GRAZIE VAROUFAKIS, cadono le maschere

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15 Marzo 2020

In Italia (e in Europa) si prepara una crisi di liquidità e poi economica generata  dal diffondersi del virus.

Crisi che in assenza di misure serie (quelle finora annunciate sono pannicelli caldi) alla fine si scaricherà su PMI, Partite IVA, lavoratori dipendenti dei settori più fragili, com’è già successo nel 2008-2012.

In questo contesto, l’ex ministro greco Varoufakis pubblica online le registrazioni del 2015 dell’Eurogruppo, sul tentativo della Grecia di ottenere condizioni meno da macelleria sociale.

Per la prima volta viene svelato il contenuto di alcuni incontri, sempre coperti dal segreto di Stato. Ciò che viene detto in questi incontri rappresenta bene la trama degli interessi che l’Eurogruppo difende.

Va chiarita innanzitutto la storia degli “aiuti finanziari” alla Grecia, e, quindi, come si arriva a quegli incontri.

Le istituzioni europee avevamo fatto un primo programma di aiuti nel 2010 per 110 miliardi.

Nel 2012 ne fecero un secondo per 130 miliardi.

Questa ingente massa di denaro era stata utilizzata quasi esclusivamente per ricapitalizzare le banche greche e, dalle stesse banche greche, utilizzata per rimborsare i prestiti contratti con le banche francesi e tedesche, salvandole dal default.

Dopo anni di crisi e austerità, nel 2015 il governo Greco, rappresentato a livello economico da Varoufakis, cercava di negoziare le condizioni per accedere a nuovi prestiti europei, senza aggravare il massacro sociale  in corso nel paese.

Le banche  europee, oltre agli ingenti prestiti, di cui erano rientrate con i primi due “programmi di aiuti”, avevano fatto negli anni 2000 una massa ingente di mutui  e di prestiti alle famiglie e alle aziende greche. Nella crisi  economica e di liquidità  iniziata nel 2009, le rate di questi mutui e prestiti erano pagate con difficoltà e le banche premevano per esecuzioni immobiliari di massa, svendita degli immobili e possibilità di recuperare quel poco che si potesse recuperare.

Varoufakis cercava di limitare l’impatto sulla popolazione greca delle richieste della Troika economica (1) che, secondo quanto riportato nel sito del Parlamento europeo, rappresentava l’insieme dei creditori ufficiali durante le negoziazioni con i paesi:

avanzo primario di bilancio pari al 3,5% del Pil,

riforme del mercato del lavoro,

riforme dei servizi pubblici,

riforme del mercato interno,

taglio delle pensioni,

inasprimento delle tasse.

Sono molto interessanti le registrazioni di Varoufakis, perché danno una visione precisa di come funziona nella realtà il rapporto politico fra gli stati.

Sono disponibili on-line e ognuno potrà ascoltarle.

E’ però opportuno rilevare il rapporto determinante fra istituzioni europee, che apparentemente difendono gli interessi di tutti gli strati sociali, banche ed esecuzioni immobiliari. Cadono molte maschere di terzietà e i veri interessi vengono a galla.

In un contesto di grande difficoltà sociale il governo greco, per alleviare le sofferenze della popolazione impoverita e indebitata, cercò di attuare una moratoria sulle aste immobiliari, anche per evitare le svendite e il calo di valore generale della proprietà immobiliare, che poi si verificò in Grecia, come sta avvenendo in Italia.

Ecco dalle registrazioni di Varoufakis le reazioni di alcuni personaggi politici ed economici importanti, tra cui quelle di un personaggio spesso santificato nella politica italiana.

Pierre Moscovici (Eurogruppo del 24 aprile a Riga) «abbiamo visto poca ambizione, in alcune riforme chiave come quella del mercato del lavoro, delle pensioni, o la moratoria sulle aste immobiliari»

Mario Draghi, presidente della Bce  (Eurogruppo del 24 febbraio) si preoccupava «che il governo greco non facesse marcia indietro sulle riforme promesse» e «non introducesse alcuna nuova moratoria sulle aste delle abitazioni

Klaus Regling, capo del Meccanismo europeo di stabilità, il famigerato MES   (Eurogruppo del 24 aprile a Riga), getta la maschera e respinge le proposte greche sostenendo che «esse vanno a favore delle famiglie indebitate e delle imprese, ma a noi interessa rafforzare le banche».

