L’astio immarcescibile del convertito

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1 Novembre 2020

Nella Guerra Fredda che ha come obiettivo l’annientamento del Qatar, la battaglia principale, come si vede anche dai recenti attentati e dalle folli, irresponsabili e criminali prese di posizione del presidente turco, Tayyip Erdogan, si svolge in Francia. Quello è il Paese, contro la cui influenza in Nordafrica ed in Medio Oriente si combatte. ora che Israele si è allineato a fianco dei sauditi e degli egiziani. Quello è il Paese, la cui economia ha il più profondo e controverso rapporto con il Golfo Persico – specie da quando gli Emirati Arabi Uniti hanno acquistato un’importante porzione del debito pubblico francese, sostenendo il fondo pensioni nazionale. Questa Guerra Fredda, naturalmente, ha bisogno di combattenti – come Mohamed Louizi, l’ispiratore dei libri pubblicati in Francia contro il Qatar e contro la Fratellenza islamica.

 

Un proverbio recita che non ci sia nessuno più radicale di un convertito. Mohamed Louizi ne è un chiaro esempio: secondo le sue stesse dichiarazioni, ha iniziato la carriera del suo attivista (a 13 anni ed è arrivato in Europa dal suo nativo Marocco[1]) come membro dell’UOIF (Union des Organizations Islamiques de France), un’organizzazione che lui considera vicina ai Fratelli Musulmani[2]. Nel suo Paese di adozione è uno degli attivisti politici più affermati: negli scritti o in TV, tuona contro chiunque, nella sua percezione della realtà, sostenga, aiuti, incoraggi, tolleri il fanatismo islamico – naturalmente, partendo egli steso da una posizione estremista che lo porta, a volte, ad esagerare in modo clamoroso.

Arrivato a Lille nel 2002, poco dopo essersi laureato, Louizi cercava (giustamente) dei contatti, e li ha trovati nell’UOIF – l’Associazione che raccoglie tutte le componenti dell’immane galassia di tendenze interne al mondo islamico, Fratellanza Musulmana compresa. Dopo un decennio da fervente attivista, però, l’illuminazione: Louizi lascia l’UOIF nel 2012 e diventa uno dei principali nemici di questa organizzazione, nonché un nemico della Fratellanza e del Qatar, che, ai suoi occhi, sono paragonabili all’organizzazione tedesca neonazista chiamata PEGIDA[3] e dovrebbero essere vietati, l’uno come l’altro[4], perché (secondo lui) sarebbero la punta di diamante del salafismo[5], che (secondo lui) è il principale oppositore contro la pace globale, ed è il principale sostegno al terrorismo religioso[6]. Una tesi usata da Marine Le Pen e dall’estrema destra francese per giustificare una loro ossessione: espellere i musulmani dall’Unione Europea[7].

Mohamed Louizi si è presentato sul palcoscenico del dibattito politico francese con il suo libro “Pourquoi j’ai quitté les Frères musulmans: retour éclairé vers un islam apolitique”[8], un partito nel quale sostiene di essere entrato a 17 anni e di essersene poi pentito[9]. Questo libro è stato il primo di una serie di numerose pubblicazioni, la cui dichiarazione principale è che la Francia non può accettare che i musulmani possano essere politicamente attivi in ​​questo paese[10]. Curiosamente, dovrebbe essere il primo, secondo le sue dichiarazioni, ad interrompere qualsiasi attività politica nel paese (la Francia) che lo ha accolto come un giovane ingegnere e gli ha dato la possibilità di crescere come ingegnere elettricista, di creare la sua famiglia e diventare uno degli ideologi meglio pagati dell’ala destra politica della Francia[11].

Questa, ovviamente, è solo un’opinione di chi scrive. Dal punto di vista ideologico, Louizi sostiene una tesi assolutamente difendibile, che è stata per decenni anche una questione aperta nella cristianità, nel momento in cui, con la Democrazia Cristiana e la nascita di partiti analoghi in tutta Europa, si è discusso da due punti di vista diametralmente opposti[12]: è giusto avere un partito laico ma profondamente ispirato a criteri religiosi (come la Democrazia Cristiana[13] o i Fratelli Musulmani[14]), o bisogna pretendere da coloro che sono fervidamente religiosi di stare lontani dalla politica, come pretende Louizi[15]?

