Comunicazione scientifica: meglio il Dott. Burioni del Dott. Barabba

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3 Gennaio 2017

Un medico cancella i commenti degli utenti di Facebook sotto il suo post, affermando che “la scienza non è democratica”. La sua presa di posizione scatena polemiche, ma è folle pensare che la scienza possa essere oggetto di referendum popolari

 


Ammettiamo pure che Roberto Burioni non sia il miglior social media manager del mondo. Se mi chiedesse un parere in merito, gli suggerirei di adottare uno stile leggermente meno brusco nei suoi post su Facebook. Soprattutto, farebbe meglio ad evitare espressioni come “tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa”. Carenza di virgole a parte, è fin troppo evidente che nel lettore queste frasi suscitano fastidio e una legittima domanda: “Vabbè, ma chi te lo ha chiesto?”. Se usi la Rete, ne devi accettare le regole.

Detto questo, non si può però dimenticare che Burioni fa il medico, non il comunicatore, il che non è esattamente la stessa cosa. Mi stupisce il clamore suscitato dalla sua espressione “la scienza non è democratica”, perché non fa altro che esprimere una evidente verità.

Seppure in modo discutibile, Burioni sta contribuendo a confutare dei fattoidi sempre più diffusi sui vaccini ed in generale sulle malattie. La contagiosa follia della Rete sta alimentando persino un assurdo dibattito sulla correlazione tra immigrazione e meningite, un’operazione social-mediatica di inaudita gravità che probabilmente nasconde una finalità politica e si nutre della credulità di chi pensa che ciò che appare sul Web sia per forza vero. Viene da rimpiangere i tempi del “lo ha detto la TV”: almeno nell’era del tubo catodico l’accesso al media non era così indiscriminato.

Mi stupisce ancor di più il fatto che “Valigia Blu”, un blog per il quale peraltro nutro un sincero rispetto, bacchetti Burioni per la scelta comunicativa di non confrontarsi alla pari con gli scatenati utenti di Facebook, i cui commenti sono stati cancellati. Benché il blog faccia ricorso ad interessanti considerazioni sulla divulgazione scientifica, non si può condividerne la supposta equivalenza tra le espressioni “lo dice la scienza” e “lo dico io”.

Proprio perché la scienza parte da un presupposto di fallibilità e confutazione (concetti richiamati dalla citazione di Richard Feynman “scienza è credere nell’ignoranza degli esperti”), è necessario distinguere tra una visione scientifica che ha superato questo vaglio per divenire socialmente accettata ed una presa di posizione che invece ha lo stesso peso di un dogma religioso o di una superstizione.

Per questo motivo, pur essendo notoriamente un democratico, non mi scandalizzo affatto quando Burioni dice che la scienza invece non è democratica affatto. Anzi, a scanso di equivoci – e facendo i debiti scongiuri – rendo pubblica la mia volontà: qualora ne avessi bisogno e non fossi nelle condizioni di esprimermi, affidatemi a un medico preparato come Burioni, piuttosto che a un sondaggio online nel quale si decide come e se tutelare la mia salute!

Anche perché è dai tempi di Barabba che sull’esito di questi plebisciti ci sarebbe da discutere. Internet ha solo ampliato l’uditorio, non lo ha reso più erudito.

TAG: burioni, comunicazione, divulgazione scientifica, Facebook, internet, medicina
CAT: Medicina, salute e benessere

4 Commenti

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  1. andrea-marelli 4 anni fa

    “Ma non è questo, si tratta di una riflessione sulla comunicazione della scienza. il post va oltre la legittima politica di gestione della pagina di Burioni. Tratta del tema della comunicazione della scienza e del rapporto tra scienza e società, perché sono due temi emersi nel commento del medico. Molti affermano che chi non sa nulla non ha diritto di parola, ma a loro volta dimostrano di non sapere che la comunicazione della scienza è un tema oggetto di ricerca scientifica, con degli esperti, per di più oggi in disaccordo con i commenti di molti a questo post. Quindi così come c’è chi rifiuta le evidenze scientifiche sui vaccini, ci sono anche molti che “difendono” gli scienziati ma rifiutano di considerare le evidenze scientifiche sulla comunicazione della scienza. L’atteggiamento non è diverso, perché ha a che vedere sempre i propri pregiudizi e le propria visione del mondo…. “… Così cercano di spiegare il senso del loro pezzo quelli di Valigia Nlu

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  2. lorenzo-zacchetti 4 anni fa

    Caro Andrea, convengo sul fatto che si parli di qualcosa di più del comportamento di Burioni, ovvero del rapporto tra scienza e società. E’ proprio su questo che non mi trovo d’accordo con lei e con Valigia Blu, soprattutto se l’argomento viene posto in questa maniera. Proprio perchè la scienza non è un dogma, diventa tale quando supera prove di confutabilità (che non saranno definitive, ma rappresentano uno standard sociale). Sottoporle a referendum popolari come di fatto sono certi dibattiti sui social è insensato. Se poi c’è chi “difende” uno o l’altro soggetto, come fanno i tifosi allo stadio, è altrettanto sbagliato, ma è tutt’altro discorso. no?

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  3. silvia-bianchi 4 anni fa

    Io invece trovo contraddittorio l’atteggiamento di questo medico: da un lato si propone di divulgare le conoscenze scientifiche su un certo argomento, dall’altro rifiuta spazientito di prendere in considerazione gli interlocutori “non scientifici”… il suo insomma è uno schema di divulgazione “dall’alto al basso” e non bidirezionale, per il quale andrebbe bene un programma tv o radiofonico (rigorosamente senza interventi del pubblico), non certo un social network.
    Oltre che contraddittorio, l’approccio mi sembra sbagliato: un po’ perché un vero scienziato non dovrebbe mai rifiutare di confrontarsi con un’obiezione, da chiunque provenga (se è davvero tanto stupida, sarà ancora più semplice smontarla…); un po’ perché, ai fin della divulgazione, è incomparabilmente più efficace provare a porsi al livello dell’interlocutore e a trovare la “chiave” per “sbloccare” le sue certezze erronee, basate spesso sull’ignoranza di alcuni presupposti che per lo scienziato sono scontati. Lo sforzo di pazienza di rispondere a un singolo “ignorante” può valere il risultato di chiarire le idee a decine di altri “ignoranti” che leggono, senza esprimersi, i commenti e sono quindi sinceramente interessati a capirne di più

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  4. lorenzo-zacchetti 4 anni fa

    Su questo sono d’accordo. Quando dico “se usi la Rete, devi accettarne le regole” evidenzio proprio questo genere di errore, perché un modello di comunicazione unidirezionale è contrario alle caratteristiche di Internet. Ma deve arrivare un momento nel quale la scientificità prevale sulla vox populi, altrimenti si va in cortocircuito. Questo apre una riflessione interessante sulle caratteristiche del media, che in alcuni casi va ad incidere sul contenuto del messaggio

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