Caro Giacalone, il vaccino non può diventare un business

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6 Gennaio 2021

Questo tweet della Fondazione Luigi Einaudi, con una proposta portata avanti da Davide Giacalone per esempio, mi trova contrario e penso che una discussione sul perchè possa aprire un dibattito sul ruolo degli stati nell’economia dopo il Covid.

#quantivaccini
Vaccini gratis per tutti, ma chi vuole deve poter accedere anche a pagamento.
I canali di distribuzione siano pubblici e privati.
Devono #vaccinare24h
Queste le prossime iniziative della @fleinaudi con il nostro @DavideGiac , @RobertoBurioni , @carloalberto pic.twitter.com/JUCo6iZeju

— Fondazione Luigi Einaudi Onlus (@fleinaudi) January 4, 2021

Ne parlerò prima da un punto di vista ideale, passando poi all’aspetto puramente pratico.

Innanzitutto: come ci ricorda Mariana Mazzucato, gli Stati hanno investito e investono in nuove tecnologie. In un primo momento, quello più incerto dove pure i venture capitalist sono restii ad investire, proprio il pubblico è intervenuto finanziando i vaccini. Solo in un secondo momento, quando si è capito che il vaccino sarebbe andato in porto, sono intervenuti gli investitori privati. Non solo: le ricerche sottostanti la produzione del vaccino provengono, in larga parte, dalla ricerca pubblica. Lo Stato ha un ruolo fondamentale nella produzione del vaccino. Perchè allora dovrebbe lasciare che il privato se ne appropri?

E qui arriviamo al vero punto teorico. La somministrazione di un vaccino è una questione estremamente complessa. Perchè non si tratta di una semplice somma: uno non vale l’altro in questo caso. Vaccinare prima un tipo di persone o un altro ha delle conseguenze pesanti sull’andamento della pandemia e, ahinoi, sulle morti. Questo non vuol dire che la strategia dei governi sia quella ottimale. Ma sicuramente lasciare che il mercato allochi quelle risorse non è desiderabile, spiegando dopo il perchè.

Giacalone, nel video, cita come giustificazione teorica il fatto che io, da privato cittadino, posso rivolgermi alla sanità privata. Credo che qui però non sia chiara una cosa: un’operazione o una visita hanno dei risvolti personali o familiari; la vaccinazione sulla società. Per certi versi sì, il vaccino è un bene pubblico.

Si dirà, giustamente, che la proposta non è quella radicale, promossa da taluni economisti, di lasciare il vaccino in mano al mercato. Ma l’argomento, qui, regge ancora. Qualora, ed è un’ipotesi forte, dovessero esserci delle dosi in eccesso rispetto a quelle concordate, la miglior allocazione sarebbe garantita da un libero mercato dei vaccini?

Sinceramente: dubito. In primo luogo perchè lasciare che le case farmaceutiche vendano il vaccino al prezzo di mercato significa che gli acquirenti saranno, per loro natura, ricchi: poichè chiunque sarebbe disposto a pagare una cifra X per vaccinarsi, le case farmaceutiche non avrebbero alcun interesse a vendere il vaccino, in una situazione di scarsità, a un prezzo inferiore. Questo farebbe andare su il prezzo, di fatto garantendo un canale privilegiato per i più ricchi.

In secondo luogo possiamo chiederci, sempre nelle ipotesi di prima, se non sarebbe meglio allocare queste risorse ai paesi meno sviluppati? Come purtroppo stiamo costatando, solo un numero ristretto di paesi ha lanciato la campagna vaccinale. Questo permette al virus di diffondersi nei luoghi più poveri del pianeta, accumulando mutazioni che potrebbero rendere inefficace il vaccino, come quella sudafricana. Non sarebbe quindi più “utile” destinare il surplus a paesi più poveri?

Veniamo alla discussione pratica. E qui tutte le ipotesi cadono. Infatti il problema del vaccino sta proprio nella sua produzione. Oggi il Belgio ha dichiarato che riceverà la metà delle scorte previste. Non c’è alcun eccesso di produzione e anzi, la situazione sarà ancora dura, proprio perchè ancora oggi stiamo ragionando dal punto di vista occidentale, senza considerare il resto del mondo.

 

TAG: vaccino
CAT: Sanità

3 Commenti

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  1. davidegiacalone 11 mesi fa

    Mi colpisce che si possano non capire tre righe. Ha fatto caso alle prime parole? il vaccino resti gratis per tutti. Come fa a vendersi una cosa gratis? Nell’ordine: 1. i vaccini sono normalmente venduti e non è poi così complicato somministrarli: l’anno scorso ho comprato e fatto da solo l’antinfluenzale. 2. Questo è diverso perché prodotto anche con capitali privati (sul prima e dopo si sbagli, legga Gates), ma comprato dagli Stati. 3. Le dosi, al momento, sono assai più dei vaccini, quindi quel che si deve evitare è che restino nei frigoriferi. 4. Se un’impresa paga il medico del lavoro, se pago l’assistenza in un centro analisi (l’assistenza, non il vaccino), se si riuscirà a farli in farmacia 8sempre pagando l’assistenza e non il vaccino), meglio. 5. Accelerando si fa l’interesse di tutti, perché diminuisce la velocità di contagio. 6. Certo che prima si vaccinano i sanitari (e chi non lo vuole smette di farlo) e poi via a seguire, ma l’esperienza empirica ci dice che la velocità può ben essere aumentata senza togliere nulla ad altri (vedi Israele). 7. Purtroppo le lenti colorate d’ideologia e il supporre che “privato” sia speculazione o arricchimento è un problema serio, purtroppo non vaccinatile. Saluti.

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  2. mattia-marasti 11 mesi fa

    Rispondo a qualche punto: 1) nessuno ha mai detto esser difficile. Il punto è la strategia vaccinale. 2) prodotto coi capitali privati in un secondo momento. Nella prima fase, quella più incerta, i finanziamenti sono stati pubblici. Non solo: le tecnologie e le conoscenze sfruttate derivano, appunto, dalla ricerca pubblica. 3) “le dosi sono assai più dei vaccini”. Come? In realtà c’è una mancanza di vaccini, come detto qualche giorno fa anche dalla Pfizer; 5) in realtà è un po’ più complesso di così. Lo dico nel modo più semplice possibile: i nodi della rete non hanno tutti lo stesso peso. Per questo le dico che una strategia vaccinale deve essere implementata dal pubblico. 7) purtroppo mi sembra che si cada, qui, nel solito trucchetto. Non è ideologia, ma la difesa di una strategia di vaccinazione tenendo conto di argomenti, come il vaccino “bene pubblico”, che, tra l’altro, derivano dalla teoria mainstream e non di certo dai post-keynesiani.
    Cordiali Saluti.

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  3. davidegiacalone 11 mesi fa

    Ore 14.04 (ultimo dato disponibile) : dosi ricevute 470.000 più (il 5) 215.475; vaccini effettuati: 326.649. Le dosi sono più dei vaccini. Incontrovertibilmente vero. La ricerca era privata ed esisteva da prima, altrimenti impossibile il risultato, che tale sarebbe rimasto senza il finanziamento pubblico. Come ho scritto. I punti 4 e 6 della sua risposta hanno subito una infausta sorte.

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