La bella calligrafia

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31 agosto 2018

Era la fine degli anni 50, frequentavo la quarta elementare e avevo una maestra  vicinissima alla pensione.

Questa maestra teneva moltissimo alla calligrafia e ci costringeva ad adoperare il pennino ad inchiostro.

I banchi di scuola, allora, erano dotati di calamai: il bidello passava ogni settimana con un bottiglione di inchiostro nero ed un imbuto per “rabboccare” il livello del liquido.

Allo scadere della quarta elementare, la vecchia insegnante ( aveva “solo” 65 anni, ma a noi sembrava quasi centenaria) andò in pensione e il giovane maestro di quinta, senza fare una piega, ci disse che potevamo tranquillamente usare le biro.

Anzi, quando gli riferimmo che eravamo rimasti alla penna, al pennino e al calamaio, fece una faccia stupita e si lasciò andare ad un sorrisetto di scherno.

E sì che la vecchia insegnante ci aveva sempre detto che la biro ci avrebbe rovinato la calligrafia (parola di suo marito, professore di calligrafia presso un istituto commerciale).
La cosa mi sembrò sconvolgente.
Ma solo per alcuni secondi.
Poi il mio compagno di banco disse : “Era ora! Non se ne poteva più di quei maledetti pennini!!!”

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CAT: Letteratura

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