La parolaccia della settimana

La parolaccia della settimana: Sì!

di Massimo Crispi 4 Marzo 2026

La parolaccia della settimana è un monosillabo assai abusato, in questi giorni, una parola brevissima dal valore affermativo: SÍ.

Perfino a Sanremo vince il SÍ.

Sembra che il matrimonio, ma quello vero, quello benedetto da Santa Romana Chiesa, sia la soluzion di tutti i mali. Così proclama Sal Da Vinci, tutto il contrario di Santa Raffaella, che cantava “E se ti lascia lo sai che si fa? Trovi un altro più bello che problemi non ha”. Ma gli anni 70 erano scandalosi e liberi. Oggi siamo assai più bigotti.

Oggi basta dire un sì e si vince Sanremo, e poi, diciamolo chiaramente, “sì” sembra essere sempre la parolina magica che apre le porte; alcune, ameno. D’altronde, diceva Mae West: “I only have ‘yes’ men around me. Who needs ‘no’ men?” ossia “Mi circondano solo uomini che dicono sempre di sì. Chi ha bisogno di uomini che dicono di no?”

“Per sempre sì” ha sbancato tutto, la canzone s’è presa il premio, consacrando Sal Da Vinci nell’Olimpo della Riviera di Ponente e, se gli spostano i tour d’oltremare con Fausto Leali, potrà pure partecipare all’Eurofestival, portando alto il nome della penisola, sempre che ci arriviamo all’Eurofestival, visto come sta andando il mondo.

In Italia tutti, in effetti, sembrano apprezzare il sì. D’altro canto lo diceva pure Dante, canto XXXIII dell’Inferno, al verso 80: «del bel paese là dove ‘l sì suona», dove sì non è riflessivo, nel senso che “si suona, si fa sempre musica”. Oddio, forse anche questo, nelle strade di Napoli e Palermo, il genere neomelodico imperversa, auto sfrecciano notte e dì colle radio a tutto volume (sentono pure dalla Luna) obbligando l’universo, anche chi non vuole ascoltare, alla risonanza ingombrante di Gigi D’Alessio, quando va bene, o sennò altri cantori locali che però cantano in napoletano. Ricordo, anni fa, per mostrare quanto io sia un’anticaglia, che andava forte la versione pertenopea di Barbie Girl, degli Aqua, mattina e sera e sera e mattina. La versione nostrana, cantata da Salvo Nicolosi, bravissimo, però araccontava tutta un’altra storia: la girl in questione era una bambina capricciosa, una piccola peste che, tra i tanti capricci, oltre a rompere telefonini, telecomandi e tante altre cose, voleva la cioccolata; il papà gliela compra ma la bambina gli sporca gli abiti nuovi di cioccolata, appunto. Era uno spasso, va detto.

Eccola:

Quella, oggi, probabilmente avrebbe vinto Sanremo. Ma “Per sempre sì” è un’altra storia, vi si magnifica la monogamia, e, per carità, per le persone a cui va bene, perché no? Ma se le cose non andassero, in seguito, tanto bene? Se lui allunga le mani su di lei, per esempio, e non per farle carezze? Può darsi che lei continui a dire sempre sì, per tenerlo buono, ma non è una bella cosa, bisogna ammetterlo. Oppure che quel sì detto una volta, senza magari conoscere una doppia vita del suo marito, magari fatta di menzogne, di qualsiasi tipo, avete la scelta che le cronache riportano in abbondanza, e immaginarvene altre, sia stato quanto meno imprudente. La cosa, in epoca di parità di sessi (si fa per dire), può riguardare anche le signore e allora anche lui potrebbe pentirsi di aver detto “per sempre sì”. Come diceva Pitagora, almeno così riportano, chissà se è vero, “sì e no sono le parole più brevi e più antiche ma sono quelle che richiedono maggior riflessione”. Ah, la saggezza del mondo antico, sempre se volessimo credere che l’abbia detto Pitagora, come tante altre cose, tipo la “tavola pitagorica” che non è per niente di Pitagora, vi propongo una lettura edificante:

https://matematica.unibocconi.eu/articoli/la-tavola-pitagorica

Quanti miti cadono…

Dice Sal Da Vinci, intervistato da Napoli Today che “chi l’ha dura la vince” almeno così riporta il giornale. Un residuo di celodurismo italico, assai di moda negli anni 90 del secolo passato, dove tutti i leghisti facevano a gara a chi ce l’aveva più dura. Una durezza fittizia, ormai se ne sono accorti tutti, e non c’è viagra che tenga.

