L'architettura e noi

Così le citta son diventate labirinti

di Cristoforo Bono 28 Marzo 2026

La piazza e la villa sono due tipologie storiche non attuali. L’architettura, vista nel rapporto storia-progetto non ha più presa, occorre andare oltre, o più indietro, o fuori. Occorre ripartire dal mito: o ritrovarlo. Lo scopo ultimo è la sapienza.  La conurbazione moderna, oltre che indistinta, si è fatta labirintica. E il labirinto, che ostacola il cammino, è al tempo stesso una strada.

“Il segreto ultimo del mito è insegnarti come penetrare nel labirinto della vita in modo tale che i suoi valori spirituali vengano alla luce.” (Joseph Campbell)
Allora andare fuori vuol dire uscir fuori; e piazza e villa non sono soltanto tipologie, ma punti di arrivo: e la progettazione non è solo composizione, ma percorso. Se è vero che la piazza è la scrittura della città, si tratta di convertire gli incerti segni della conurbazione in significati, in forme d’uso, traducendo l’incerto in forma.

Non potremo mai più recuperare il nativo sviluppo per cui la piazza è al centro: la piazza ha per sempre perso la sua funzione centrale, in forza di una funzione eccentrica, disarticolata.  Articolare la disarticolazione è la funzione oggi della piazza.

E la villa?
La villa è stata un grande fatto ordinatore, e quindi il richiamo al suo proprio ordine può incidere sulla struttura urbana. La piazza è un progetto per parti, la villa è un progetto unitario (anche quando è prodotto di successive addizioni): piazza e villa sono due matrici di riassetto urbano.

 

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