L’obiettivo comune era quello di accelerare le esecuzioni immobiliari per aiutare il recupero dei crediti da parte delle banche.

Teniamolo ben presente adesso che si prepara un’altra ondata di UTP e NPL, che sfoceranno in altre esecuzioni immobiliari.

Sviluppiamo i fondi salva casa come una legge, unica in Europa, ci permette.

P.S. Preciso che non sono sostenitore né tantomeno elettore dell’ex ministro

 

(1) la “troika” si è occupata dei piani di salvataggio dei paesi all’interno della zona euro il cui debito pubblico è in crisi, per scongiurare il rischio di insolvenza sovrana, concedendo prestiti ed esigendo in cambio l’istituzione di politiche di austerità. La troika è costituita da rappresentanti della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale. Dal marzo 2015 si designa con il termine Brussels Group le cinque parti coinvolte nella trattativa riguardante la crisi economica della Grecia: oltre alla troika, ne fa parte il Meccanismo europeo di stabilità e il governo della Grecia.

TAG: economia, Unione europea
CAT: macroeconomia

6 Commenti

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  1. vincesko 6 mesi fa

    Ad integrazione, segnalo che l’Eurogruppo è un organo informale.
    «L’Eurogruppo è un organo informale in cui i ministri degli Stati membri della zona euro discutono di questioni legate alle responsabilità comuni dei loro paesi riguardo all’euro.
    Il ruolo dell’Eurogruppo è stato definito nel protocollo n. 14 al trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009 [https://www.consilium.europa.eu/media/20411/protocol-14-it.pdf].
    L’Eurogruppo si riunisce abitualmente una volta al mese alla vigilia della sessione del Consiglio “Economia e finanza” (ECOFIN). Se necessario si possono tenere anche riunioni o teleconferenze ulteriori. Le riunioni hanno carattere informale e le discussioni sono riservate.»
    https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/eurogroup/how-the-eurogroup-works/

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  2. lina-arena 6 mesi fa

    Intanto per le esecuzioni immobiliari piovono le denunce penali. A Messina sono stati denunciati i giudici del Tribunale di Catania sezione sesta civile che hanno gestito pratiche di vendite all’asta a prezzi vergognosamente bassi. La legge dev’essere cambiata e sono state formulate opposizioni agli atti esecutivi fondate sull’eccezione di incostituzionalità delle norme applicate. Se si giungerà al vaglio della Corte costituzionale si può sperare in una modifica delle leggi di procedura civile.Il senatore Paragone si è battuto in Parlamento per modificare le leggi di procedura delle aste giudiziarie.

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  3. xxnews 6 mesi fa

    mi pare che quanto descritto da LINA-ARENA corrisponda a verità e che ancor peggio c’è chi si appresta a ripristinare quelle pratiche

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  4. xxnews 6 mesi fa

    mi pare che quanto descritto da LINA-ARENA corrisponda a verità e che ancor peggio c’è chi si appresta a ripristinare quelle pratiche

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  5. paopex 6 mesi fa

    Personalmente sono ricorso in Cassazione contro aggiudicazioni d’asta del Tribunale di Pavia inferiori al 14% del valore periziato ed ho in corso la redazione di una denuncia per la gestione di aste di un’altra procedura questa volta del Tribunale di Bergamo. Gli importi periziati erano complessivamente di oltre 1.200.000 € mentre le aste hanno fruttato 230.000 € di cui un terzo a copetura degli oneri di gestione delle procedure. Ho avuto un concreto aiuto dall’associazione Favor Debitoris ma purtroppo non è ancora sufficiente per lottare contro questo mostro che si nutre delle radici della nostra democrazia. Qualsiasi forma di solidarietà e benvenuta così come qualsiasi richiesta.

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  6. favordebitoris 6 mesi fa

    grazie

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