Comunque sia: È giusto che, nel corso della propria vita, si cambi opinione. Louizi lo ha fatto più volte: la sua carriera politica non è iniziata nel 1991, all’età di 17 anni, nel momento in cui si iscriveva alla Facoltà di Scienze e Tecniche dell’Università di Mohammadia (Marocco), dove conseguirà la laurea nel 1999 (a soli 21 anni[16]), ma, come scrive nel suo libro, molti anni prima, quando era solo un ragazzino di 13 anni[17]. Era un attivista del movimento Harakat al Tawhid wal Islah[18] – un partito anti-monarchico, creato da Abdelilah Benkirane, il cui obiettivo era contrastare la volontà del Re Hassan II, che perseguitava gli estremisti musulmani, considerandoli come una minaccia al suo potere[19].

Storia del PJD, dall’estremismo al conformismo

Il fondatore e capo del PJD, Abdelilah Benkirane

Nato nel 1954, Abdelilah Benkirane era un membro dei giovani musulmani (Chabiba al Islamiya), un movimento clandestino radicale istituito nel 1969. Il leader del movimento, Abdelkrim Mouti, un ispettore scolastico, era fortemente influenzato dagli scritti del leader della Fratellanza Islamica, Sayyid Qutb[20], che era stato da poco condannato a morte ed impiccato in Egitto[21]. L’obiettivo originale del gruppo erano le università, che erano allora sotto il dominio di persone di sinistra, cui Chabiba al Islamiya contrapponeva una visione radicale sull’importanza della religiosità anche nelle scienze[22]. La paura della monarchia (anche quella marocchina) nei confronti dei giovani musulmani impegnati in politica, è iniziata con degli attentati organizzati da quel movimento di universitari contro dei sindacalisti nel 1975, ma soprattutto dopo la rivoluzione iraniana che, nel 1979, ha portato al potere gli Ayatollah, trasformando la Persia in una teocrazia[23].

All’inizio degli anni ’80, il Marocco ha cambiato strategia, accompagnando la repressione dei più accesi attivisti con la cooptazione di quelli più moderati – ed a quel punto Benkirane ha rotto con i giovani musulmani e, insieme a Louizi ed altri militanti, ha sposato la monarchia ed ha fondato il MUR (Harakat al Tawhid wal Islah – Movimento per l’Unità e la Riforma)[24], sapendo che il Re avrebbe sostenuto il suo progetto: nel frattempo, infatti, un nuovo movimento clericale radicale stava nascendo (chiamato Al ‘Adl wal Ihsane), sia Benkirane che il Re Muhammad VI avevano tutto l’interesse ad evitare che i giovani radicali finissero in una formazione rivoluzionaria[25].

Nel manifesto politico del MUR, pubblicato nel 1994[26], e chiamato “Al-Mithaq”, che contiene citazioni del Corano, richiamo alla morale maomettana, ed un rifiuto della corruzione nella pubblica amministrazione, nella monarchia e nell’esercito, denunciati come causa di una profonda crisi sociale ed economica. Benkirane, che ha già un accordo con il Re, deve cercare di far coincidere sogni ed aspirazioni dell’alta borghesia, degli intellettuali ideologizzati dal panarabismo o dal socialismo, ma anche dalla religiosità della Fratellanza Islamica, dal nazionalismo estremo che aveva, in quegli anni, dissanguato la vicina Algeria, il tutto come proposta di riforma della monarchia, che non viene mai posta in discussione in quanto guida del Paese[27]. In realtà, due sono gli assi nella manica del MUR: l’alleanza con la Fratellanza Islamica, che vuol dire soldi ed aiuti organizzativi e nella propaganda, e quella, più segreta, con Re Mohammed VI[28].

Dopo cinque anni, l’operazione è fallita elettoralmente, ma è riuscita politicamente: Benkirane e re Mohammed sono chiaramente alleati, Louizi fa parte di un partito dichiaratamente filo-monarchico e che, a partire dal 1999, ha voltato le spalle alla Fratellanza Islamica: Louizi, infatti, segue Benkirane nella creazione di un nuovo partito politico, il PJD (Partito della Giustizia e dello Sviluppo), che è tutt’oggi al potere[29]. Negli anni che intercorrono tra il diploma di Louizi ed il suo trasferimento in Francia, il PJD sarà parte attiva al governo del paese[30], anche grazie alla propria moderazione ed al fatto che al legame con un monarca con una visione più moderna del Marocco e di come evitare, senza usare la violenza, la radicalizzazione religiosa della società[31].

