Coronavirus: diario di una sfida. Giorno primo

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10 Marzo 2020

Lunedi 9 marzo- Ieri pomeriggio sono andata al Conad per comprare due cose. Ho trovato la fila fuori perchè facevano entrare pochi per volta. Dentro non avrebbero potuto esserci più di dieci persone. Qualcuno ha apprezzato. Qualcuno no. Mentre aspettavamo, anche rispettando le distanze, ho deciso a quel punto di prendere il carrello e fare un po’ di scorta….non è che domani poi mi rimetto in fila, ho pensato. Non avendo la moneta giusta ho avvisato che sarei andata in macchina a prenderla. “No, no, mi ha detto chi mi precedeva, …ecco le do io il gettone. Tanto ne ho altri”. Nel ringraziarlo ho detto una cosa a cui pensavo da tempo. Non è che questa emergenza stia ritirando fuori finalmente la nostra seppellita umanità e solidarietà?

Veniamo all’altra notte. Ho seguito fino a tardi l’imbarazzante vicenda della “fuga” ai giornali del Dpcm di Palazzo Chigi non ancora ufficializzato che tanto caos ha determinato.

Stamattina Conte in una intervista a Repubblica alla domanda: Quindi non è stato Palazzo Chigi a far trapelare quella bozza? ha così risposto:

“Assolutamente no. A tarda sera, quando la bozza è stata inviata – come prevede la legge – ai ministri e ai presidenti delle Regioni, ci siamo ritrovati con un paese che discuteva di misure provvisorie su cui io stesso mi ero riservato di effettuare definitive valutazioni. D’ora in poi adotteremo contromisure severe affinché situazioni del genere non si ripetano più. La riservatezza degli atti normativi in corso di formazione va tutelata al massimo grado”.

Massimiliano Coccia, collega giornalista serio e preparato e molto stimato, non solo da me, ha però ricostruito tutto…gli orari in cui ha dato notizia la Cnn, i giornali italiani e l’arrivo della bozza alle Regioni, e sulla sua pagina Facebook ha così commentato: “Oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che la colpa della fuga di notizie non è di Palazzo Chigi ma che attuerà un protocollo più rigoroso per evitare che accada di nuovo. E allora se non si sa chi è stato perché gli uffici dovrebbero attuare un protocollo ancora più rigoroso?”.

Poichè questa scorrettezza istituzionale non è la prima volta che accade, non è una cosa da lasciarsi dietro le spalle così facilmente.

Anche perchè tutto ciò ha determinato la grande fuga in massa dalla Lombardia.

Per fortuna alcuni presidenti di Regione, Emiliano soprattutto, hanno attivato un database on line in cui ognuno si è autosegnalato per poi mettersi in autoquarantena. Beh, fino a questa mattina i pugliesi registrati erano 9.362. Anche gli altri presidenti lo hanno fatto, ma non in maniera incisiva come il presidente della Puglia.

Un’amica oggi su facebook chiedeva: “Qualcuno e’ riuscito a mettersi in contatto con il numero della regione Lazio dove segnalarsi se negli ultimi 14 gg si e’ fatto ritorno dalle regioni/province indicate dal Dpcm di sabato? L’800 11 88 00”. “No, sempre occupato. Come il 1500”, le hanno risposto.

Disfunzioni e incertezza alimentano il virus.

Scrive Repubblica: “Della lunga notte in cui il governo ha deciso di sigillare il Nord resta soprattutto l’odore della tensione. Che fa commettere errori, tradire la parola data, procedere con l’andatura del gambero: due passi avanti, uno indietro, di nuovo avanti. L’obiettivo era chiudere tutto. Due bozze fatte circolare anzitempo spingono alla fuga verso Sud migliaia di persone, ma il blocco, comunque, inizia. E diventerà via via più stringente, con controlli a campione per chi circola”.

Intanto arriva la notizia che chi viola la quarantena rischia anche il carcere. Lo prevede la nuova direttiva inviata dal Viminale ai prefetti. Carceri che nel frattempo stanno esplodendo un po’ in tutta Italia.

Ma veniamo al virus.

La bella notizia è che a Whuan ce l’hanno fatta. Oggi i casi di infezione da coronavirus sono solo 32.

Da noi ieri pomeriggio il bollettino della Protezione Civile ci ha lasciato sconfortati. I malati sono 6.387. Si registra quindi un incremento di 1.326 persone rispetto a ieri e i morti 366. 133 in più. + 57% in un giorno. I guariti 33 e fanno 622.

