Solo cattive notizie

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7 Agosto 2022

Sul profilo social di molti, fino a qualche tempo fa, non era difficile leggere una frasetta dall’apparenza innocua: “solo buone notizie”.

Era evidente che si trattava della reazione tiepida e a buon mercato a un mondo di drammi, tragedie, emergenze e disfatte imminenti. Una sorta di scongiuro, insomma, contro i tempi avversi e bui.
Oggi ad ognuna di quelle scaramantiche paroline dovrebbe essere sostituita questa: “SOLO CATTIVE NOTIZIE”.
In questa società alienata di automi non c’è più nemmeno spazio per un’aspettativa, pur se passiva e inerte.
Nemmeno un augurio tra un sospiro rassegnato e una ceretta all’inguine con la follicolite annessa.
Niente.
Anzi, il contrario. Siamo riusciti a diventare l’umanità della sfiga, la società della iattura e gli uomini e le donne delle sventure “necessarie”.
Siamo così abituati a considerarci inutili, e impotenti da avere letteralmente bisogno di tutto questo disastro.
Parole come questa (“disastro”, però suona potente…) ci sono vitali per esistere.
Rispondiamo al “come va ?” rituale con un altrettanto stereotipato “eh…si combatte…”.
In realtà non combattiamo nemmeno per il cazzo, ma ci fa sentire investiti del peso e della dignità corrispondente al ruolo di novelli guerrieri.
Perchè questa vita, attraversata senza voglie e senza ispirazione, trascorsa senza desideri e senza fantasie, sprecata senza ambizioni e senza fede, o è una guerra…oppure occorre ammettere che è solo una vita di merda.
Ricordiamo, dunque, che “siamo ciò che pensiamo” e che i desideri sono destinati a realizzarsi prima o poi.
Forse siamo ancora in tempo per tornare a chiedere “solo buone notizie”.

TAG: La simmetria dei desideri, mal di vivere, ottimismo
CAT: Lifestyle, Psicologia

Un commento

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  1. massimo-crispi 2 mesi fa

    In realtà c’è chi combatte, anche nel nostro paese pivilegiato. Pensi a tutti i disabili che combattono ogni giorno contro l’INPS, contro la burocrazia, contro la superficialità dei più che non si rendono conto che anche il più piccolo ostacolo che loro non vedono neanche, per una sedia a rotelle diventa insormontabile. Non è una vita di merda, è una vita difficile, resa ancora più difficile dalla distrazione delle persone. Per cui sì, io combatto, eccome, il mio partito è lotta continua. E come me ci sono centinaia di migliaia di persone che rispondono “si combatte” a ragion veduta.
    Inoltre lei che ne sa che le persone non abbiano desideri, progetti, voglie e ispirazioni? Non riduca tutto alla visione corta che evidentemente la affligge. Sempre ci sono state persone che aspiravano a qualcosa ma che per avere quel qualcosa hanno comunque lottato. Io credo che buona parte della società attuale sia avvelenata dal voglio tutto e subito che fa perdere di vista le tempistiche reali per la realizzazione di un’idea. Non so dove viva lei ma intorno a me non ci sono quegli automi di cui lei parla. Qualcuno c’è, certo, distratto dai ritmi moderni che implicano velocità ed efficienza ad ogni costo. Probabilmente altrove molte persone non sanno sottrarsi a questi ritmi, ma nei luoghi periferici, rispetto alle metropoli del centronord, c’è ancora parecchia umanità. E lentezza, nel bene e nel male. Vedo, però, che ci sono sempre persone con idee, con iniziative e se non riescono a realizzare i loro sogni nel cortile di casa, se ci tengono veramente, fanno la valigia e se ne vanno. Ma è sempre stato così. Che ci siano cattive notizie o buone notizie influisce poco.

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