Un agente monarchico a Lille

Lille, 2002: Mohamed Louizi abbraccia) il Segretario generale dell’UOIF, Fouad Alaoui

Ciò significa che il giorno in cui Louizi si è trasferito in Francia (nell’anno 2002) ed è diventato membro esecutivo della succursale a Lille dell’UOIF[32], lui avesse voltato le spalle ai Fratelli musulmani già da quasi tre anni[33]. Non perché a volte decidesse di interrompere la sua carriera politica, come afferma, ma esattamente per il contrario, come richiesto dal capo del suo movimento, Abdelilah Benkirane[34].

Quanto all’UOIF, che ha il compito di riunire tutti i musulmani, a prescindere dalle divisioni politiche e teologiche, nel 2017 sarà costretto ad interrompere ogni legame con la Fratellanza Islamica per non compromettere la propria sopravvivenza in Francia, ed a cambiare nome in “Musulmans de France” (Md)[35]. Un’organizzazione che è oggi membro stabilito dell’UOIE (Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa[36]), un cartello che è sostenuto finanziariamente e politicamente dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti[37]. Per Louizi, quindi: missione compiuta.

Ovviamente, questo risultato non basta né all’attivista filo-monarchico marocchino, né ai suoi sostenitori nel Golfo Persico. C’è da vincere una guerra contro il Qatar, considerato l’alleato più pericoloso della Fratellanza Islamica e di coloro che, secondo Louizi, in nome dell’Islam vogliono cancellare le monarchie feudali dal Medio Oriente. Per cui diventa consulente degli autori di saggistica più vicini alla sua visione. Mohamed Louizi è una delle principali fonti del libro di Ian Hamel, un membro della squadra di giornalisti pagata da un estremista filo-saudita egiziano, Abdelraheem Ali[38], intitolato “Tariq Ramadan”[39]. A causa del contenuto di questo libro, Ian Hamel è sotto inchiesta penale in un tribunale svizzero con il sospetto di falsificazione di documenti[40].

Il saggio di Ian Hamel vende poco e non ottiene risonanza, per cui Abdelraheem Ali convince due giornalisti francesi, Christian Chesnot e Georges Malbrunot, a scrivere un libro più esclusivo: “Qatar Papers”, che contiene una disamina di diversi documenti contabili sottratti alle agenzie di Stato ed alle ONG del Qatar[41]. Louizi è una delle fonti principali del libro[42], specie con i suoi pettegolezzi[43] sul Centro islamico di Villeneuve d’Ascq e sul liceo Averroès a Lille[44]. È anche uno dei principali assistenti del film documentario di Jérôme Sesquin, che ha accompagnato la produzione di “Qatar Papers”[45].

Il fatto è che Mohamed Louizi, che ha anche affermato che il Qatar ha creato e sostenuto il movimento “Gilets Jaunes”[46], è già stato condannato dal tribunale di Lille per diffamazione a causa delle menzogne ​​che ha detto pubblicamente su un imprenditore locale, Soufiane Iquioussen[47], un ragazzo onorato, grazie al successo del suo garage e delle sue attività di solidarietà[48], con il Premio Regionale come miglior giovane manager dell’anno 2016[49]. Durante il caso giudiziario, c’erano solo due giornali che difendevano pubblicamente Louizi: Le Figaro (Georges Malbrunot)[50] e Le Point (Ian Hamel) [51].

Mohamed Louizi ha anche accusato Emmanuel Macron di tradimento, affermando che il suo partito politico è stato infiltrato dai Fratelli Musulmani[52]. Louizi è anche l’uomo che afferma che Macron e il governo del Qatar stanno sostenendo finanziariamente il terrorismo in Siria[53]. A causa di queste affermazioni, Rachid El-Kheng, un’assistente personale del presidente Macron, ha fatto causa a Louizi per diffamazione[54]. Nel “Rapporto europeo sull’islamofobia 2018″, che è un manuale pagato con il sostegno finanziario dell’Unione Europea, Mohamed Louizi è più volte menzionato come un istigatore di odio contro l’Islam[55]. Un odio che, per fortuna dell’attivista marocchino, non ne consuma la salute, ma, al contrario, gli permette di guadagnare bene ed avere la soddisfazione di presenziare a conferenze, talk-shows, seminari politici.