Purtroppo per noi però, dai dati della Johns Hopkins University viene fuori che noi veniamo subito dopo la Cina, per numero di vittime e di contagi. Siamo secondi al mondo.

Commenta così l’accaduto di ieri lo scienziato Enrico Bucci, che ormai dovreste conoscere dal momento che l’altro giorno sono riuscita a intervistarlo: “La situazione nel maggior focolaio, quello lombardo, procede come atteso, con una crescita esponenziale senza limiti. Tuttavia, i morti stanno crescendo più velocemente dei ricoverati in terapia intensiva. Questo è uno degli effetti attesi dalla saturazione delle unità di terapia intensiva, con i medici costretti a scegliere chi intubare e chi no. Ricordatevelo, quando decidete di non seguire le indicazioni che da settimane sono date”.

Walter Ricciardi, membro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e consulente del governo italiano ieri ha dichiarato che le regioni “come il Lazio e Roma sono particolarmente a rischio. Nei prossimi giorni la Capitale sarà sicuramente interessata”.

Nonostante tutte queste brutte notizie la gente continua a comportarsi in maniera sbagliata. Ormai lo sanno tutti. Anche il New York Times che si chiede:

“Gli italiani sanno seguire le regole? Scrive il giornale d’oltreoceano in un lungo articolo, raccontando le ultime 48 ore del Paese, tra nuove misure del governo per contrastare i contagi da coronavirus e le fughe dalle zone rosse. Dopo la conferenza stampa terminata nel cuore della notte, “molti, fra cui Conte – scrive il Nyt -, hanno fatto appello agli italiani affinché respingessero la loro tendenza alla ‘furbizia’, la parola italiana per il tipo di astuzia o intelligenza utilizzata per arginare burocrazia e leggi scomode”.

Appelli ancora in qualche caso caduti nel vuoto, spiega ancora la testata, che rispolvera un famigerato studio a firma di Barzini per spiegare il comportamento della popolazione: «Nel classico studio di Luigi Barzini del 1964 sui suoi connazionali, “Gli italiani”, egli attribuì il valore della furbizia all’abitudine dell’Italia di essere conquistata e governata da una lunga serie di odiati stranieri, da Napoleone agli Asburgo. “Sotto la superficie gli italiani hanno inventato modi per sconfiggere le regole oppressive”, ha scritto Barzini. “Dato che non potevano proteggere la loro libertà nazionale nel campo di battaglia, hanno combattuto faticosamente per difendere la libertà dell’individuo e della sua famiglia, l’unica libertà che in ogni caso hanno compreso”». Le leggi – nota quindi il Nyt – «sono diventate un male necessario se non altro perché hanno fornito la gioia di eluderle. “Come si potrebbe eludere le leggi se non ce ne fossero?” ha scritto Barzini. Questo – sottolinea la testata – è esattamente il tipo di pensiero che il signor Conte ha invitato gli italiani a evitare». Un invito che, col passare delle ore e l’aumento dei contagi, gli italiani sembrano finalmente pronti a raccogliere.

Sempre da New York, scrive la mia amica e collega Angela Vitaliano: “in metropolitana, ogni tre minuti, sia in stazione che sul treno, l’annuncio ripete : lavatevi le mani per almeno 20 secondi o usate igienizzante. Starnutite nel gomito e se siete malati state a casa. Manteniamo New York sana tutti insieme”.

Vi lascio però in questo primo appuntamento con una buona notizia. Lo scrive Il Mattino: “Il Galilee Reasearch Istitute (Migal) di Israele ha annunciato di aver raggiunto «risultati scientifici» tali da poter «portare alla rapida creazione di un vaccino contro il coronavirus». Lo ha fatto sapere lo stesso Migal secondo cui «questa possibilità è stata identificata come sottoprodotto dello sviluppo di un vaccino contro l’Ibv (virus della bronchite infettiva), una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto stesso».

E’ chiaro così?

TAG: coronavirus, dati, Diario, enrico bucci, New York
CAT: salute e benessere

2 Commenti

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  1. evoque 7 mesi fa

    Sulla fuga di notizie ci si potrebbe chiedere: cui prodest. Io avrei anche un abbozzo di risposta. Sul vaccino – pare che tutti siano lì lì per scodellarlo – beh ci vorrà un bel po’ di tempo. Non lo dico io ma gli esperti del campo. Metro di NYC: una delle più lerce al mondo. Pochi giorni fa alcune persone malamente attrezzate, fornite di spruzzino e straccio – sempre quello – tentavano di pulire qui e là. Tutto molto professionale…

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  2. ferdy 7 mesi fa

    Ha da passà a nuttata.E io spero che me la cavo!

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