Immigrazione, populismi, quel che resta di Craxi: intervista a Claudio Martelli

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21 gennaio 2018

Venerdì 19 Gennaio, presso la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli che ancora ringrazio per la fiducia e la bella occasione, ho avuto l’opportunità di intervistare l’ex vicepresidente del consiglio e vicesegretario del Psi Claudio Martelli. L’incontro ha aperto il ciclo intitolato “Il Sale sulla Coda” che proseguirà nelle prossime settimane, intrecciandosi a un programma di incontri di approfondimento in preparazione al forum della Democrazia Minima.

Con Martelli abbiamo ripercorso, anzitutto, la sua esperienza di primo estensore e firmatario di una legge nazionale che regolasse l’immigrazione. Ha ricordato un tempo in cui gli ingressi di stranieri erano circa 50 mila l’anno, per decuplicarsi poi nel corso di un decennio. “Gli immigrati residenti erano allora seicentomila in tutto, oggi sono sei milioni” ha detto, spiegando i principi ispiratori della legge ma anche la necessità che la politica presidi in maniera concreta, costante, il tema. “Ci vuole qualcuno che non pensi ad altro, che si danni l’anima tutto il tempo” e ha aggiunto che in Germania per occuparsi dell’integrazione di un milione di profughi sono stati affiancati da 1000 funzionari neoassunti dal governo tedesco.

Il tema dell’immigrazione, e poi quello dell’integrazione europea, ci hanno consentito di affrontare la questione – certamente non solo italiana – dell’ascesa dei populismi. “Idee politiche di destra veicolate con linguaggi di destra”, che poi arrivano dritte al cuore delle fasce meno protette e più povere della popolazione. Nell’identificare l’europeismo come un valore progressista, rispetto al quale non recedere, senza cedere a slogan facili come quello che vorrebbe oggi un’elezione diretta del presidente della Commissione. In particolare, sulla declinazione italiana della contingenza internazionale e sul ruolo del Movimento 5 Stelle, Martelli ha evidenziato la fortissima capacità mimetica del Movimento, e di sembrare sempre somigliante alle idee e ai sentimenti della maggioranza post-ideologica del nostro tempo.

Il nostro incontro cadeva, per ocincidenza, nel giorno del 18esimo anniversario della morte di Bettino Craxi, e non è mancato un ricordo di chi lo ha conosciuto bene, e davvero da vicino. Richiesto di sapere se ha rimpianti o rimorsi, Martelli ha ricordato con orgoglio quante leggi e quante riforme sono nate anche grazie alla sua azione politica, e ha concluso, con Goethe, che certo 2tutte le cose si farebbero meglio, se li potesse fare una seconda volta”.

La nostra conversazione è stata, ovviamente, ben più ricca articolata e densa di sfumature. Ecco la registrazione integrale.

TAG: Claudio Martelli, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
CAT: Partiti e politici

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