 

 

 

 

[1] https://www.amazon.com/Pourquoi-jai-quitt%C3%A9-fr%C3%A8res-musulmans/dp/2841868184
[2] https://www.marianne.net/societe/un-collectif-publie-une-cartographie-de-la-galaxie-des-freres-musulmans-en-france
[3] Founded in Dresden (Germany) in October 2014, PEGIDA Patriotic Europeans Against the Islamisation of the Occident (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes), is a Pan-European, Islam-Phobic, extreme right political movement. Pegida believes that Germany is being increasingly Islamicized and defines itself in opposition to the danger of destruction of the Arian genetics, tradition, religion and culture because of the Muslims.  Pegida wants to curb immigration; it accuses authorities of failure to enforce immigration laws. In 2015, Lutz Bachmann, the founder of Pegida, resigned from the movement after reportedly posing as Adolf Hitler and making racist statements on Facebook. He was later reinstated – see Fabian Virchow, “PEGIDA: Understanding the Emergence and Essence of Nativist Protest in Dresden”, Journal of Intercultural Studies, volume 37 / 2016, Taylor and Francis Ltd., London 2020; https://www.spiegel.de/international/germany/origins-of-german-anti-muslim-group-pegida-a-1012522 ; https://www.ssoar.info/ssoar/bitstream/handle/document/55598/ssoar-politicquarterly-2015-4-dostal-The_Pegida_Movement_and_German.pdf?sequence=1 ;  http://blogs.colgate.edu/keck/2015/03/pegida-in-germany.html
[4] https://huffpost50.rssing.com/chan-24823712/all_p422.html
[5] This fact, in our opinion, has been the reason why Christian Chesnot and Georges Malbrunot, after the abduction of 2004, gave the blame of the kidnapping to a Salafist group and not to the Sadrism Army, which has been the probable mind behind that abduction
[6] https://www.lefigaro.fr/vox/societe/2016/02/05/31003-20160205ARTFIG00415-uoif-freres-musulmans-salafisme-le-dessous-des-cartes.php
[7] https://www.nouvelobs.com/presidentielle-2017/20170504.OBS8965/freres-musulmans-conferences-polemiques-10-choses-a-savoir-sur-l-uoif.html
[8] https://www.michalon.fr/index.asp?navig=catalogue&obj=livre&no=500568&razSqlClone=1
[9] https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&v=JQwduGLmeU8&feature=emb_title
[10] His last post on his blog repeats his paranoid assertions: if there are local lists, where Muslims are candidates for some Municipal election, this is a real and immediate danger for the ethnic survival of the French population, even if there are only 10 in a row of 20765 allowed local lists – see  http://mlouizi.unblog.fr/2020/03/10/les-municipales-a-lheure-de-lislam-politique-a-roubaistan/#more-2016
[11] http://mlouizi.unblog.fr/perso/
[12] https://www.avvenire.it/agora/pagine/sturzo-politica-atto-damore ; https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2019-04/100-anni-appello-don-sturzo-intervista-salvatore-martinez.html ; https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/fede-e-impegno-in-politica-i-cristiani-che-fanno-litalia ; https://www.agensir.it/quotidiano/2019/2/8/cattolici-e-politica-mons-ardura-non-abbiamo-bisogno-di-politici-cristiani-ma-di-cristiani-impegnati-in-politica/ ;  http://www.fter.org/go/images/documenti/pdf/MarioChiaro_Confronti_2010.doc.pdf
[13] https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/storia/le-fondamenta-sociali-della-democrazia-cristiana/
[14] https://www.hudson.org/research/9857-the-crisis-of-the-arab-brotherhood
[15] Mohamed Louizi, “Plaidoyer pour un Islam apolitique”, Michelon, Paris 2017
[16] http://mlouizi.unblog.fr/perso/
[17] https://www.amazon.it/Pourquoi-jai-quitt%C3%A9-fr%C3%A8res-musulmans/dp/2841868184
[18] http://mlouizi.unblog.fr/perso/
