La musica bisestile. Giorno 54. Simon Dupree & the Big Sound

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2 ottobre 2018

WITHOUT RESERVATION

 

Questo disco beat è uscito nel 1967, e fa parte della valanga di musica simile pubblicata nel Regno Unito o negli Stati Uniti in quegli anni, e che univa tantissime band più o meno strepitose: Kinks, Merseybeats, Beatles, Gerry & the Pacemakers, Cliff Richard, Searchers, Manfred Mann, Troggs, Archies, Herman & the Hermits, Walker Brothers, Spencer Davis Group, the Tremeloes, the Monkees, e potrei continuare per pagine e pagine. Questa band, Simon Dupree & the Big Sound veniva direttamente dalla Scozia, dove vivevano i tre fratelli Shulman, cui il padre, che si guadagnava il pane suonando il jazz, aveva insegnato a suonare ciascuno una mezza dozzina di strumento differenti.

“Without reservation”, 1967

Sicché i tre fratelli, a 20 anni, avevano una voglia pazza di suonare, e fecero questa band, che ebbe un successo limitatissimo, ed in cui suonarono (nei tour) ospiti eccezionali, come Elton John, Don Partridge e tanti altri eroi di quei tempi belli. Il motivo è che Simon Dupree, che in superficie sembra una band di beat come le altre, nellae partiture ha giochi, svolazzi, contrappunti, minuscoli dettagli che rendono divertente suonare con loro sul palco, anche se i fratelli Shulman sono un po’ sbruffoni ed un po’ timidi, e quindi non sanno farsi apprezzare quanto meriterebbero. Un mio amico inglese, per l’appunto, li vide dal vivo al Cavern, e poi comprò il disco, e scoprì che dal vivo erano completamente diversi, perché mischiavano il beat originale con la musica classica, con il jazz, con il soul, ma soprattutto con la musica vaudeville inglese, che è stata foriera di tantissime cose straordinarie, a partire da Giles, Giles & Fripp, e che porteranno poi ai King Crimson ed a Emerson Lake & Palmer.

La band durò poco. Perché tre anni più tardi i fratelli Shulman, che nel frattempo avevano continuato a studiare, avevano fondato una band nuova, con un indirizzo decisamente prog, con delle ambizioni diverse e maggiori, e finalmente con contratto discografico che garantirà loro un grande successo internazionale; i Gentle Giant. Le canzoni di questo disco sono soltanto un’istantanea del percorso dei fratelli Shulman, e ve li propongo perché domani voglio presentarvi uno dei cinque migliori album della storia del rock, un album registrato dai fratelli Shulman quasi un decennio dopo, quando i Gentle Giant erano diventati la più importante band prog del mondo. Per adesso contentatevi di queste briciole di beat, e cercate di intravedere nella complessità quasi nascosta del loro sviluppo armonico i prolegomeni dei grandiosi dischi che produrranno nel decennio successivo.

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