Governo

Il ministro Valditara e il Prodigioso Spaghetto Volante

6 Gennaio 2026

In un Paese laico nessuno, assumendo un incarico politico, dovrebbe giurare su un testo religioso. Se invece lo si fa, per tradizione, non si può impedire che ognuno giuri sul proprio testo sacro: i cristiani sulla Bibbia, nella traduzione che preferiscono, i musulmani sul Corano, i pastafariani sul Vangelo del Prodigioso Spaghetto Volante. Per cui c’è davvero poco da dire sul giuramento sul Corano di Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York, tanto più che la Costituzione degli Stati Uniti afferma che “nessuna prova di fede religiosa sarà mai richiesta come requisito per qualsiasi ufficio o incarico pubblico alle dipendenze degli Stati Uniti” (no religious Test shall ever be required as a Qualification to any Office or public Trust under the United States)1.

Non così per il ministro Valditara, che pur essendo un giurista sembra ignorare la Costituzione degli Stati Uniti e si scandalizza del fatto che il gesto di Mamdani non scandalizzi nessuno. Se giura sul Corano, evidentemente il sindaco di New York vorrà ispirare la sua azione politica al Corano. Con la stessa logica, bisogna pensare che chi giura sulla Bibbia ispirerà la sua azione politica alla Bibbia. E c’è da chiedersi, con qualche fondata preoccupazione, su quale passo della Bibbia la fonderà. Su quel passo dell’Esodo che fornisce chiare indicazioni su come vendere la propria figlia come schiava (Esodo, 21, 7-11) o su quello del Deuteronomio che prescrive la lapidazione per i figli che non ubbidiscono ai genitori (Deuteronomio, 21, 18-21)? Considerati i tempi che stiamo vivendo, più probabilmente si ispirerà a quel passo del libro dei Numeri in cui Mosè ordina di uccidere dei bambini (“Ora uccidere ogni maschio tra i bambini e ogni donna che si sia unita con un uomo”: Numeri 31, 17).

Non so quale edizione della Bibbia abbia Valditara. Dev’essere, diciamo così, una traduzione creativa, perché il nostro ministro del merito vi legge un bel po’ di cose belle e giuste; anzi: tutte le cose belle e giuste. Dobbiamo alla Bibbia perfino la prima affermazione della laicità delle istituzioni – ed evidentemente i papi la Bibbia l’hanno capita male per secoli, se ancora papa Pio IX condannava nel Sillabo, tra tante altre cose che sono il fondamento degli Stati democratici, l’affermazione che “È da separarsi la Chiesa dallo Stato, e lo Stato dalla Chiesa”2. Per Valditara dobbiamo perfino alla Bibbia, un libro che gronda sangue, l’affermazione del valore universale della pace.

C’è, nella fantasiosa visione storica del ministro, una continuità tra Atene, Roma e Gerusalemme e la moderna concezione dei diritti civili e umani. Ipazia non è mai stata fatta a pezzi dai cristiani, e con lei i templi dell’antichità; Giordano Bruno e Giulio Cesare Vanini sono morti di vecchiaia; Spinoza non è mai stato scomunicato in sinagoga, e nemmeno Uriel da Costa. E Jean Meslier fece stampare il suo Mémoire in centinaia di copie e la regalò ai suoi parrocchiani dopo la messa della domenica.

Tutte quelle libertà – di interpretazione del testo sacro, di critica, di pensiero, di parola – che l’Occidente ha conquistato contro la Chiesa e a costo della sofferenza e della vita stessa di migliaia di persone, diventano ora, d’un tratto, conquiste dovute alla Chiesa e alle nostre radici cristiane. Una visione falsa, mistificante e violenta della storia dell’Occidente che per opera di Valditara e di questo governo diventerà la narrazione ufficiale delle scuole italiane; una storia “che fonda in definitiva la consapevolezza di una identità, di radici, e di una memoria”, e che va contrapposta alla “anonima ‘storia globale'”. E c’è da capirlo. Uno convinto che l’Occidente sia la culla di tutti i valori democratici deve stare bene alla larga, ad esempio, dagli Editti di Aśoka, il grande imperatore buddhista che nel III secolo avanti Cristo affermò il principio della tolleranza e del rispetto verso ogni forma di religione ed eresia. “Si deve sempre rispetto alle religioni altrui. Agendo in questo modo si esalta la propria religione e non si fa offesa alle altre; agendo diversamente si fa ingiuria alla propria religione e alle altre”, si legge nell’editto XII3.

C’è da chiedersi se chi ragiona come Valditara in effetti, facendo ingiuria all’Islam, non faccia ingiuria anche alla propria religione. Certo molti cattolici sono a disagio con questa visione, che rappresenta un passo indietro anche rispetto ai progressi fatti con il Concilio Vaticano II. Ma intanto da questo governo arrivano soldi – e tanti; da ultimo perfino l’esenzione dal pagamento dell’IMU – per le scuole paritarie, molte delle quali cattoliche: e dunque va bene così. Il sillogismo funziona: se il cristianesimo è la radice della nostra civiltà, e anche di tutti i valori laici, allora finanziare le scuole cattoliche è cosa buona e giusta per la nostra democrazia e non minaccia la laicità. C’è però un problema. La nostra Costituzione, che per Valditara è uno dei tanti esiti della nostra civiltà cristiana e cattolica, afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione anche di religione (art. 3), e che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” (art. 8). Questo vuol dire che, se è accettabile che lo Stato finanzi le scuole paritarie religiose, non si potrà negare il diritto al finanziamento alle scuole di qualsiasi religione o confessione religiose: bisognerà finanziare le scuole islamiche, ma anche quelle di Scientology. Io non vedo l’ora di iscrivere mio figlio alla scuola paritaria “San Prodigioso Spaghetto Volante”.

 

 


3 Gli editti di Aśoka, a cura di Giovanni Pugliese Carratelli, Adelphi, Milano 2003, p. 64.

Nell’immagine: Touched by His Noodly Appendage, parodia della Creazione di Adamo di Michelangelo. Pubblico dominio.

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