Renzi e il racconto di Nomfup. Un giorno i ragazzi a scuola piangeranno per voi

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26 Aprile 2016

E niente, se l’obiettivo era stanare quei due o tre irriducibili a cui le evoluzioni del renzismo producono ormai soltanto una certa sonnolenza e magari un po’ di pesantezza di stomaco, cercando di risvegliarne l’attenzione attraverso l’acrobatica illustrazione del leader, eccone qui uno, ormai vecchio e stanco, pronto ad autodenunciarsi perchè sì, questa foto da regimetto letterario con annesso tweet («Sì, è andato in libreria qui davanti, un blitz, e ha preso qualche volume…#cosedilettura) ha veramente il sapore di una soglia della decenza abbondantemente superata, e qui non si sta denunciando lo stato della repubblica, per carità, ma solo la vostra condizione umana che pencola tra il ridicolo e il tragico senza – questo è il dramma – una vera e propria consapevolezza. E visto che stiamo ai racconti di persone che conosciamo bene, le quali ci illustrano senza troppe esitazioni le doti e l’intelligenza del portavoce del presidente del Consiglio, noi che a queste persone vogliamo bene e vogliamo credere, dobbiamo allora concludere che quelle buone virtù sono rimodellate a piccole oscenità di potere e neppure capiamo bene il perchè. Forse perchè servire il Potere rende migliori, ci fa sentire molto civil e molto servant in un equilibrio mostruoso e virtuoso, sostenuti da quella straordinaria dissociazione di identità ch’ebbe come suo migliore rappresentante della storia moderna l’amato Cavaliere il quale credeva tutto il buono possibile delle cose fatte per sè ma spacciate per la comunità.

E qui siamo molto nei pressi, gentile presidente del Consiglio. Se le garba il futuro dei suoi primissimi collaboratori, che stanno facendo il bel lavoro che quotidianamente abbiamo sotto gli occhi, non li lasci liberi di agire, di trasformarsi nei riproduttori fotografici dei fasti (?) di potere, piccole istantanee che un giorno  – lei lo sa questo, vero? – finiranno al «Museo del Potere ritrovato» perchè i ragazzi delle scuole possano apprezzarne la delicatezza, amarne la spontaneità, capire sino al punto finale il genuino slancio. E ci sarà un professore, al quale toccherà l’onere del racconto, che passerà in rassegna un Renzi che corre per le strade dell’Avana, un altro che gioca a bigliardino alla Festa dell’Unità, un Renzi che strapazza Orfini alla play, e alla fine il Renzi migliore di tutti che fa un saltino in Feltrinelli, “qui davanti”, e fa incetta di tomi. Renzi insomma in tutte le sue declinazioni.

Che cosa ci guadagniamo, tutti, da un racconto così, un poco di tristezza collettiva in più che si sparge sulle nostre pene senza appesantirle troppo, perchè l’aria manca già da un po’ e non ci sentiamo liberi affatto. Non ci sentiamo liberi sui giornali, che appartengono al capitolo amaro delle sentinelle ubriache di conformismo, non ci sentiamo liberi neppure nella contrapposizione politica, dove il rosso e il nero si confondono e non abbiamo neppure più un partito da votare (a proposito: benvenuto Presidente nel grande mondo dell’astensione, la aspettiamo su cimenti più tosti delle trivelle, naturalmente).
Insomma, Renzi e Nomfup. Fate pace con voi stessi e soprattutto garantitevi un futuro.

TAG: filippo sensi, libreria, Matteo Renzi, nomfup
CAT: Partiti e politici

Un commento

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  1. massimiliano-zanoni 4 anni fa

    Più che rendere migliori, servire il Potere semplicemente rende.
    Fusco si conferma un giornlista a lettere maiuscole ma non si crucci troppo, se Roma cadde nel fango non riesco ad immaginare dive possano cadere questi, ma la SStoria non manca mai di chiedere il conto.

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