estraneità al mondo esterno

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3 novembre 2019

La contrapposizione tra il nostro vivere più o meno felice in quell’oasi che chiamiamo Mondo occidentale (USA,Europa e qualcun’altro che più o meno si affaccia) comporta una bella e ed efficace chiusura alla situazione fuori controllo e soprattutto di imprevidibilità di un caos esterno che riguarda il cosiddetto Terzo Mondo. Terzo Mondo che negli anni delle fiorenti(e mitiche) certezze di una trasformazione, appariva ,proprio per via dei processi di decolonizzazione ed emancipazione, come la via maestra di quel “sol dell’avvenire” che entusiasmava giovani esultanti e vecchi militanti,rinvigoriti. Ora quel Terzo Mondo è in preda ad un caos talmente incontrollabile e soprattutto quindi imprevedibile, che addirittura ci si lamenta che proprio l’USA (uno degli antichi terribili guardiani dell’oppressione internazionale) ritiri le sue truppe da questi luoghi caotici. Ma questa situazione esterna alla nostra beata oasi occidentale, la teniamo, accuratamente, fuori dalla porta di una presa di coscienza profonda, quindi suscitatrice di ansie e depressioni. E’ vero che siamo un po’ (solo un po’…)informati da quello che avviene qua o là per il mondo. Ma le buone regole domestiche impongono di non preoccuparsi eccessivamente se i vicini litigano (a meno che poi qualche marito strangoli la moglie e qualche madre butti un bambino dalla finestra). I nostri meccanismi psicologici, quelli che denominiamo di negazione, sono strumenti potenti,probabilmente forgiati in millenni di evoluzione e che permettono di vivere quotidianamente tra microedonismi e fobie nascoste .E allora per me pendolare che mi schiaccio nel treno mattiniero, quale peso potrebbero avere mondi lontani in preda alle fiamme, quando devo far fronte al capoufficio rompiscatole,alla partner o al partner che mi insulta in nome dei suoi (per me)capricci, ai figli dei quali non conosco ( e quindi temo) vite esterne e addirittura ai dispiaceri di una squadra di calcio che non fa che incassare goal? Ma quel Terzo Mondo ha più o meno consapevolmente molti conti da regolare con noi, antichi e attuali sfruttatori. E usa il proprio caos per contagiarci. E’ assurdo pensare che l’Isis e il terrorismo,per esempio, siano il frutto di una banda di mentecatti. Data l’estensione di questi fenomeni ,non possiamo pensare ad una psicosi collettiva tipo quella che si vede nei film sui Zombi. Sono macrofenomeni sociologici nei quali la molteplicità delle variabili in gioco è ancora completamente sconosciuta ( noi psicologi a livello di spiegazioni scientifiche siamo messi male ma i nostri cugini sociologi stanno molto peggio di noi,per non parlare degli economisti ecc.!). Poiché questa fenomenologia caotica del Terzo Mondo batte alla nostra porta, c’è chi pensa di utilizzarla per acquisire consensi politici. Così ci dice: non pensare a queste cose, ci penso io. Tralasciando riferimenti nostrani (ormai così noiosamente ripetitivi), basti pensare che anche tutta l’impostazione di Trump agisce proprio in questo senso:ripieghiamoci su noi stessi, tagliamo i legami con il mondo esterno.E’un interessante esempio di narcisismo politico che agisce con il proposito di negare l’esistenza di ciò che c’è oltre la mia porta,che devo tenere ben chiusa. Solo che, come i succitati Zombi, questi battono sempre più insistentemente,e con impeto, proprio alla nostra porta.

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CAT: Psicologia

2 Commenti

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  1. ferdy 1 settimana fa
    Per quanto se ne possa parlare,non sembra ci sia uscita..
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  2. massimo-crispi 1 settimana fa
    Infatti, questo fa parte dell'atteggiamento della semplificazione che caratterizza l'attuale società: niente complicazioni, di nessuna sorta.
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