Più Europa insegna agli altri la democrazia ma non la pratica 

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17 Gennaio 2019

A fine mese Più Europa celebra a Milano il congresso fondativo che renderà la lista elettorale della Bonino un partito vero, con tanto di iscrizione al registro nazionale dei partiti e relativo beneficio del 2 per mille. Il congresso eleggerà il segretario, i membri dell’assemblea e voterà le proposte di modifica statutaria. Potranno votare tutti gli iscritti presenti al congresso – senza delega, secondo il metodo radicale. Non è contemplato il voto online.

I candidati hanno avuto tempo per formalizzare la candidatura e renderla pubblica con i relativi documenti politici dal 4 al 16 gennaio. Per essere valide le candidature devono ricevere un numero minimo di sottoscrizioni, che gli iscritti sono chiamati ad esprimere in modalità digitale sul sito di Più Europa. E qui la stranezza: le sottoscrizioni possono essere espresse dal 13 al 18 gennaio – a candidature ancora aperte.

Il 13 gennaio gli iscritti a Più Europa ricevono una mail con le indicazioni procedurali per esercitare i propri diritti di partecipazione, un pin personale e il link per esprimere la preferenza. Ciascun iscritto può sottoscrivere una sola candidatura a segretario, una sola lista per l’assemblea e una sola proposta di modifica statutaria, e non può modificare il voto. Quel primo giorno di voto, le candidature a segretario con i relativi documenti politici sono solo due – Marco Cappato e Alessandro Fusacchia. Tre sono le liste per l’assemblea e tre le proposte di modifica statutaria.

Due giorni dopo una nuova mail, identica, rinnova all’iscritto l’invito ad esprimere la propria preferenza. Le candidature nel frattempo sono aumentate. A Cappato e Fusacchia si è aggiunto Benedetto Della Vedova, l’attuale coordinatore. Le liste per l’assemblea si sono anch’esse moltiplicate e sono state presentate ulteriori proposte di modifica statutaria.

Nuova mail agli iscritti il 17 gennaio, ad un giorno dalla chiusura della selezione pre-congressuale. Sul sito stavolta compare una quarta candidata alla segreteria, Paola Renata Radaelli – una sovranista salviniana, a quanto pare. Chi aveva già espresso la preferenza per Della Vedova, Fusacchia o Cappato ha perso l’opportunità di sostenere l’inattesa underdog.  Alla fine i candidati alla segreteria sono quattro, dieci le liste.
Durante la fase di sottoscrizione il sito e gli account di Più Europa non divulgano le proposte politiche delle liste né dei candidati alla segreteria – di cui non viene nemmeno comunicata l’esistenza.

La democrazia va protetta da questi selvaggi del Governo del Cambiamento – ha ammonito Emma Bonino nella accorata lezione impartita in Senato nei giorni della manovra del popolo. Alla prova della democrazia interna però il suo partito si è rivelato persino peggio di Rousseau.
Più Europa vuole insegnare agli altri la democrazia, bisognerebbe cominciasse con il praticarla.

@kuliscioff

 

TAG: Bonino, Cappato, Della Vedova, democrazia, Fisacchia, Più Europa, Rousseau
CAT: Partiti e politici

2 Commenti

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  1. vale-d 2 anni fa

    Da quello che ho letto la signora è apparsa dal nulla, senza aver mai partecipato all’attività politica di +Europa oltre ad essere una sovranista dichiarata, come lei stessa scrive. Inoltre contestuali alla sua candidatura si sarebbero verificate migliaia di iscrizioni al partito senza che i responsabili potessero giustificarle. Normalmente le iscrizioni ad una associazione non riconosciuta, qual’è un partito, possono essere rifiutate. Non conosco lo statuto e il regolamento di +Europa e dunque non so dire perché sono invece state accettate. A parte ciò come può scrivere che un partito non è democratico solo perché tenta di arginare un attacco insolito dall’interno?

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  2. kuliscioff 2 anni fa

    Rispondo alla tua domanda con la cronaca. Il problema non era l’assalto della sovranista Radaelli – esclusa dalla competizione insieme alla lista che la sosteneva per manifeste irregolarità, ovvero iscrizionii multiple fatte da una stessa carta di credito. Il problema, come ha rivelato la cronaca congressuale. era l’assalto dall’interno. Le tessere a pacchetto erano state fatte anche da Tabacci, al quale tuttavia sono state concesse in quanto Tabacci è uno dei tre fondatori riconosciuti da statuto. Centinaia di nomi iscritti a fronte di un pagamento multiplo da una stessa persona, fiduciaria di Tabacci. Purtroppo non si trattava di nuovi militanti entusiasti. Si trattava di truppe cammellate.

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