Voi tifate per il disastro: lo sapete che se non arriva governeranno trent’anni?

28 settembre 2018

È da stamattina che, nei cieli digitali e nelle bolle virtuali degli oppositori al governo gialloverde, tira un’aria precisa e prevedibile. L’annuncio dell’accordo di governo sulla nota di aggiornamento del DEF, infatti, contiene diversi elementi significativi, per il prossimo futuro. Quelli tecnici riguardano per ora soprattutto alcuni dati generali (e generici): la manovra prevederà la possiblità di arrivare a un rapporto deficit/pil del 2,4%, sostanzialmente in linea con gli ultimi dati, mentre Tria si era impegnato a mantenere fede agli ambiziosissimi impegni pregressi che parlavano di 1,6%. Spendendo soldi in deficit, cioè in eccesso rispetto alle entrate, è possibile secondo il governo iniziare a onorare quella parte di promesse elettorali finite nel famoso contratto di governo.

Chiaramente, ovviamente, un accordo di questo tipo non poteva che generare alcune conseguenze immediate, anche prima (ben prima, visto che se ne parlerà verso la seconda metà di Ottobre) di poter conoscere i contenuti concreti della manovra economica del governo. Le reazioni critiche sono arrivate naturalmente da Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, che ha criticato l’impostazione del documento, aggiungendo però una clausola di prudenza abbastanza inusuale, nelle sue esternazioni, quando ha specificato che ovviamente l’Europa può emettere sanzioni, ma che non è nel suo spirito andare allo scontro. L’altra ovvia reazione è arrivata dagli operatori dei mercati che, come ogni giorno, hanno aggiornato il prezzo delle cose che vendono e comprano.In questo caso, il prezzo del debito italiano è salito perché questo debito è destinato a crescere o comunque a non diminuire, e siccome siamo già un paese fortemente indebitato e che cresce poco le probabilità che non saremo in grado di restituirlo crescono. Così cresce lo spread, cioè la differenza di resa tra il debito italiano (un debito rischioso che quindi rende tanto) e quello tedesco (un debito sicurissimo, che non rende niente).

In questo quadro, chi si oppone al governo gialloverde indica la strada del burrone verso il quale sicuramente ci stiamo dirigendo, a volte con toni davvero apocalittici. Lo spread arriverà rapidamente a 500 e le famiglie saranno presto appesantite nelle spese correnti. L’Europa boccerà questa manovra e andremo allo scontro, magari fino alle estreme conseguenze. Ora, se questo scenario foschissimo dovesse davvero avverarsi, è ampiamente prevedibile che la maggiaranza di governo si lanci in una nuova campagna elettorale agitando le “evidenze” di un complotto dell’Europa e dei mercati, peraltro con buone probabilità di successo elettorale. Peraltro, a subire le conseguenze di questa situazione sarebbero proprio i ceti più deboli, e si aprirebbe ancor di più una ferita sociale già profonda. Auspicare tutto questo nella speranza di una futura sconfitta elettorale della maggioranza di oggi, quindi, è come minimo miope.

Ma c’è anche un altro scenario, davvero non trascurabile come ipotesi, del tutto diverso. A un certo punto i mercati daranno un prezzo nuovo, sicuramente più alto di quello dei mesi scorsi, al rischio paese, ma a quello si fermeranno. L’impatto sulla vita di tutti sarà più limitato di quanto temuto, o auspicato. Le misure promesse intanto arriveranno “a terra”: un po’ di gente andrà in pensione quando ormai non ci sperava più, parecchia gente prenderà qualche centinaia di euro al mese nella forma del reddito di cittadinanza. Consenso, tanto, maledetto e subito, da spendere nel medio periodo, in questo schema di alleanze o in altri, vecchi o nuovi: in questa fase, poco rileva. Nel frattempo, con le adeguate coperture frutto per lo più di tagli alla spesa (che sono già iniziati, ad ogni livello amministrativo), non è detto che l’Europa bocci questa manovra. Oggi appare probabile, ma cosa succederà ad Ottobre non lo sappiamo, proprio perché non sappiamo quale manovra verrà effettivamente presentata.

Se così andasse, sarebbe difficile contestare lo storytelling di un governo già pronto a rivendicare che “con le maniere forti si stanno cambiando in meglio l’Italia e l’Europa”. Ovviamente le variabili sono tante, e tutto può succedere. Dare per scontati gli esiti come fossero destini scolpiti nella pietra, però, è un errore più volte verificate. Che una memoria breve, parliamo di appena pochi anni, sconsiglia di ripetere.

P.s. Diversi attenti lettori hanno suggerito che, qualora invece dall’Europa arrivasse effettivamente una bocciatura, è probabile che il dividendo elettorale sia comunque tutto a vantaggio del blocco di governo. Una suggestione che mi pare sensata e da tenere in considerazione.

