Le scuse di Luigi Di Maio, quando la toppa è peggio del buco

8 Settembre 2016

Per tutta la giornata di ieri ha tenuto banco lo scambio di mail e sms fra la deputata Paola Taverna e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, il quale sarebbe stato informato dell’indagine a carico dell’assessore Paola Muraro, senza farne menzione al resto del direttorio del Movimento 5 Stelle. La deputata Taverna, in un post su Facebook, ha smentito di aver passato alla stampa le mail incriminate, “sono pronta a querelare chiunque lo affermi”, mentre Di Maio, intervenendo dal palco di Nettuno, dove si trovava insieme a Beppe Grillo, ha chiesto scusa a tutto il popolo del Movimento 5 Stelle: “Ho sottovalutato il contenuto della mail che mi era stata inviata e sono qui a dirvelo negli occhi”.

Ad indurlo in errore, come ha detto nel suo intervento, sarebbero state le “14 denunce che l’ex amministratore delegato di Ama (Daniele Fortini ndr ) ha fatto al nostro assessore all’ambiente (Paola Muraro ndr)”, secondo uno schema consolidato, soprattutto nei comuni amministrati dai 5 Stelle: “uno del Pd denuncia, l’assessore risulta indagato”. Le parole di Di Maio conquistano il consenso del pubblico, che applaude, ma da dove il vicepresidente della Camera abbia ricavato questa informazione è un vero mistero.

Che durante la gestione di Daniele Fortini, entrato in Ama nel gennaio 2014, fossero stati prodotti “14 esposti-denuncia presentati all’Autorità Giudiziaria su bandi e/o gare delle precedenti gestioni” era infatti una notizia di pubblico dominio, ricavabile anche dalla lettera di dimissioni del Cda del 22 giugno 2016, ancora presente sul sito dell’Ama. Oltretutto, lo stesso Fortini ne aveva parlato anche due giorni prima nell’aula bunker di Rebibbia, durante l’udienza del processo Mafia Capitale, dove era stato chiamato in veste di testimone.

Siamo al 20 giugno e Virginia Raggi da poche ore ha trionfato sul suo sfidante Roberto Giachetti, diventando sindaca di Roma. La squadra che l’avrebbe accompagnata in Campidoglio non è ancora stata ultimata, ma che Paola Muraro sarebbe divenuta l’assessora all’ambiente era noto solo dal 17 giugno, quando Virginia Raggi la presentò dal palco di Ostia al popolo dei 5 Stelle come “una che sa dove mettere le mani in Ama”.

Prendendo per buona la versione di Luigi Di Maio, quindi, questa intensa attività inquisitoria, avviata da Fortini esclusivamente per penalizzare il Movimento 5 Stelle ed in particolare l’assessora Paola Muraro, sarebbe avvenuta in un lasso di tempo stimabile in meno di tre giorni, fra le ore 19 del 17 giugno, mentre la Raggi presenta la Muraro, e il lunedì successivo, quando Fortini siede di fronte ai giudici della X sezione penale. Un vero e proprio tour de force di 48 ore, fra sabato 18 e domenica 19 giugno, che prefigurerebbe per l’ex amministratore di Ama, più della sete di vendetta politica, un disturbo compulsivo ossessivo ai limiti dello stalking.

 

lettera ama

TAG: AMA, beppe grillo, daniele fortini, Luigi Di Maio, movimento 5 stelle, VIRGINIA RAGGI
CAT: Partiti e politici, Roma

3 Commenti

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  1. evoque 4 anni fa
    Di Maio è un furbo, anzi un furbastro, come ha sintetizzato efficacemente De Luca. Ma non è detto che sia anche intelligente.
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    1. alding 4 anni fa
      ... e soprattutto è - con ogni probabilità - un disonesto che gira le carte in tavola per salvarsi la reputazione da bravo ragazzo con un futuro da premier ...
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      1. evoque 4 anni fa
        Un po' come Grillo, il quale tira fuori la balla dei "poteri forti contro" per nascondere la nullità dei suoi "politici".
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