Assunzioni illegittime e poca trasparenza: Minenna scrive a Virginia Raggi

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6 Settembre 2016

Una lettera per revocare il proprio parere positivo su tutte le assunzioni fatte secondo l’art. 90 del Tuel dal comune di Roma. Porta la data del 31 agosto, l’ultimo atto firmato dall’ex assessore al bilancio di Roma Capitale Marcello Minenna e, più di tanti retroscena, spiega bene i motivi dello scontro con la sindaca Virginia Raggi, che hanno portato poi alle dimissioni dell’ex assessore e del capogabinetto Carla Romana Raineri.

 Secondo Minenna, prima di avvalersi di professionalità esterne, che comportano “un onere ulteriore a carico del comune di Roma”, per una questione di “trasparenza”, l’amministrazione avrebbe dovuto fare una ricognizione disponibile fra le risorse interne. Cosa che non sarebbe avvenuta soprattutto nel caso di Salvatore Romeo, il dipendente comunale, messosi in aspettativa dal suo incarico e riassunto, sempre dal comune di Roma, con un contratto a tempo determinato, per andare ad occupare la posizione di capo segreteria (con uno stipendio triplicato), senza che nella delibera di assunzione fosse menzionato il suo status di dipendente comunale.

La questione sulla posizione di Romeo sarebbe stata posta più volte da Minenna e dalla magistrata Raineri a Virginia Raggi. Ma la sindaca invece di impugnare le delibere sospette, ha chiesto un parere all’Anac sulla sola posizione della Raineri. Da qui, sarebbe nata la decisione di Minenna di revocare il proprio voto favorevole su tutte le delibere (come scritto nella lettera che riportiamo di seguito), prima di rassegnare le dimissioni da assessore capitolino, anche per cautelarsi di fronte ad una possibile azione giudiziaria.

“La presente per comunicare che devono intendersi revocati – afferma Minenna nella sua lettera, che riporta nell’oggetto “Assunzioni ex art. 90 TUEL” – tutti i pareri favorevoli da me manifestati a tutte le assunzioni effettuate da Roma Capitale ai sensi del art. 90 Tuel dall’ininizio dell’insediamento della sindaca Virginia Raggi. E cio’ in quanto in esse difetta qualsivoglia motivazione circa la necessità di assumere personale esterno che costituisce pur sempre un onere ulteriore a carico del bilancio di Roma”.

“Un simile onere – prosegue Minenna – va infatti adeguatamente giustificato, posto che l’elemento fiduciario non può prescindere da un’oggettiva valutazione del curriculum vitae del soggetto preso in considerazione e della idoneità a svolgere particolari servizi in favore del soggetto chiamante non altrimenti rintracciabili fra le risorse di cui dispone l’ente; quanto precede anche in ossequio al fondamentale principio di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione”.

“Deve intendersi – conclude Minenna – revocato il mio voto favorevole reso in occasione della deliberazione n.19 del 9 agosto u.s. per la posizione del dott. Salvatore Romeo attesa l’intrinseca illeggitimità dell’atto, posto che trattasi di dipendente già assunto con contratto pubblicistico a tempo indeterminato dall’amministrazione capitolina, status che non è stato reso noto nelle motivazioni della delibera”.

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CAT: Partiti e politici, Roma

Un commento

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  1. giovanni-turano 4 anni fa

    Comunque, al di là del passo formale che sicuramente avrà il suo valore, un atto che sostiene di “revocare il parere favorevole” già dato e ridato è abbastanza singolare dal punto di vista del buon senso comune. O sono io che non lo capisco?

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