Ricordo di Fred Bongusto, il re della notte

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9 novembre 2019

Fred ci ha lasciati. E con lui si rimuove definitivamente dalla nostra mente e dal nostro cuore il ricordo sbiadito e pallido del night club.
Fred era il re della notte: gli amanti negli anni ‘60 e ‘70 attendevano l’alba nei night, dove Lui intonava, soffusamente, canzoni che hanno accompagnato la dolce vita di quel formidabile periodo.
La sua voce era come quella dei grandi cantanti dell’America opulenta, da Dean Martin a Frank Sinatra, da Tony BennettLouis Armstrong. Si definivano crooner, perché, oltre che cantare con tonalità basse e pochi acuti, durante l’esibizione parlavano confidenzialmente “dentro e sopra un letto” musicale di bellissime armonie e melodie.
Recentemente è andato via anche Charles Aznavour, chansonnier francese, raffinato come Fred: la notte ora è poverissima, non ha i suoi cantori.
Nei night si intrecciavano languidi gli sguardi tra gli amanti, conquiste inaspettate: era un luogo propizio ed ideale per gli incontri amorosi, ma anche per ordire tradimenti e provocare scintille divampanti tra sconosciuti, che si ritrovavano il giorno dopo insieme, perché, per caso, era scoccato l’amore.

“Brillanti sparsi sulla pelle bionda,
tu esci come Venere da un’onda,
ti butti sulla sabbia
sei bella che fai quasi rabbia”,

è per esempio l’incipit di una canzone bellissima composta da Fred nel lontano 1973, “Tre settimane da raccontare”. Descrive un amore estivo tra un cantante ed una sconosciuta, sua musa ispiratrice.
Con Fred si consuma la nostalgia di quei  tempi, della “notte piena ”, che non ritorneranno più.
Oggi tutto è scontato, sono negletti e tramontati i gentleman: non si corteggia una bellissima donna, non le si mandano, per dimostrare una passione irrefrenabile, rose rosse, non si sfiorano, con un timido bacio e un inchino ossequioso, le sue mani, non si apre la portiera  per aiutarla a scendere da un’autovettura.
Fred ci ha insegnato lo stile, l’eleganza comportamentale, la delicatezza di avvicinare una donna e saperla accarezzare già con uno sguardo e con parole gentili.
Era anche un affascinante indossatore: blazer blu con pochette vellutate, doppiopetti portati in modo sopraffino durante i suoi concerti, ove non si urlava,  ma si ascoltava una musica sempre innaffiata dal jazz americano e dalla bossa nova brasiliana.
Amava infatti il Brasile, ma anche la musica napoletana, le cui canzoni melodiche intonava con l’altro re della notte, Peppino di Capri.
Quest’ultimo era infatti il re di Capri,
Fred invece amava Ischia, il “Negombo”, locale night ove si esibiva abitualmente, Sant’Angelo, ove gli piaceva soggiornare anche d’inverno.
Il piano bar era la sua passione per cantare: “Bellissima Bruttissima “, Il nostro amor segreto”, “Se ti innamorerai”, “Tu sei così”, “Innamorati d’improvviso” ,“ Non è un capriccio d’agosto”, “Una rotonda sul mare “, “Frida”, “Perdonami amore”, repertorio nel quale campeggiano il mare, la luna, l’alba radiosa, ma in fondo è sempre la donna il centro del suo esclusivo ed originale universo musicale.
Fred era anche un eccellente musicista ed arrangiatore, oltreché autore di colonne sonore, si ricordi quella per il film “Malizia”.
Ora siamo orfani della sua inconfondibile voce e della notte, disabitata dal suo Re.

Biagio Riccio

TAG: Fred Bongusto, Musica
CAT: Musica

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