[19] “Born in 1954, Abdelilah Benkirane was a member of Muslim Youths (Chabiba al Islamiya), a radical clandestine movement established in 1969. The movement’s leader, Abdelkrim Mouti, an inspector of primary education, was influenced by the writings of radical Egyptian Islamist Sayyid Qutb. The group’s original target was universities, which were then under the sway of secular leftists. The PJD’s main objective was to liberate society from jahiliya, which refers to ignorance of divine guidance in pre-Islamic Arabia. The monarchy’s tolerance of Muslim Youths began to wane after the group’s assassination of a leftist labour leader in 1975 and Iran’s Islamic revolution in 1979. In the late 1970s and early 1980s, the government launched a dual strategy of repression and co-optation of Islamist militants. Benkirane broke with the banned Muslim Youths in 1980; he then took small steps to reassure the security apparatus in exchange for help integrating loose Islamist groups into the legal associations. In the 1990s, two developments aided Benkirane’s project. First, a civil war consumed neighbouring Algeria after the military cancelled elections that Islamists were poised to sweep in 1992. Second, a radical new clerical movement was highly critical of Morocco’s participation with U.S. forces in the 1990–91 Gulf War to liberate Kuwait after Iraq’s invasion. In 1992, Benkirane was allowed to establish Reform and Renewal (al Islah wa Tajdid), a group that conspicuously dropped the name of Islam even though it was an Islamic association. It changed its name to the Movement of Unity and Reform (Harakat al Tawhid wal Islah, or MUR) in 1996, after three regional groups joined in. The new movement provided the social and religious backbone of the future political party”, the PJD – see https://www.wilsoncenter.org/article/morocco-the-kings-islamists
[20] https://www.wilsoncenter.org/article/morocco-the-kings-islamists
[21] https://www.britannica.com/biography/Sayyid-Qutb
[22] https://www.wilsoncenter.org/article/morocco-the-kings-islamists
[23] Abdolmohammad Kazemipur, “Religious Life Under Theocracy: The Case of Iran”, Journal for the Scientific Study of Religion, Volume 42, pages 347-361
[24] https://www.wilsoncenter.org/article/morocco-the-kings-islamists
[25] https://www.hudson.org/research/12286-islamism-and-the-state-in-morocco
[26] https://www.hudson.org/research/12286-islamism-and-the-state-in-morocco
[27] https://www.wilsoncenter.org/article/morocco-the-kings-islamists
[28] Holger Albrecht, Eva Wegner, “Dictators and Islamists: A comparative perspective on Egypt and Morocco”, ECPR European Consortium for Political Research, Colchester 2005, pages 5-13 – see https://ecpr.eu/Filestore/PaperProposal/70ceab3e-76b9-4d5a-8f31-41b989333a68.pdf
[29] http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/402712.stm
[30] https://www.theguardian.com/world/2010/dec/06/wikileaks-cables-morocco-royals-corruption
[31] https://web.archive.org/web/20110525003606/http://moroccansforchange.com/2011/03/09/king-mohamed-vi-speech-3911-full-text-feb20-khitab/ ; https://www.bbc.com/news/world-africa-13964550
[32] http://www.vitainternational.media/en/article/2015/11/27/why-i-quit-the-muslim-brotherhood/82/ ; https://www.atlantico.fr/decryptage/2552387/mohamed-louizi-raconte-pourquoi-il-a-quitte-les-freres-musulmans-et-explique-le-role-de-la-republique-et-la-laicite-dans-son-cheminement-editions-michalon
[33] http://mlouizi.unblog.fr/perso/
