La musica bisestile. Giorno 180. Rod Stewart

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3 dicembre 2018

Prima di diventare una popstar insopportabile, Rod Stewart era uno straordinario cantautore di folk rock ed i suoi primi dischi sono dei capolavori indimenticati

 

EVERY PICTURE TELLS A STORY

 

Rod Stewart, nella sua carriera, ha fatto un po’ di tutto, e la maggior parte dei suoi dischi sono, a mio parere, semplicemente aberranti. Inseguendo il successo in quanto tale, convinto da Britt Ekland di essere (e poter essere) un sex symbol, più di un artista, si è rimesso a cercare canzoni vere solo nella sua terza età, quando non aveva più la vice e, spesso, si è reso ridicolo. Ma all’inizio, quando giocava a calcio e cantava con i Faces, aveva una voce molto apprezzata, e scriveva ballate di un folk-rock inglese che, prima di lui, non esisteva in quella forma così popolaresca e scanzonata.

“Every picture tells a story”, 1971

Nei primi dischi, specialmente in “Gasoline Alley” ed in questo, che per me è il suo assoluto capolavoro, Rod suona il banjo, mentre Ron Wood (The Rolling Stones) e Ronnie Lane (Faces e Small Faces) suonavano chitarre, dobro, mandolini, autoharp, creavano un tappeto stupendo di musica piena di armonia, di bellezza, di nostalgia, una musica che si può suonare senza amplificazione, in un pub, e far piangere tutti di gioia e di commozione, perché Rod Stewart, con la sua voce roca, rende credibile il canto del ragazzo della periferia proletaria (di cui, come Ron Wood, parla il dialetto) che racconta delle sue storie si tutti i giorni.

In quel periodo, Rod stava insieme ad un’attricetta, più svestita che brava, Britt Ekland. Costei prese completamente il controllo sulla quotidianità di Rod, impicciandosi di tutto, creando tensioni con la band (i Faces avevano litigato con il cantante a causa di lei) e con la produzione, il tutto accompagnato da isteriche scene di gelosia con minacce di suicidio. Quando riuscì a liberarsene, la sua carriera, nonostante i dischi di grande successo, era già in crisi, e quindi fu costretto ad accettare una serie di compromessi. Finita la cooperazione con Ron Wood, Rod Stewart divenne il fenomeno da baraccone che tutti conosciamo. Questo disco bellissimo, quindi, è anche la fine della parte migliore della sua carriera.

 

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CAT: Musica

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