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CAT: Partiti e politici

9 Commenti

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  1. alec84 8 mesi fa
    Come fa a non arrivare il disastro? Cioè magari non arriva domani mattina quindi per voi giornalisti "gnegnegnegne avete visto che il disastro non è arrivato?". Quando un Paese imbocca la strada della spesa pubblica a c... di cane, del cercare colpevoli esterni da additare, delle campagna elettorale permanente, voi trovatemi un solo esempio in cui sia andata a finire bene. Uno. I casi sono: o questi si rimangiano ste promesse (e ne sarebbero capacissimi, salvo additare improbabili complotti) oppure ci andiamo a schiantare contro un muro. E scusate se c'è gente per cui 2+2 continua a far 4 anche quando tutto il mondo attorno a te dice 5.
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  2. marco-veruggio 8 mesi fa
    Fa come ha fatto dopo il referendum costituzionale, quando confindustria prevedeva il crollo del Pil e decine di migliaia di licenziamenti e tutti davano lo spread alle stelle se avesse vinto il no. Quello è stato il tram pino di lancio per chi oggi governa. Jacopo fa bene a ricordare il passato
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  3. gmajorino 8 mesi fa
    E se ci fosse una terza via? Visto che l'economia e le altre scienze sociali hanno il dono della scarsa prevedibilita', si potrebbe ipotizzare che ci sara' un mezzo disastro e un mezzo successo, ben ,caoticamente, mescolati. E allora i 5 Stelle con la loro innovativita'( meglio anche sconsideratezza), potrebbero inventarsi schemi nuovi per la gente( ben protetti a destra dalla cupa reattivita' salviniana). Tutto stando all' assoluta mancanza creativa delle opposizioni...
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  4. alec84 8 mesi fa
    Veruggio, in quel caso era palesemente un argomento da campagna elettorale, quasi un ricatto (im)morale. Portato avanti da qualcuno evidentemente anche molto mal consigliato: non si convince la gente con minacce. La riforma costituzionale avrebbe snellito un po' i processi decisionali del ns Paese ma molto sarebbe dipeso dalla sua effettiva applicazione. Qui si parla della volontà di fare spesa pubblica allegra in un Paese super indebitato, che paga tassi sul debito relativamente bassi grazie alla disciplina sui conti impostagli dall'Europa. Rifuggendo questa disciplina, i potenziali acquirenti del nostro debito (aka "mercati") si fideranno di meno e chiederanno una maggiore retribuzione del rischio, che si tradurrà (come già avvenuto nel recentissimo passato) in miliardi di euro di interessi in più da pagare. Ogni anno con +100 di spread rispetto a quello prima (io poi preferisco guardare i rendimenti, lo spread è come pesarsi al mattino per vedere quanto pesi più del tuo vicino...chettefrega del vicino? Pesati tu!), contando che rinnoviamo il ns debito a botte di 400 mld euro con età media del debito tra 5 e 7 anni, vuol dire che ci carichiamo uno zainetto di 4 mld di interessi all'anno in più, per 5-7 anni. 500 euro per ogni italiano, per capirci. Più il debito nuovo che via via creiamo. I 15 mld di debito in più di questa puerile sfida non all'Europa ma al futuro costeranno altre centinaia di M€ ogni anno. In questi numeri c'è sanità in meno, investimenti in meno, scuola pubblica in meno. Tutto per mandare in pensione la gente purché sia e per creare sostegni al reddito troppo forti che scoraggiano il lavoro o incoraggiano quello nero.
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  5. dionysos41 8 mesi fa
    Riflessione argomentata. Ma che non toglie le paure. Come a dire: siamo sul filo del rasoio. Una cosa è certa, ed è ben ragionata: non si sottovaluti il consenso. E' con questo consenso che un'opposizione, se c'è, deve fare i conti, più che i gialloverdi.
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  6. dionysos41 8 mesi fa
    alec84, non fai che confermare le mie paure: ma, come scrive Jacopo, con tempi lunghi. Il che non è detto che sia meglio della catastrofe. Potrebbe perfino essere peggio. Nel senso che la catastrofe con il tempo s'ingigantisce. Che ne dici, Jacopo?
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  7. cantelmo19 8 mesi fa
    noto che qui son tutti preoccupati dello spread e dei debiti ma..... della gente povera importa a qualcuno oppure a prevalere è il classico "chi se ne frega, tanto io sto bene lo stesso" ? Vi informo: esiste una maggioranza di persone che vive con i quattrini contati e si arrangia con le poche giornate ricavate da qualche agenzia interinale sempre più simile al caporalato. A queste persone che han nulla da perdere, il debito pubblico non andrà ad incidere su una situazione che peggio di così non può essere.
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  8. gianmario-nava 8 mesi fa
    La metta così: c'è chi (s)ragiona di pancia ed ha paura dei negri e chi ragiona di testa ed ha paura della trappola della miseria che si nasconde dietro ogni nuovo euro di debito. Non è che ci sono paure giustificabili con scorno dei partiti che non le hanno comprese ed altre ingiustificabili seppure comprensibilissime da parte di chiunque. Certo che governeranno trent'anni, perchè mentre mezza Italia dilapida risorse una altra mezza si danna per generarle. Se il differenziale a favore della dilapidazione non è enorme, non lo è per merito dei dilapidatori che si trattengono ma dei produttori che sono più produttivi della Baviera. Sono arcistufo di sentirmi dire che se ragiono e faccio i conti con le cose vere non capisco la pancia del popolo e che se rappresento le mie paure non ragiono e non faccio i conti con la forza devastante dei cialtroni!
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  9. gianmario-nava 8 mesi fa
    Per cantelmo: qui sono tutti preoccupati del debito che aumenta perchè sarà la povera gente che ne patirà di più! Se uno non produce quasi nulla (per demerito o sfiga non importa) non è che se ha una carta di credito in mano è più ricco, visto che comunque i soldi che spende dovrà restituirli. Alla fine sarà solo più indebitato. Non una parola in questa manovra è spesa su formazione, competenze, sostegno alla mobilità professionale, incontro domanda e offerta di lavoro, sostegno alla creazione di posti di lavoro VERI, ecc. Ho sentito invece di un grande fratello che controllerà come spendi i soldi della carità di stato. Davvero pensi che da tutto questo ne uscirà qualcosa che aumenti dignità, capacità e competenza della povera gente?
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