L’ultimo post…

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30 dicembre 2018

From: Fiammetta Martegani

To: Susan Dabbous

Eccoci qua, alle prese non soltanto con l’ultimo post dell’anno ma con l’ultimo di questa corrispondenza, cominciata, quasi per caso, esattamente un anno fa, proprio nel periodo di Natale, in quel di Jaffa: il primo incontro dal vero dopo anni di amicizia online.

Non sembra possibile ma, nonostante l‘incredibile vicinanza tra Tel Aviv e Gerusalemme, ci sono voluti anni prima di incontrarci dal vivo, e anche per questo abbiamo pensato che fosse importante condividere queste nostre corrispondenze con un pubblico, per far conoscere Israele e i Territori con gli occhi di chi ci vive, al di là di stereotipi e luoghi comuni.

Nel frattempo un anno è volato, la tua vita ha preso una piega diversa e del tutto insolita: sei passata dal calore e dalla politica infuocata del Medio Oriente al gelo e alla freddezza della realpolitik della Vecchia Europa. Dal vivere in un paese che è stato costruito dagli immigrati a vivere in un continente che teme gli immigrati come la peste.

Tra un post e un altro, un attentato e un altro, un’elezione e l’altra, un anno si è concluso, con tutte le sue stagioni e le sue festività, di ognuna delle religioni che rende questo paese l’ombelico del mondo per cui, anche se sei partita, dopo cinque anni in Terra Santa è praticamente impossibile togliersi la magia (e la follia) di questo paese di dosso.

A volte mi domando io fino a quando ci resterò e, nel dubbio, cerco sempre di vivermi ogni giorno come se fosse l’ultimo.

A proposito, siamo giunte così all’ultimo giorno dell’anno e all’ultima nostra corrispondenza.

Ti chiedo allora, Susan cara, quali sono i tuoi propositi per il nuovo anno che sta per arrivare?

From: Susan Dabbous

To: Fiammetta Martegani

Cara Fiammetta,

ricordo come ti risposi esattamente un anno fa a questa domanda, e la risposta resta la stessa, spero tutta la vita. Il mio primo proposito per il nuovo anno è ancora quello di viaggiare, il più possibile. Ti scrivo mentre siedo su un treno diretto a Firenze, una delle città più belle del mondo che non mi stancherò mai di visitare. Ho regalato per Natale al mio marito inglese una visita guidata degli Uffizi: non ti dico la contentezza quando ha visto il messaggino su whatsapp con il codice biglietto del museo. Non ha neanche dovuto scartare il regalo, per pregustarsi le nostre passeggiate con naso all’insù, tra le meraviglie rinascimentali e Botticelliane, per di più senza i nostri bambini (botticelliani pure loro), per la bellezza di 27 ore!

Tra gli obiettivi belli del 2019 ci metto anche: continuare a parlare in giro per il mondo di “La ragazza di Homs” e farlo tradurre in altre lingue, smuovere l’opinione pubblica a favore di una visione più umana dei migranti, scrivere un reportage che racconti cosa è successo agli orfani dello Stato islamico, incontrare le vedove dei sedicenti miliziani, semmai torneranno in Europa, e capire come le istituzioni possano comportarsi con la gestione di questi jihadisti di ritorno.

Vorrei anche iscrivermi in palestra, migliorare il mio francese, fare meno shopping, ricordarmi di prendere la vitamina D ora che vivo nel Nord Europa dove il sole scarseggia, mangiare meno cioccolata (anche quando sono stanca, fa freddo e piove) e scoprire il ristorante marocchino più buono di tutta Bruxelles. Vorrei vedere più film, non guardare il telefono nel letto quando sono stanca ma non riesco a dormire, ma, soprattutto, venire a trovarti in terra santa e continuare a scriverti perché questo blog mi mancherà, molto.

From: Fiammetta Martegani

To: Susan Dabbous

Carissima Susan,

anche a me mancherà considerevolmente il nostro appuntamento settimanale. E, anche per questo, ho trovato un modo non solo per continuare a scriverti ma soprattutto per realizzare uno dei miei più importanti propositi del 2019, oltre a migliorare il mio giapponese, ovvero: fare in modo che il nostro blog diventi un libro in  modo tale che non solo chi già ci legge ma anche chi ancora non lo ha fatto, abbia modo di scoprire questo lato, anzi questi lati insoliti e inaspettati del Medio Oriente.

Ho già iniziato a rileggere tutta la nostra fitta corrispondenza e, man mano che rileggo le nostre riflessioni mi accorgo quante cose ci siano ancora da dire e quanto, proprio attraverso la forma del dialogo, siamo riuscite a scavare a fondo, non soltanto nella questione israelo-palestinese, ma anche in noi stesse, come donne, madri, cittadine del mondo e donne in carriera.

Di lavoro da fare ce n’è ancora molto, e non mi riferisco solo al nostro nuovo progetto, ma soprattutto a quello, di assai più lungo periodo, di far conoscere al mondo il Medio Oriente e di far conoscere al Medio Oriente il resto del mondo.

Forse il nostro lavoro è una goccia d’acqua nell’oceano ma l’oceano è fatto proprio da gocce d’acqua. E il bello dell’acqua è che è libera di viaggiare, infiltrarsi, dividersi e riincontrarsi, come le nostre strade.

Per tanto, a prestissimo, Susan cara.

Intanto, buon anno e buona vita….

From: Susan Dabbous

To: Fiammetta Martegani

Buon anno anche a te, cara Fiammetta .Spero che il nostro futuro libro trovi un nuovo posto nella narrativa mediorientale, per poter offrire letture insolite a fenomeni apparentemente difficili da comprendere, che a noi c è capitato di vivere, semplicemente, nelle nostre vite quotidiane. Abbiamo tentato come donne, mamme, scrittrici, un po’ curiose e un po’ utopiste, di raccontare la nostra versione della società mediorientale dal nostro punto di vista, sicuramente parziale, ma decisamente reale. Una versione che in molti hanno apprezzato, altri hanno criticato, ma sicuramente non ha lasciato i nostri lettori indifferenti. Già questo ci dà un buon motivo per portare a termine il nostro progetto.

Ai nostri lettori rivolgiamo quindi non un addio ma un arrivederci, nel 2019.

Auguri di buon anno di tutto cuore da “Così vicine così lontane”.

 

TAG: anno nuovo, Israele
CAT: Medio Oriente

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