Salvini, se ha così voglia di amministrare in Lombardia, si candidi a Milano

21 Ottobre 2020

Al senatore Salvini, evidentemente, il lavoro di senatore va stretto. Non si spiegherebbe altrimenti l’intervento a gamba tesa sulla decisione di Attilio Fontana, peraltro ampiamente concordata con i sindaci lombardi e già condivisa con il ministro Speranza, per frenare l’ordinanza lombarda sul divieto – diciamocelo pure: abbastanza light e del tutto sopportabile – di circolazione e commercio durante le ore notturne.

Da un’accurata ricostruzione pubblicata sul Corriere della Sera, appendiamo che il senatore Salvini ha picchiato i pugni sul tavolo perché Fontana frenasse, ammorbidisse, smussasse. Troppi divieti, secondo il senatore Salvini, che evidentemente in questo tempo di pausa forzata della vita parlamentare ha voglia di amministrazione locale, e di stare in prima linea.

La favoletta, non proprio edificante, ci dice alcune cose. Intanto, che il rispetto per gli elettori e per gli eletti è quello che è. Chi ha votato Fontana ha votato Fontana. Nonostante i mesi difficili, i gravi errori e ritardi dei mesi scorsi, sarebbe giusto, istituzionalmente, che continuasse a decidere chi legittimamente amministra la Lombardia, almeno fino a quando lo fa. Oppure Salvini non lo ritiene (più) all’altezza? Nel qual caso, però, dovrebbe assumersi la responsabilità politica di una crisi di giunta.

Se invece – come temiamo – il movente è l’ansia da scomparsa, e prova a giocare sull’unico campo sul quale tocca la palla – quello Lombardo: proprio grazie alla debolezza e sottomissione del presidente Fontana – ci sentiamo di dare un consiglio al senatore e concittadino Matteo Salvini: in Lombardia la gente ha ancora molta paura, e un ricordo freschissimo della tragedia primaverile. Eviti di credere alla rilevanza del malumore di pochi commercianti e di qualche ragazzo che ha voglia di nottate, e rifletta con attenzione prima di intestarsi la battaglia contro misure (blande) di contenimento.

Infine, e da ultimo, se davvero ha voglia di giocare a mani nude contro la pandemia e contro o devastanti effetti economici e sociali che lascerà, come ama dire anche lui, “ci metta la faccia”. Magari a Milano. Ci spieghi come immagina la nostra città nel futuro, dopo la rovinosa caduta. Provi a vincere e poi governi. Oppure, faccia il senatore e lasci governare chi la faccia ce l’ha messa davvero, prima di lui.

TAG:
CAT: Partiti e politici

2 Commenti

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

  1. massimo-crispi 1 mese fa

    Tutti sappiamo che il Capitan de’ Capitani è un demagogo e che quindi è il pagliaccio che ama esibirsi col suo circo. Dopo una siile figuraccia della gestione lombarda da parte della Lega sarà assai difficile che si candidi perché è un furbastro che cerca sempre di saltare qui e là per varie patologie della sua personalità e anche per i consigli che il suo direttore artistico gli dà. Come tanti altri è un attore, e ha bisogno del suo palcoscenico. Negargli il palcoscenico della piazza, e non accontentandosi della visibilità scarsa che un seggio senatoriale può dare alla sua esuberanza patologica, lui entra in confusione e si agita. Facendo agitare anche tutti coloro che in piazza lo seguono, sentendosi gratificati dal Capitan senza paura che esprime la loro voglia di “libertà”. L’unica possibilità per disfarsi di simili personaggi di bassa lega è lasciarli fare in un momento di difficoltà come questo. Il loro modo di essere non è programmato per risolvere le difficoltà, nemmeno per affrontarle, nemmeno per aggirarle. Il loro modo di essere è quello di Lucignolo e Pinocchio, ossia far finta di star sempre nel Paese dei Balocchi. E le orecchie d’asino sono sempre in agguato…

    Rispondi 0 0
  2. massimo-crispi 1 mese fa

    Perché lasciarli fare nella complessità farà loro compiere una tale serie di passi falsi che alla fine la gente, amareggiata dal cattivo governo, dai morti tra parenti e amici, dalle difficoltà che una pandemia comporta, probabilmente in buona parte si sveglierà dall’ipnosi. E se non si sveglierà soccomberà all’avanzata spietata del principio di realtà.

    Rispondi 0 0
CARICAMENTO...