Per una riforma del Movimento 5 Stelle

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5 Dicembre 2019

Spiace che un partito di speranza come fu il Movimento 5 Stelle si sia snaturato prendendo una piega che nuoce al Paese e a se stesso. Per un suo ritorno alle lontane origini ho proposto riforme vigorose  al mio amico Beppe Grillo, con cui ho lavorato più di  vent’anni, e ai lettori del mio libro Snaturati – Dalla social-ecologia al populismo.  Le espongo in questo articolo.

L’Italia è  un terreno inaridito che ha gran sete di buona politica. Da molti anni c’è l’urgenza per proporre al Paese quella transizione social-ecologica che urge sempre più ed è già avviata in alcuni Paesi Europei. La social-ecologia è una linea di pensiero socio-economico nato in Francia (Eloi Laurent, Social-ecologie, Flammarion, 2011) e una base di programma politico che promuove una società più equa e sostenibile, con un’economia più giusta, efficace ed ecologica, con stili di vita più̀ sobri che diano più̀ valore alle persone e meno alle  cose, e con un sistema politico di persone più̀ corrette. A differenza dell’Italia, “social-ecologie” è una parola ben affermata in Francia e figura, per esempio, come unico termine nel logo del Partito Socialista francese. Una proposta social-ecologica, di un partito giovane, onesto e proiettato nel futuro non potrebbe raccogliere ben più̀ della metà dei voti, come per anni ho fatto notare a Grillo? Perché allora la grande maggioranza degli italiani non vota per il Movimento 5 Stelle? (nel 2018, 40 milioni su 51 milioni di elettori).

Sarà l’aggravamento drammatico della crisi ecologica, e non un  tardivo volontarismo, a obbligare i governi a fare della transizione ecologica l’impianto della loro azione politica. Nel 2014 il Movimento 5 Stelle fu definito da Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’ambiente e ex leader dei Verdi «il più grande movimento verde del mondo». Nell’ultima legislatura i  17 eurodeputati del Movimento hanno votato  quasi sempre insieme ai Verdi e alla SUE (sinistra). Dieci  anni fa il Movimento 5 Stelle aveva un grande vantaggio politico. Ma lo ha perso incarognendosi contro i vitalizi, le “poltrone”, le auto blu e i naufraghi africani. Come se le denigrate (dai suoi capi) ONG che salvano i naufraghi fossero una minaccia più grave di quella del cambiamento climatico o del rapido degrado della biodiversità.

Il Movimento 5 Stelle poteva diventare  il più moderno partito verde d’Europa, avanti agli altri di molti anni. Invece sembra indietro di settant’anni, somigliando per molti versi al “Fronte dell’uomo qualunque” di Guglielmo Giannini (1944).

Il Movimento era l’unico partito italiano ad avere in mano il jolly verde. Ma lo ha scartato. Invece di puntare su un messaggio positivo e moderno si è snaturato e si è dedicato principalmente a ringhiare contro i nemici. Ossia contro tutti gli altri. Ma non contro le destre. Ora raccoglie gli aridi frutti della pianta che ha seminato.

Allora il Movimento 5 Stelle è condannato? No. Ma per rinnovarsi deve cambiare discorso, programmi e dirigenti. Il discorso principale dovrà̀ essere quello della modernizzazione ecologica e della mano tesa a tutti gli uomini e le donne di buona volontà̀, così come fanno i partiti Verdi d’Europa, con crescente successo.
In Germania i Verdi sono il secondo partito e hanno qualche chance di diventare il primo e di esprimere un cancelliere verde. Essi sono anche il primo partito nel Baden-Wurttemberg, il Land più ricco e più tecnologico, la “Lombardia tedesca”, di cui esprimono il Primo ministro Windfried Kretschmann, che alcuni considerano un possibile candidato alla cancelleria. Nella nostra Lombardia, invece, nel 2018 il Movimento, che ha sempre aspirato alla maggioranza assoluta (“tutti a casa!”) arrivò solo al 20% dei voti validi (33% in Italia) – e a chissà quanti arriverebbe oggi.

