La facciata della Basilica di San Pietro a Roma

L'architettura e noi

La facciata di San Pietro, uno dei più clamorosi errori della storia dell’architettura

di Cristoforo Bono 30 Agosto 2025

Quante volte vediamo la facciata della basilica di San Pietro. E quante volte non vediamo per intero la cupola michelangiolesca, nascosta appunto dalla facciata stessa. In effetti, la facciata dovuta al Maderno (1556 – 1629) è uno dei più grandi errori storico-architettonici. Conseguente anche alla volontà della Curia di trasformare la primigenia idea della chiesa a pianta centrale (Bramante, Raffaello) in basilica.

Lasciamo al proposito parlare Cesare Brandi (Disegno dell’architettura italiana), che meglio di noi descrive la cosa:

“Il Maderno fu un ottimo artigiano, ma ebbe pesi più grandi di lui, come quello di continuare San Pietro, stravolgendo la suprema premessa michelangiolesca. Il sordo Papa Paolo V, riprendendo una idea di chiesa basilicale, che in realtà non era mai morta, fin dal tempo di Bramante e di Raffaello, e con la resistenza cieca di una parte della Curia, che non voleva l’abbattimento della navata costantiniana, decise di punto in bianco di aggiungere ben tre campate e annullare la croce greca, portando, oltre al resto, un’offesa irrimediabile alla cupola che, dall’esterno, doveva essere vista in pieno, e non tagliata, dalla facciata. Ma il Maderno, pur cercando fare il minor danno, concepì una facciata a diga, che riempiva gli intercolumni del pronao tetrastilo pensato da Michelangiolo e in più l’estendeva, riportandolo tutto su un piano, fino a poter contenere, agli estremi, due malaugurati campanili, che avrebbero finito per distruggere completamente la visione della cupola.
La facciata è uno sbarramento, una barricata amorfa, che fortunatamente il Bernini riuscì a cauterizzare, con la stupenda trovata del portico della piazza, che allontana dalla facciata e restituisce un habitat alla cupola”.

Insomma: tutto è criticabile, la storia è tra di noi.

 

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