intervento. saluti
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