In Svizzera in ottobre i due partiti verdi hanno raggiunto, insieme, il 22 per cento dei voti. Grazie alla nuova maggioranza parlamentare rosso-verde (Socialisti e Verdi) forse uno dei sette ministri sarà dei Verdi, un obiettivo per il quale i Verdi elvetici, come quelli tedeschi,  si impegnano con serietà e passione da 40 anni.
Purtroppo ciò che avviene a soli 60 chilometri da Milano è negletto nel Movimento. Come ho fatto per quasi trent’anni con Grillo, anche ora porto a sud delle Alpi qualche buona idea per una transizione social-ecologica, l’unica strategia che può far uscire il Movimento 5 Stelle dall’angolo in cui si è cacciato e portarlo all’altezza delle maggiori forze riformatrici in Europa.

Anche in Italia, tuttavia, non mancano persone, idee e organizzazioni per una programma governativo di transizione social-ecologica.  Per esempio, l’ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, è un’eccellenza italiana senza pari nel mondo, che invito tutti a seguire. Oppure il Ministro dell’istruzione, professore Lorenzo  Fioramonti, che è uno dei critici più autorevoli nel mondo dell’economia della crescita.

Nel 2006 invitai a casa di Grillo il professor Enrico Giovannini, fondatore dell’ASVIS, professore di statistica economica, uno degli statistici più noti e attivi al mondo e uno dei padri dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Rinfrescandoci le idee al vento della Versilia provammo in tre a progettare il futuro. Ma nel Movimento quasi nessuno conosce Giovannini e i suoi ideali e programmi.

Se il Movimento 5 Stelle vorrà cercare di salvarsi, i suoi programmi politici dovranno adottare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e ispirare tutte le sue azioni politiche ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, che Giovannini contribuì a creare (SDGs). Ognuno di essi formula una decina di parametri per misurare i nostri progressi, per un totale di circa 150. Altro che “20 punti” con al primo posto il “taglio delle poltrone”, come ha proposto la centrale del Movimento nel programma del governo Conte 2.

Anche il personale del Movimento 5 Stelle dovrà essere rinnovato. Chi ha servito  il partito ma non ha saputo fare discorsi e programmi benefici per il Paese e per il Movimento dovrà̀ cedere il posto a donne e uomini orientati alla transizione ecologica invece che al populismo gretto.

Infine dovrà̀ esserci un congresso. In ogni organizzazione politica o civile che necessita di ritrovare sé stessa questo è lo strumento imprescindibile. Si pensi ai congressi straordinari  di Bad Godesberg (1959) e di Epinay (1971) per i partiti socialisti tedesco e francese. Si potrà anche svolgere localmente una raccolta di proposte e critiche riguardanti il Movimento da riassumere poi a livello nazionale. La Francia ha fatto una grande esperienza del genere con il Gran Debat del 2019 che ha raccolto le proposte e le lamentele di milioni di cittadini, elaborate poi con strumenti digitali. Anche l’Islanda fece qualcosa del genere dopo la sua bancarotta del 2008. Come partito digitale il Movimento sarebbe predestinato per fare lo stesso. Invece assistiamo a un paradosso. Il partito si dice all’avanguardia nella democrazia di base. La sua centrale però non solo è sorda alle istanze della base, ma scoraggia, vieta o ignora ogni iniziativa della base per stimolare un dibattito e un confronto d’idee.

Forse le riforme che ho delineato sono impossibili. A volte però l’unica via di salvezza è tentare l’impossibile. Quando tutto è perduto non si ha più nulla da perdere. Il mondo va verso una crisi ecologica e sociale come l’umanità̀ non ha mai conosciuto. Se da adesso non sapremo far fronte al cambiamento climatico all’erosione della biodiversità,̀ alle grandi migrazioni dei profughi climatici e alle crescenti e sanguinose diseguaglianze vedremo sbriciolarsi il benessere e la pace di cui godiamo. Se non sappiamo gestire la piccola crisi del Movimento 5 Stelle come sapremo far fronte alle sfide epocali che ci attendono?

