Church Wide Shut

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13 Febbraio 2016

Mi fanno imbufalire quelli che sono laici, democratici, aperti e dialoganti fino quando comandano loro e gli altri (quelli diversi da loro) se ne stanno zitti e non danno fastidio. E, seguendo questa logica, nella polemica sul Cardinal Bagnasco io sto con Bagnasco e mi indigno con chi, indignato, lo attacca. Poi, guardandomi allo specchio, mi dico: strano, la partita era fino a ieri quella fra lo strapotere del Vaticano contro la flebile ma coraggiosa voce degli uomini liberi. Come mai stai con Bagnasco? E’ un mondo alla rovescia? Oramai sì. Leggo sull’ Huffington-Post l’intervento furente di un intellettuale di area radicale che ho più volte ammirato per la liberalità e la laicità degli atteggiamenti, Massimo Teodori. E Teodori imbraccia la clava: “L’arrogante pronunciamento per una “votazione a scrutinio segreto” dell’infausto cardinale Bagnasco nell’infausto anniversario del Concordato del 1929 non è soltanto una delle tante ingerenze della Chiesa cattolica sulla politica italiana. È, ancor peggio, la violazione di una legge “speciale” con rilevanza di trattato internazionale quale è l’Accordo tra la Repubblica italiana e la Santa Sede (…) Che fare? Un Paese serio, di fronte a tanta offesa dai vescovi che giocano ambiguamente su due tavoli, come rappresentanti di una potenza straniera, e come esponenti religiosi di una chiesa italiana, avrebbe convocato l’ambasciatore della Santa Sede e avrebbe richiamato il proprio ambasciatore.” Il titolo è “IL CARDINALE BAGNASCO FUORILEGGE” e nel testo le parole pronunciate dal Cardinale della CEI vengono definite un “DIKTAT “ del Vaticano. Rileggiamole: “Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto”. Ora, chi è veramente il “laico” e chi è veramente il “chierico”? Chi è il tollerante e chi l’intollerante? Chi fa il censore? Chi esprime diktat? Cos’è questa idea che la Chiesa, in quanto “Stato straniero” non possa far filtrare le sue opinioni sul mondo, sulla politica, sui meccanismi della democrazia e – per Giove – anche sul DDL Cirinnà, al di là delle mura del Vaticano? Ma siamo pazzi? Io non voglio vivere in un mondo dove a chi si augura che “la libertà di coscienza sia rispettata” si risponde ritirando gli ambasciatori come se fosse una dichiarazione di guerra. Il mondo libero è un mondo dove le idee si incontrano e si scontrano liberamente, dove la breccia di Porta Pia è sempre aperta e proprio per questo non c’è un Parlamento protetto e difeso dall’idea di Famiglia che ha la Chiesa Cattolica, la Protestante, l’Ortodossa, l’Islam, l’Ebraismo, il Buddismo, l’Induismo, il Taoismo, lo Shintoismo, l’Animismo o l’Angelo-pavone del popolo Yazida. I canoni di accesso al dibattito e alle scelte non li può imporre chi fa la voce più grossa, chi s’infuria e zittisce o chi segue l’onda della tendenza culturale del momento. I soli limiti li danno i Principi ragionati e stabiliti come fondanti la nostra Democrazia nella Costituzione, e i regolamenti di Camera e Senato. Appunto: vorrei ricordare innanzitutto che il voto segreto è un bene prezioso in democrazia, che il Fascismo lo abolì con la legge 19 gennaio 1939, n. 129, istitutiva della Camera dei fasci e delle corporazioni (“le votazioni hanno luogo sempre in modo palese”, diceva) e che i regolamenti di Camera e Senato prevedono per solide e democratiche ragioni la facoltà di richiedere lo scrutinio segreto nelle votazioni che incidono sui principi e sui diritti di libertà, citando esplicitamente anche (art. 29) i diritti della famiglia e la disciplina del matrimonio, (art. 30) l’ educazione della prole e tutela dei figli, (art. 31, comma 2) la protezione della maternità, dell’infanzia e della gioventù. Ma, più semplicemente, qui c’è da discutere se sulle Unioni civili e sulla Step-child-adoption siano in gioco questioni “eticamente sensibili” o soltanto Diritti legali. La Chiesa di Bagnasco sostiene il primo argomento, e – conseguentemente – ritiene che il Parlamentare chiamato al voto debba badare più alla propria coscienza (alla propria visione del mondo) che all’ordine di scuderia del partito. Per questo motivo chiede che la sua scelta avvenga nel modo più libero, cioè non dichiarando cosa vota. Secondo me ha ragione. E io sosterrei questa tesi anche se si votasse sull’ “Eutanasia”, per prendere un esempio su cui la Chiesa è contraria: nel segreto dell’urna voterei SI PUO’ FARE, e non vorrei doverne rendere conto al Capogruppo politico. E neanche al Sacerdote della mia parrocchia. Vorrei essere io a dire cosa voto, con motivazioni che potrebbero anche sorprendere chi dà per scontato che “se sei di sinistra voti così, e se sei di destra voti cosà”. Roba vecchia, mummificata. Altri, però, sostengono che la Legge Cirinnà non tratti propriamente di argomenti “eticamente sensibili”. Ok, parliamone: è il bello della Democrazia. Ma non vedo comunque una sola ragione per gridare allo scandalo se i Vescovi italiani dicono quello che ha detto Bagnasco. Preghierina finale: Dio dei “laici”, perdonali perchè non sanno più quello che fanno. Fai che il Parlamento italiano non si trasformi in un allevamento intensivo di ovini dove è concessa stanza solo ai capi marchiati a fuoco dal sacro Chrisma di una laicità che sembra sempre meno un ragionamento e sempre più un Potere, simile per molti aspetti al vecchio potere della Chiesa. E fai che i parlamentari eletti dai cittadini non diventino obbedienti soldatini di schieramenti militarizzati, ma restino uomini liberi che vanno convinti. Non comandati. Perché il Timor di Dio e della sua Chiesa non è più obbligatorio in politica da un bel pezzo, per fortuna. Ma crocifiggere Bagnasco per le parole che ha detto è peccato, se non reato, in Democrazia. Quelli che poi vogliono contemporaneamente una Chiesa più aperta ma più zitta, una Church Wide Shut, sono solo degli ipocriti.

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CAT: Parlamento, Religione

Un commento

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  1. evoque 5 anni fa

    A chi si è indignato per la posizione della Chiesa sulle unioni civili, vorrei solo ricordare che la Chiesa ha il diritto /dovere di esprimersi su qualunque argomento che riguardi l’esistenza. Poi, ognuno di noi è libero di accettare o no quel che la Chiesa dice. Dunque, la solita tempesta nel classico bicchier d’acqua, per opera di liberali fasulli.

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