Il M5S è un partito-setta che attrae esaltati, disagiati e violenti

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14 Settembre 2017

«Sei andato via dal Movimento 5 Stelle come un bastardo. Ci farai sempre schifo! Ti auguro di morire presto, magari già stanotte. Che tu possa lentamente perdere il respiro e non vedere la luce del giorno. Addio Merda!»

Questo è uno dei circa settanta messaggi che ha ricevuto Mirko Marsella, ex consigliere M5S del Municipio XI di Roma, che ha lasciato il partito animato dal comicoleader Beppe Grillo per passare al gruppo misto, diventando referente, per il suo territorio, di MDP-Articolo1. L’ex grillino ha preso la sua decisione dopo aver lamentato di esser stato emarginato da chi – parole sue – «pensa di essere il padrone del Municipio, mentre è un semplice amministratore».

Il trattamento a lui riservato dagli haters fedeli al M5S è identico a quello che hanno subito e subiscono tutti i delusi che decidono di lasciare il cartello elettorale della Casaleggio Associati, persone che avevano creduto a un progetto e poi – nella stragrande maggioranza dei casi – non hanno più tollerato l’assenza di condivisione delle scelte da parte di chi aveva promesso la “democrazia dal basso” e tradendo quell’idea (forse utopica…) si è messo a gestire tutto in delle segrete stanze negli uffici di una società di comunicazione con sede a Milano.

Il caso di Mirko Marsella è solo l’ultimo in ordine cronologico e ribadisce l’impostazione settaria del M5S, impostazione che va dagli atteggiamenti pubblici dei suoi eletti (un casus belli è la pagina istituzionale del sindaco di Roma, Virginia Raggi, utilizzata come strumento di mera propaganda e non di reale informazione) ai messaggi di odio che devono subire i “traditori”. Nella lunga intervista che l’ex parlamentare grillina Mara Mucci mi rilasciò su queste pagine, in un passaggio raccontò così la sua esperienza: «Ho dovuto dare le chiavi d’accesso dei miei profili social al mio compagno; alcuni commenti erano di una violenza inaudita e mi auguravano di tutto, dalle torture allo stupro, fino a finire appesa a testa in giù a Piazzale Loreto, come Mussolini». Stessa sorte è toccata a molti altri; parlamentari europei, deputati, senatori, consiglieri regionali, comunali e municipali. L’accusa dei canali ufficiali è sempre la stessa: “esci dal Movimento ma non ti dimetti. Lo fai per tenerti il malloppo”. Di fatto, nel “codice grillino”, chi esce dal movimento ma vuole continuare a rendersi utile alla comunità diventa quindi un ladro. Va da sé che a un ladro gli si può augurare di tutto, ma per quello ci sono appunto le mandrie.

La politica vissuta come affiliazione a una setta è una delle caratteristiche più inquietanti del Movimento 5 Stelle, perché questa impostazione malsana che Casaleggio sr e Beppe Grillo hanno voluto dare alla loro “creatura” ha attratto – sin da subito – persone esaltate, spesso psicologicamente instabili e violente, mettendole a sistema per fomentare la pancia del paese, quella che abita la provincia e le periferie più disagiate delle grandi città. Per il momento il fenomeno è ancora dentro i confini della rete e coinvolge un numero ancora limitato di persone, ma è qualcosa che va monitorato, perché non si trasformi in qualcosa di più pericoloso.

TAG: beppe grillo, casaleggio, haters, Mirko Marsella, movimento 5 stelle, setta
CAT: Partiti e politici

6 Commenti

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  1. saulagana 3 anni fa

    In effetti la sensazione di avere a che fare con un sistema di consenso impostato come una setta c’è.
    Mi sarei atteso però, cifre e dati a supporto, altrimenti la tesi è facilmente smontabile.
    Ricorderà senz’altro il programma di Radioradicale che negli anni 70 dava spazio agli ascoltatori. Già allora veniva messo in evidenza uno spaccato umano sconfortante. Ma da lì a sostenere che fossero tutti aderenti al partito Radicale ce ne correva.
    Insomma, possiamo parlarne, ma o si fa un’indagine sociologica o chiunque può sostenere qualsiasi tesi e il suo esatto contrario. In questo caso trattasi di propaganda o parole a vanvera.

    Rispondi 0 1
  2. saulagana 3 anni fa

    In effetti la sensazione di avere a che fare con un sistema di consenso impostato come una setta c’è.
    Mi sarei atteso però, cifre e dati a supporto, altrimenti la tesi è facilmente smontabile.
    Ricorderà senz’altro il programma di Radioradicale che negli anni 70 dava spazio agli ascoltatori. Già allora veniva messo in evidenza uno spaccato umano sconfortante. Ma da lì a sostenere che fossero tutti aderenti al partito Radicale ce ne correva.
    Insomma, possiamo parlarne, ma o si fa un’indagine sociologica o chiunque può sostenere qualsiasi tesi e il suo esatto contrario. In questo caso trattasi di propaganda o parole a vanvera.

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  3. evoque 3 anni fa

    saulagana

    Non ho mai ascoltato radio radicale, penso però che quegli sfoghi da parte degli ascoltatori non prevedessero l’adesione totale e incondizionata all’idea radicale o agli esponenti del partito. Ciò che avviene invece regolarmente con i Cinquestelle. Basta andare sul blog di Grillo o sui numerosi siti che su YT incitano all’odio contro chiunque non sia un fan del movimento, ma anche sull’organo ufficioso, il Fatto Quotidiano.