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Foto: 1919, Weimar, SPD – 2019, Roma, M5S

TAG: beppe grillo, congresso, Marco Morosini, movimento 5 stelle, populismo, riforma, Snaturati, social-ecologia
CAT: Partiti e politici

6 Commenti

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  1. marco-morosini 8 mesi fa

    Gentile Signor dionysos41 sono d’accordo con lei su tutto, tranne che su una cosa. La presunta identicità tra ciò che i 5S sono ora e ciò che furono. I primi Amici di Beppe Grillo si aggregarono nei primi anni 2000 perchè condividevano i contenuti ecologici e sociali che io e Grillo propagavamo con spettacoli, trasmissioni, film, articoli.
    Provi a dare una occhiata al fascicolo “Ecogrillo” che ho confezionato: slideshare.net/morosini1952/ecogrillo-beppe-grillo-per-futuro-sostenibile-settembre-2016
    e ai 41 articoli che scrissi per Grillo: slideshare.net/morosini1952/beppe-grillo-41-articoli-19932008
    La prima Carta di Firenze del 2009 aveva solo contenuti social-ecologici: slideshare.net/morosini1952/ecogrillo-beppe-grillo-per-futuro-sostenibile-settembre-2016
    Dia un’occhiata alle biografie del Professor Fioramonti: lorenzofioramonti.org , dell’ex membro del parlamento europeo Dario Tamburrano: it.wikipedia.org/wiki/Dario_Tamburrano , e del Senatore Gianni Girotto: portavocegirotto.it/chi-sono/

    Lo snaturamento di quel movimento degli “Amici di Beppe Grillo” che aveva le radici negli anni ’90 cominciò da quando la centrale lo fece diventare un partito centralizzato, in mano ad autocrati non eletti, impregnato di populismo di destra, dedito alla denigrazione e spesso alla menzogna, aperto volontariamente a fascisti e a peggio.
    Nel mio libro Snaturati – Dalla social-ecologia al populismo . Le espongo in questo articolo. troverà molte pagine che stigmatizzano proprio le cose che lei denuncia. Ne troverà anche altre che informano dettagliatamente sul perchè il Movimento ante-2009 e una piccola parte del Movimento attuale hanno dei meriti politici ed ecologici che forse Lei non conosce appieno. Cordialmente. Marco Morosini

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  2. gianmario-nava 8 mesi fa

    “Chi ha servito il partito ma non ha saputo fare discorsi e programmi benefici per il Paese e per il Movimento dovrà̀ cedere il posto a donne e uomini orientati alla transizione ecologica invece che al populismo gretto.” Davvero crede che Davide Casaleggio molli la presa? Sembra che lei parli di qualcosa che non è il M5S presente in parlamento e al governo!

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  3. gianmario-nava 8 mesi fa

    ” I primi Amici di Beppe Grillo si aggregarono nei primi anni 2000 perchè condividevano i contenuti ecologici e sociali che io e Grillo propagavamo con spettacoli, trasmissioni, film, articoli.” Glrillo si affidato a Gianroberto Casaleggio, ormai è storia, senza dirlo pubblicamente e riducendosi a volto spendibile di una organizzazione che non agiva in pubblico. Se è lo stesso Grillo di cui era amico mi chiedo cosa abbia mai capito o saputo di Grillo o se abbia fatto parte anche lei del programma di scalata al potere di Casaleggio.

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  4. alding 8 mesi fa

    Ci vuole una bella fantasia a pensare che un movimento nato da Beppe Grillo possa diventare un serio punto di riferimento politico. Grillo dal primo istante si è dedicato alla denigrazione di chi non la pensava come lui (ricordo ad es. il suo comizio a Lecco in occasione delle elezioni regionali del 2012: insulti e nulla più). Grillo va bene solo come comico. Ma è buffo anche citare Fioramonti, uno che nella sua posizione ideologicha ha infilato una gaffe dietro l’altra. Infine, mi fa sorridere questa presunta centralità dell’ecologismo. Se è vero che il rispetto dell’ambiente deve essere elemento immancabile in ogni programma politico, è anche vero che un ecologismo fatto da dilettanti allo sbaraglio (tipo Greta) è fuorviante e privo di prospettiva.Un mondo che si trasforma, un clima che cambia (non si sa quanto per effetto dell’uomo e quanto per motivi naturali ed inevitabili) richiedono un approccio scientifico approfondito e non chiacchiere da ragazzine o da incompetenti.

