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Partiti e politici

La mossa del cavallo dei Matteo: Draghi al Quirinale e Casini premier

di redazione
21 Gennaio 2022

Gira di tutto in queste ore. Ecco perché qualsiasi scenario va preso con le pinze. C’è però  un signore che viene evocato da tutti: gialli, rossi, verdi, azzurri. Si  chiama Pier Ferdinando Casini, classe ’55, bolognese, cresciuto alla scuola democristiana di Arnaldo Forlani, in Parlamento da circa 40 anni, prima con la Balena Bianca, poi con il cespuglio Ccd ancorato nel centrodestra berlusconiano, infine da indipendente eletto con il Pd. Casini è più che silente, scomparso dai radar, si tiene a debita da distanza da tutti. Tuttavia deputati e senatori di ogni ordine e grado assicurano: «Pier è in campo». Per il Quirinale? Certamente, potendo vantare nel lungo curriculum  l’esperienza da presidente della Camera, carica istituzionale che è sempre stata premiante per la corsa al Colle.  Casini è un’opzione caldeggiata da Matteo Renzi, non disprezzata dal Pd che lo ha comunque candidato nel 2018 nel collegio di Bologna, tutto sommato gradita a Matteo Salvini, presa in considerazione dai molteplici parlamentari dei 5Stelle che non saranno ricandidati o che  non saranno eletti. E infine auspicata da quel pezzo di Forza Italia che non desidera morire sovranista. Eppure non c’è solo il Quirinale. C’è infatti un altro scenario che sta prendendo forma nelle ultimissime ore: se Draghi andasse al Quirinale Casini potrebbe essere indicato dalla politica come presidente del Consiglio. L’allievo di Forlani conosce il Parlamento, non lo snobberebbe, come alcuni accusano Draghi. Oltretutto avrebbe le caratteristiche per tenere insieme una maggioranza larga e riottosa che sarebbe più concentrata sulla campagna elettorale – amministrative, referendum sulla giustizia, regionali in Sicilia – che sull’azione di governo. «Chi si metterebbe a dire di no o a fare i capricci con uno come Pier?». Uno scenario che arricchirebbe il lungo cv di Pierfurby che a quel punto avrebbe garantito un altro giro in Senato e sarebbe in pole position fra sette anni per il Colle. Why not?

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