www.napolitoday.it/attualita/sal-da-vinci-eurovision-geolier.html

Per chi volesse verificare…

Ce lo ricorda Totò, napoletano come Sal Da Vinci, che la contessa era duretta, e oggi è molla:

 

Dopo la vittoria in Riviera e le polemiche che ci sono state, tra carri trionfali e coppe, arriva, udite, udite, perfino la voce del Vaticano. Nientedimeno. Il Vaticano che prende posizione sulla canzone vincitrice di Sanremo, forse perché San Remo era un santo, chi lo sa. Questa vittoria ha il sapore di un’altra vittoria, quella di Povia (c’è qualcuno che se lo ricorda?), secondo posto, Sanremo 2009, con la canzone Luca era gay. Tutti esultarono perché finalmente si aveva il coraggio di raccontare una storia al contrario, puro opportunismo, per farsi notare, un po’ come il Vannacci, anche quello fa parte del circo.

In quest’articolo straordinario che vi presento si fa l’esegesi del testo di “Per sempre sì”, magnificando i valori che trasmette la canzone vincitrice, i quali corrisponderebbero a quelli della dottrina cristiana.

Poi giudicherete voi se siamo un paese sottosviluppato o no, ma, d’altro canto, quando la triade da tener presente è diopatriaeffamiglia, anche da parte di chi, tra i politici fautori della triade, ha tante famiglie e nessuna è, diciamo così, regolare, anche perché la realtà di oggi è fatta così, vuoi o non vuoi… Che ci volete fare?

Ecco il capolavoro del Vaticano, a firma di Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, mica nessuno:

https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/san-remo-per-sempre-si-poetica-una-caro-stagliano.html

Succede che il sì susciti sempre entusiasmi.

Il mondo va a pezzi, d’altro canto, proprio perché qualcuno, il rimbambiondo d’oltremare, non facciamo nomi, anche perché nominarlo sembra porti sfiga, secondo le ultime tendenze, vorrebbe che gli dicessero sempre sì, come fa Giorgina cara, e tanti altri che amano la buona educazione: dire sempre di sì ti apre tutte le porte. Però qualcuno gli dice di no, non dei nostri, noi no, noi conosciamo la buona educazione. E chi gli dice no ha la peggio: in America Latina stanno avendo seri problemi, così come in Medio Oriente. Dire “per sempre sì” sembra avere i suoi vantaggi, almeno finché c’è il rimbambiondo, vantaggi per lui, naturalmente. Ma tutto ha un inizio e una fine, il “sempre” non esiste, e anche per il sottoilciuffobiondoniente l’eternità è irrealizabile.

Voi mi direte che io sono esagerato. Ma io vi predico, qui e adesso, che, in questo mese di fuoco, altrove fuoco autentico, in Italia di paglia, il nostro governo utilizzerà questa canzone vincitrice “Per sempre sì” per la sua propaganda referendaria. Questione di giorni. Tanto, il tutto ha l’inequivocabile sapore di tascio, e tascio di prima scelta, il nostro è uno dei governi più tasci in assoluto, tra felpe putiniane, sonounadonnamadrecristianaperdio!, spari veri a capodanno da parte di un politico fratelloditalia, e minchiate a raffica da parte di tutti, come i taxi del mare o “io sto col poliziotto” (in carcere?), per ricordarne una delle più recenti. Per questo la nostra rubrica “La parolaccia della settimana” è in difficoltà, certe volte, la raffica giornaliera di turpiloqui è travolgente.

Questione di giorni, lasciate passare lo choc dei bombardamenti in Iran, lasciate tornare i turisti bloccati sulle navi da crociera perché da Hormuz non si passa, e poi vedrete che al governo canteranno il brano festivaliero, o faranno cantare a Sal lo spot per il referendum sulla riforma della giustizia, votate per sempre sì. Nel frattempo noi abbiamo tanti di quegli obiettivi militari, le basi NATO e anche semplicemente usoniane, in bella mostra, pronte ad accogliere rappresaglie da chi ha detto no. Ma noi diciamo sempre sì a tutto, siamo gente educata.

 

 

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