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  5. marco-morosini 8 mesi fa

    Grazie per gli stimoli dei tre post qui sopra. Sono d’accordo su quasi tutto e con quasi tutti. Sui punti toccati dai tre commentatori sono più severo di loro, con argomenti molto documentati nel mio libro “Snaturati – Dalla social-ecologia al populismo”. Il commento più fondato mi sembra quello del signor gianmario-nava: “Davvero crede che Davide Casaleggio molli la presa? Sembra che lei parli di qualcosa che non è il M5S presente in parlamento e al governo!” Ha ragione. Io tendo a dar più enfasi all’ex grillismo (dal 1992), di cui è rimasto poco, e a guardare con meno attenzione a ciò che sono i 347 parlamentari attuali, la manciata di capi non eletti, e il proprietario del partito (v. il capitolo “Un partito privato” nel mio libro “Snaturati”).
    Nel comitato centrale del M5S ora dominano il populismo destrorso, l’ignoranza, l’incompetenza, l’arroganza, la denigrazione, la menzogna, potrei andare avanti…. Ma l’analisi di questi connotati la fanno già centinaia di giornalisti (Iacoboni, Cerasa, etc.) e migliaia di persone di buon senso. Ciò che posso fare io non è approfondire troppo il male (che occupa peraltro metà del mio libro), ma approfondire il bene passato, di cui ancora oggi resta qualche vestigia, che in certi casi torna buona. Per circostanza biografica sono l’unico a poterlo fare.
    L’unico vino che posso offrire è il mio. Perché sono io che ho pigiato quell’uva. Il mio vino sono le idee e gli esempi social-ecologici che ho offerto a Grillo per tredici anni, dal 1992 al 2005. Se vuole, guardi in youtube i due film che ho scritto e realizzato con Grillo: “Un grillo per la testa” (1995) e “Futuro sostenibile” (1998). Lì non si denigra proprio nessuno, ma si propone il disegno di una società sostenibile.
    https://www.youtube.com/watch?v=G-vEI9KCaJY
    https://www.youtube.com/watch?v=3TLy1ALGdNo

    Furono film come questi e gli spettacoli “ecologici” di Grillo ad attirare le prime migliaia di “grillini” che poi aderirono al futuro M5S. Fu questa la “vera anima” dei grillini, ora snaturata, e non: “Non si sono snaturati. Hanno mostrato scopertamente la loro faccia, ambigua, amorfa, che conosce solo l’oltraggio a chi dispiace loro.” (dionysos41) Signor dionysos41, lei ha perso una puntata… 

    La svolta verso ciò che è deprecabile nel M5S avvenne nel 2009, con la fondazione del partito di Casaleggio, il quale faceva discorsi e azioni lontanissimi da quelli che faccio io e da quelli che faceva Grillo con me, prima di infatuarsi di Casaleggio. Nel 2008 sconsigliai a Grillo di partecipare alla creazione del partito di Casaleggio. Già il primo V-Day (2008) mi disgustò. Cercai di distogliere Grillo da prendere quella strada (antipolitici, antigiornalisti, denigrazione, calunnia). Da allora rimasi alla larga dal partito. Dopo di che io e Grillo per 11 anni non parlammo di politica. Salvo alcuni messagini nel 2008 per scongiurarlo dal fare un governo con il senatore Salvini.

    Per me il 2009 è l’anno in cui il M5S è morto, non quello in cui è nato. Chi commenta come se prima del 4 ottobre 2009 ci fosse stato il vuoto pneumatico, difficilmente potrà capire questa storia. Del resto la fierezza con la quale alcuni commentatori condannano il M5S “nato nel 2009”, dimostra quanto sia necessario il mio lavoro di protagonista per far conoscere la politica dei primi meetup dal 2005, e le radici politico-ideali del M5S dal 1992, generate prima che il M5S stesso fosse concepito. Alcuni dei più giovani 5S allora non erano nemmeno nati.

    Allora che fare? Piaccia o non piaccia, il M5S esiste, ed ha un grande peso politico. Al Parlamento europeo i suoi 14 parlamentari in certi casi possono fare la differenza, per decisioni che toccano mezzo miliardo di persone. I Parlamenti a Roma e Bruxelles prendono anche decisioni su cose che avranno importanza per decenni. Se il mio granello di sabbia potrà aiutare a far pendere qualche volta la bilancia dalla parte giusta, mi basterà questo.
    Certo, mi immagino tutte le questioni di potere, nel M5S come in ogni altra organizzazione: alleanze, congiure, tradimenti, rivoluzioni interne. Ma questo fa parte della politica di prima linea. Il mio vino è un altro.

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