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  4. cantelmo19 3 anni fa

    gli eccessi verbali declinati alla violenza fan parte purtroppo della società punto zero, di cui facebook è forse stato il primo palcoscenico ad offrir gratuitamente alle persone, l’occasione per esibizionismi e commenti facili. Una piattaforma che ha stimolato qualunque espressione senza porre veti o perlomeno un freno che potesse complicar la vita a coloro i quali decidessero senza pensarci un istante, di vomitar ogni rifiuto cerebrale sullo spazio collettivo. Il degrado sociale di questo paese non è certo ascrivibile ad un movimento politico anti-sistema, il quale semmai ha avuto il merito di assorbire un diffuso malcontento che altrimenti sarebbe scivolato pericolosamente a destra con successivo lavaggio di capo. Il mentecatto fabio salamida, in luogo di scriver esclusivamente commenti contrari al movimento cinque stelle, dovrebbe rifletter su questo aspetto e molti altri, per esempio rendersi conto che il movimento perfetto non esiste, come non esiste il popolo perfetto, figurarsi poi quello italiano – Iddio ce ne scansi – lacerato da biologiche ed ataviche divisioni. Nella penisola degli eunuchi coesistono da un lato i radical chic e dall’altro gli anacoluti rassegnati con interessi binari , calcio e ….
    chi vuol intender intenda.
    Rebus sic stantibus è inutile pretendere di trovar il pelo nell’uovo……. del nuovo…..dacché il vecchio ha assuefatto un elettorato già di per se scarsamente attivo che non avrebbe nemmeno più frequentato le urne qualora non fosse nata una proposta di cambiamento. Non aveva ancora fatto in tempo ad affacciarsi all’orizzonte politico, che già qualcuno ha trovato da ridire, nonostante i segni indelebili delle frustate sessantennali e la pelle consumata dai morsi della classe politica più famelica d’europa. Allorquando sarebbe il momento di formare quella coesione di cui tanto necessita questa nazione, dobbiamo seguitar ad esser divisi per cosa ? Per la bellezza di dire che siamo in democrazia, sicché gioco forza dobbiam aver ad ogni costo opinioni divergenti su tutto…? Non potremmo perlomeno convenire sul fatto che esiste un sistema da abbattere in questo paese ? A chi non fosse d’accordo , io elettore di questo movimento cinque stelle tanto vituperato da fabio salamida, invece della violenza che secondo il suddetto costituirebbe il tessuto connettivo della base elettorale pentastellata , suggerirei la lettura di un libro di Alberto Vannucci :”ATLANTE DELLA CORRUZIONE”.
    Successivamente inviterei a proporre una valida alternativa nel deserto di ideali che un tempo animavano i partiti e che ora son esiliati alla destra delle banche e a sinistra della classe dirigente, laddove il termine sinistra ha un’accezione puramente simbolico-logistica. Tuttavia, posso comprender la frustrazione di coloro ai quali è stato levato un certo tipo di terreno e non vivono ormai che di “diritti d’autore” intolleranti verso chi davvero sa rivolgersi ai ceti più bassi. Concludo con una riflessione che pone l’accento sulla condanna alla violenza e rammento un giorno di qualche anno fa, lontano dai casini di Roma e precedente alla dipartita di Casaleggio, quando il movimento era al massimo dei consensi. MI trovavo a casa di un amico, il quale consapevole della mia adesione pentastellare, mi mostrò il profilo di un’amica sua, il cui unico torto è stato quello di palesare il simbolo del movimento e postare foto personali del proprio attivismo sulla sua pagina facebook. Ebbene, costei anzichè scriver delle frasi inneggianti alla morte, le ha invece ricevute senza che nemmeno avesse fatto dei post. Era inoltre oggetto di volgarità indescrivibili provenienti da tutti gli avversari politici del Sistema.
    Perciò, come dicevo all’inizio, la violenza non risiede in un certo elettorato piuttosto che un altro ma l’emersione della stessa dipende anche dalla censura o dalla divulgazione dei media funzionali al potere, tranne il “fatto quotidiano”, che non è un organo del movimento (come dice evoque) ma semplicemente l’unico giornale non monitorato dal sistema. Alla condanna della violenza dovremmo affiancare la pretesa che qualcosa deve assolutamente cambiare e che non può rimaner in piedi un apparato antisociale che resista ad ogni forma di modifica dello status quo. Il signor salamida dovrebbe comprendere che fra i borghesi poco interessati e tra gli ignoranti inabili a razionalizzar la propria rabbia, esiston persone che non son più disposte a tollerar i giochetti egoistici figli di un individualismo che tradisce l’ultima speranza di un elettore, tradito poi dal singolo eletto. Come fece un deputato della mia città, in occasione delle prime elezioni politiche alle quali partecipò il movimento, nonchè le ultime elezioni che abbiamo avuto. Il deputato in questione si fece eleggere nelle liste del movimento cinque stelle, che andava per la maggiore, ma pochi giorni dopo lasciò il movimento per andar nel gruppo misto. Chiaramente non si poteva che trattar di una scelta di pura convenienza declinatasi nella classica ricetta dell’inganno all’italiana.

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  5. saulagana 3 anni fa

    Gentile Evoque. Il punto del mio commento era la mancanza di dati a supporto della tesi dell’articolo, non il paragone tra la triste umanità evidenziata dal programma di R. Radicale e lo squallido e pericoloso blog di Grillo.

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  6. al-ice 3 anni fa

    “che altrimenti sarebbe scivolato pericolosamente a destra con successivo lavaggio di capo”
    Come adesso insomma.

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