[34] Abdelilah Benkirane: “I say to young talents, get involved in politics. If you are graduates of HEC Paris, you are successful this is very good for you. You are comfortable in your cabin and it is very comfortable. But if the Morocco boat sinks, you will sink with it. The brains of Morocco must get involved in politics. The brains must integrate the Moroccan administration and the political life otherwise we will always be led by ignorant people and rots”, see https://www.youtube.com/watch?v=VtEC3iu7aSc
[35] https://www.la-croix.com/France/Changement-pour-UOIF-desormais-appelee-Musulmans-France-2017-04-15-1300839890
[36] https://euobserver.com/news/25444
[37] Fabrice Maulion, “L’organisation des Frères Musulmans : évolution historique, cartographie et éléments d’une typologie”, Université Panthéon-Assas-Paris II, DRMC Département de Recherche sur les Menaces Criminelles Contemporaines, Paris 2004, pages 43-44 and pages 47
[38] See Chapter 6.2.6, 6.2.9, 6.2.10, 6.2.11 and 6.2.12 of this Main Report;
[39] https://books.google.it/books?id=EmPIDwAAQBAJ&pg=PR4-IA3&lpg=PR4-IA3&dq=sesquin+louizi&source=bl&ots=0NV_ZdrQr7&sig=ACfU3U3Gho8Du7LXYu1eieUY-9eTaIXERw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiKyb-RhZ_qAhWowqYKHfU7CBMQ6AEwAXoECAoQAQ#v=onepage&q=sesquin%20louizi&f=false
[40] https://www.reveilcitoyenmedia.com/post/ian-hamel-fait-face-%C3%A0-la-justice-helv%C3%A9tique-pour-avoir-diffam%C3%A9-et-calomni%C3%A9-tariq-ramadan
[41] http://www.michel-lafon.fr/livre/2233-QATAR_PAPERS.html
[42] Christian Chesnot, Georges Malbrunot, “Qatar Papers, il libro nero dell’Islam”, versione italiana, Rizzoli, Milano 2019, page 36, pages 100-101, pages 112-113, passim
[43] https://www.lavoixdunord.fr/640358/article/2019-09-20/le-financement-de-la-mosquee-de-villeneuve-d-ascq-pointe-par-un-documentaire
[44] Ian Hamel, “Tariq Ramadan: Histoire d’une imposture”, Arthaud, Paris 2000, Chapter “Burgat débine Kepel et Roy”; Christian Chesnot, Georges Malbrunot, “Qatar Papers, il libro nero dell’Islam”, versione italiana, Rizzoli, Milano 2019, pages 89-110
[45] https://www.lavoixdunord.fr/640358/article/2019-09-20/le-financement-de-la-mosquee-de-villeneuve-d-ascq-pointe-par-un-documentaire
[46] https://blogs.mediapart.fr/nabil-ennasri/blog/190419/qatar-papers-la-montagne-des-accusations-et-la-souris-de-la-realite
[47] https://www.lavoixdunord.fr/698817/article/2020-01-22/condamne-pour-diffamation-contre-soufiane-iquioussen-m-louizi-se-pourvoit-en ; https://www.lavoixdunord.fr/489789/article/2018-11-16/le-blogueur-roubaisien-mohamed-louizi-condamne-pour-diffamation
[48] https://www.lemonde.fr/societe/article/2013/12/31/soufiane-iquioussen-le-garagiste-solidaire-qui-veut-reparer-denain_4341546_3224.html
[49] https://www.youtube.com/watch?v=s6uPIzTijDk
[50] https://www.lefigaro.fr/actualite-france/2018/02/19/01016-20180219ARTFIG00277-un-essayiste-anti-islamiste-jeune-contre-le-harcelement-judiciaire.php
[51] https://www.lepoint.fr/societe/le-luxueux-train-de-vie-de-certains-representants-de-l-islam-en-france-06-07-2016-2052292_23.php
[52] http://www.opinione.it/esteri/2017/05/13/yves-mamou/
[53] https://www.liberation.fr/checknews/2018/04/23/est-ce-que-la-france-subventionne-syria-charity-est-ce-que-cette-ong-est-liee-aux-freres-musulmans-o_1653561
[54] https://www.causeur.fr/mohamed-louizi-rachid-el-kheng-islamisme-proces-macron-167665
[55] http://www.islamophobiaeurope.com/wp-content/uploads/2019/09/FRANCE.pdf, pages 31-32, page 35, page 49

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CAT: Medio Oriente, Parigi

Un commento

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  1. andrea-lenzi 2 settimane fa

    Interessantissimo articolo, dal quale personalmente deduco che la laicità di ogni stato sia ancora una volta indispensabile per prevenire divisioni e problemi, sia locali, sia mondiali (nonché maschilismo ed omofobia)

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