Tremonti a Dialoghi: L’asse del potere si è spostato dalla politica alla finanza

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19 Gennaio 2023

La vera madre della crisi? La globalizzazione. Non ha dubbi Giulio Tremonti il primo “superministro” dell’ economia, accorpando le competenze di Tesoro, Bilancio e Finanze, voluto da Silvio Berlusconi in tutti i suoi governi (quattro) attualmente tra le fila di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, per il quale siede nei banchi della Camera dei Deputati e presiede la Commissione Affari Esteri.
“Non mi occupo di temi economici in questo Governo, non sono nemmeno al Governo, è chiaro che per la Meloni la strada è in salita ma le scelte che sta facendo mettono l’Italia sulla strada giusta” questo l’unico commento sull’attualità.

Ospite del think tank modenese Dialoghi, nato nel 2020 per mettere in relazione il modo del diritto, dell’economia e delle istituzioni Tremonti ha dialogato con l’avvocato Vittorio Colomba, componente del comitato scientifico del think tank e di quello della Fondazione per l’Italia Digitale per circa un’ora. “Io ho sempre pensato che la globalizzazione fosse la cosa giusta fatta nel tempo sbagliato. Mai nella storia un cambiamento così forte è stato fatto in un tempo così breve” ha poi individuato quelli che per lui sono i problemi del nostro tempo: “Il disastro ambientale che è sotto gli occhi di tutti è il prodotto della scelta di fare fabbrica in Asia, poi c’è la caduta del potere politico dominato dalla finanza. Un’immagine? Il passaggio di consegne tra Mario Draghi e Christine Lagarde alla guida della BCE con tutti i capi di Stato in prima fila ad applaudire. Voi avreste visto Adenauer, De Gasperi, De Gaulle o Khol in platea ad applaudire? È segno che l’asse del potere si sposta dai popoli alla finanza. Un altro problema è la caduta dell’idea dello stato sociale basata sulla famiglia e sulla natalità. Infine, lo strapotere dei cosiddetti giganti della rete che sono i nuovi Stati”.

Anche se la discussione è stata centrata sui temi geopolitici non sono mancati i passaggi sui temi economici. L’inflazione? Secondo Tremonti è una conseguenza degli errori fatti dieci anni fa quando regnava la dottrina dell’austerità. Il richiamo al “whatever it takes” di Draghi è chiaro ma non esplicito. “Ho l’impressione che la consapevolezza degli errori fatti stia crescendo. Certamente il fatto che la Germania ha enormi problemi può portare bene comune”.
Alla platea di Dialoghi, composta in maggioranza da giuristi, un passaggio anche sulla tecnica normativa: “Ho l’impressione che molte leggi siano difficili da leggere, soprattutto in Europa c’era la tendenza a legiferare su tutto, con un po’ di buon sta cambiando anche questa abitudine di scrivere leggi, complesse e a volte anche inutili”.

 

 

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Un commento

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  1. andrea-lenzi 2 settimane fa

    Premesso che la finanza è da sempre il centro di tutto, dalle guerre a seguire, Tremonti si conferma un cialtrone, come ogni conservatore degno di questo nome, e dovrebbe essere tenuto molto lontano dalla res publica.

    Quando ha potuto, con Berlusconi ha fatto spese pazze con i soldi pubblici (lasciando il conto da pagare alle generazioni future, che avranno memoria corta e comunque non potranno punirlo):

    >ha favorito gli evasori con condoni fiscali (lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero fa ancora sorridere i maxi evasori, che hanno ritrasferito i capitali fatti rientrare illo tempore, ed oggi sono “puliti” agli occhi del fisco e non più rintracciabili per legge)

    >assuzione senza concorso di 13.800 insegnanti di religione (1,2 MILIARDI ALL’ANNO);

    >esenzione dal pagamento dell’IMU sulle attività commerciali della chiesa cattolica per 4 MILIARDI all’anno circa;

    >finanziamento scuola/sanità privata cattolica a discapito della pubblica;

    >invenzione di un modo per fare arrivare le quote 8×1000 alla chiesa cattolica anche se il gettito fiscale totale fosse diminuito ed ha perfezionato il meccanismo col quale la chiesa prende le quote di chi non effettua alcuna scelta 8×1000;

    >ha incassato solamente 3 miliardi di euro dalla cartolarizzazione degli immobili statali, invece dei 14 preventivati.

    Un individuo così, quali cazzate poteva dire se non che la colpa è della globalizzazione, dell’europa et cetera?

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