Circoncisione: il dilemma di due madri

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26 Ottobre 2018

From: Fiammetta Martegani

To: Susan Dabbous

Carissima Susan,

sono stata recentemente invitata da una mia cara amica alla festa di circoncisione del suo bambino appena nato e, con grande stupore, parlando con altri genitori invitati, è venuto fuori che persino in Israele, non tutti sono così favorevoli alla circoncisione.

Anzi, a Tel Aviv in particolare, sta diventando una moda non circoncidere i propri figli, per varie ragioni che vanno dal vedere l’atto in sé come qualcosa di barbarico fino al non voler decidere per qualcosa di così irreversibile sulla pelle, nel vero senso della parola, di un neonato .

Aldilà di tutta la questione religiosa ma anche sociale rispetto al tema (fino a qualche anno fa un bambino non circonciso sarebbe stato deriso a scuola e ancora oggi alcune ragazze potrebbero rifiutarsi di fare sesso con un ragazzo non circonciso) da anni la medicina cerca di valutare pro e contro di questo intervento chirurgico che, aldilà della valutazione morale, è  provato avere diversi benefici sia dal punto di vista dell’igiene, sia nell’abbassare le possibilità di contrarre malattie veneree incluso l’AIDS, sia, statisticamente, nel contrarre il tumore alla prostata.

Ma tu cosa ne pensi e che tipo di esperienze hai avuto un merito all’interno della cultura islamica?

Anche nell’islam la circoncisione sta passando di moda?

From: Susan Dabbous

To: Fiammetta Martegani

Cara Fiammetta,

quando io e Richard abbiamo avuto il nostro primo bebè il problema non si è posto perché Yasmin era femmina. Ma il dibattito si era aperto con altri genitori “expat” mentre eravamo a Gerusalemme. Abbiamo capito che indipendentemente dalla religione c’erano paesi, come gli Stati Uniti, dove la circoncisione viene fortemente consigliata a livello ospedaliero. Viene quindi praticata lì dove il bimbo nasce se i genitori lo vogliono e sempre più coppie americane decidono a favore della circoncisione. Questo fatto mi ha incuriosito, conoscevo già tutti vantaggi igienici della pratica millenaria, ma oggi giorno che senso hanno?

Ad ogni modo io sono pregiudizialmente favorevole. Mio marito invece è assolutamente contrario. Quando stava per nascere nostro figlio Sami ho chiesto a Richard se volevamo circonciderlo e lui, sconvolto, mi ha detto di no. Non pensavo avesse un’opinione così forte a riguardo. Capisco che sia una fobia dei non circoncisi l’idea di tagliare il prepuzio, ma ad oggi non ho mai conosciuto un circonciso che nella sua vita da adulto lo avrebbe voluto indietro.

Nel mondo arabo è una cosa normale, scontata, e un dibattito contro la circoncisione non sembra essere all’ordine del giorno. Quanto alla minor incidenza sui circoncisi delle malattie sessualmente trasmissibili, come l’Hiv e il papilloma virus è un fatto comprovato. Ma circoncisi o no, dobbiamo insegnare ai nostri figli che per prevenire le infezioni esiste solo un modo: usare il condom.

Comunque alla fine Sami non è stato circonciso, Enrico invece? E se sì cosa hai provato come madre?

 

From: Fiammetta Martegani

To: Susan Dabbous

Enrico, come da copione, è stato circonciso allo scadere della prima settimana di vita, o almeno così si usa fare nella cultura ebraica.

Sulla modalità, invece, io ed Udi ci siamo rifiutati di fare grandi festeggiamenti come si usa solitamente fare in Israele, in sinagoga, con brit milah che talvolta raggiungono lo stesso numero di invitati che un matrimonio.

Al contrario, abbiamo fatto tutto a casa e ci siamo limitati a invitare oltre al moel, che  nel nostro caso oltre che essere un rabbino era al tempo stesso anche un urologo professioniste, un padrino e una madrina, le mie due migliori amiche e, giusto per par condicio perché mia madre era appena arrivata dall’Italia a conoscere il nipote, le due nonne.

Ora, se mi chiedi cosa ho provato, faccio fatica a rispoderti perché ho fatto tutto il possibile per non assistere al momento tecnico della circoncisione, circondata dall’affetto e dai pasticcini che avevano portato le mie amiche onde evitare che io svenissi.

Alla fine tutto bene quel che finisce bene, Enrico il giorno dopo era in perfetta forma (grazie anche ad abbondanti antidolorifici) e quando sarà grande non si ricorderà mai dello spiacevole inconveniente.

L’unica con qualcosa da ridire è  stata, come sempre, mia suocera, che da brava polacca avrebbe invitato al brit del nipote mezzo Israele.

Ma dimmi, anche nell’Islam le circoncisioni assomigliano al mio grosso grasso matrimonio greco?

From: Susan Dabbous

To: Fiammetta Martegani

La circoncisione nel mondo arabo è molto simile a quella ebraica, e, anche in questo caso, essendo una religione più giovane è appropriata del rito che si fece ad Abramo. Nell’Islam ci sono feste e torte a tema fatte a forma di abitino da cerimonia o cappello, cup cake con mezze lune e dolcetti di ogni genere. Nelle zone rurali è ancora un grande evento quasi come un matrimonio, con banchetti da offrire ai parenti che vengono a fare gli auguri al nuovo arrivato.

Ma oggigiorno nelle grandi città la festa ha assunto dimensioni più contenute: diciamo pure che da matrimonio è passata a “compleanno”, riducendo di gran lunga le aspettative e le spese dei genitori.

Semmai dovessi avere un altro figlio, comunque, il prossimo banchetto fallo offrire da tua suocera!

TAG: circoncisione, ebraismo, islam, Israele, Salute
CAT: Medio Oriente

Un commento

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  1. andrea-lenzi 2 anni fa

    Ogni volta che c’è la superstizione religiosa di mezzo i primi a farne le spese sono i bambini.
    Tutti nasciamo non creduloni, salvo poi sbattere il muso in battesimi, preti, mutilazioni genitali, catechismo, indottrinamento e tutto il circo della superstizione al quale crede chi ci cresce…

    Rispondi 0 1
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