Mentre #labuonascuola arranca, il Miur dà fondi a pioggia senza bando pubblico

4 Marzo 2015

ROMA –  A Sesto San Giovanni per pochissimo non si è consumata la tragedia. Sette bambini di un asilo sono rimasti feriti per la caduta di intonaco. A quaranta chilometri, invece, l’istituto tecnico E.Tosi di Busto Arsizio ha ricevuto dal Miur 590 mila euro in due giorni per un progetto denominato “Io studio la conta dello studente”.  Ecco i paradossi della “buona scuola” italiana firmata Matteo Renzi. C’è chi rischia la vita. E c’è chi riceve cifre pazzesche per iniziative a cavallo tra sport, convegni e manifestazioni. Cifre esorbitanti che rimandano a un fondo  della direzione generale «per lo studente, l’integrazione e la partecipazione». Un piccolo tesoretto, si fa per dire, che si aggira attorno ai 14 milioni di euro. Ma la cosa più sconcertante è che il ministero affidi a scuole, fondazioni, associazioni, senza alcun bando pubblico, senza gara, nella più completa libertà e indipendenza. Rispettando semplicemente il decreto legislativo n.33 del 14 marzo 2013 che prevede «l’obbligo di pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzioni di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati».

Basta scorrere l’elenco, che è possibile consultare sul sito internet del Miur, e accorgersi come viene gestito il maxi tesoretto. L’elenco è lungo, lunghissimo,  e investe sempre le solite scuole, fondazioni e associazioni. Secondo quale criterio? E, soprattutto, al netto dei titoli roboanti delle iniziative e dei progetti – “Job Orienta 2014” (794 mila euro), “Realizzazione di avviamento alla pratica sportiva” (494.644 euro), “Vivere la neve” (50 mila euro), “Io studio la conta dello studente” (280 mila euro), “Salone del gusto e terra” (9.778 euro), “Cultura della cittadinanza e della legalità” (203 mila euro)  – una domanda sorge spontanea: come viene spesa questa montagna di denaro? Di certo, fa effetto vedere che il 27 novembre all’Istituto Statale di Istruzione Carlo Anti di Villafranca di Verona siano affidati 473 mila di euro per  il “Job Orienta 2014”. E il giorno successivo, sempre alla medesima scuola per il medesimo progetto siano dati altri 200 mila euro. Ma non finisce qui. Perché il 9 dicembre l’istituto della provincia di Verona riceve ancora dal Miur altri 124 mila euro. E indovinate per quale progetto? Il solito “Job Orienta”. Questa volta, però, per mascherare l’iniezione di denaro viene eliminato il numero 2014. Una novità, insomma.

L’altro istituto superiore a essere investito dai finanziamenti a pioggia del Miur è l’ITC Enrico Tosi di Busto Arsizio. Il Tosi, sorto nel 1951, nasce – si legge sulla sua pagina internet – per rispondere «alle esigenze di formazione sul territorio». E oggi «il Tosi è un polo multifunzionale di formazione continua e si distingue per lo stile, l’innovazione didattica e organizzativa, l’internazionalizzazione dei percorsi, la trasparenza dei processi finalizzati alla promozione del successo individuale». E grazie a questo stile il ministero gli dona il 2 dicembre 280 mila euro per un progetto dal titolo suggestivo: “Io studio la conta dello studente”. E il 10 dicembre, soltanto otto giorno dopo, altri 211.687 euro per il solito progetto. Anche l’Itis Avogrado di Torino non scherza. Per la “settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione” il Miur versa nelle casse della scuola piemontese 250 mila euro. E ancora: 66 mila euro per il “piano nazionale per la valorizzazione e la promozione dei percorsi legati all’educazione della legalità”. Per non parlare del progetto “io c’ero, il punto di vista e di visione degli studenti”, grazie al quale la scuola torinese riesce a ottenere 80 mila euro.

Ma i finanziamenti non si esauriscono nel nord del Paese. Scendendo di latitudine si possono trovare iniezioni di denaro anche all’Istituto Cristoforo Colombo di Roma di via Panisperna, nel cuore del quartiere Monti. Il 3 dicembre la scuola superiore della Capitale riceve 327 mila euro  per il «piano di azione straordinario contro la violenza e la discriminazione». E con il volgere del nuovo anno, il 7 gennaio scorso, l’istituto capitolino incassa altri 250 mila euro per il “Giorno della memoria”.

A Bari, invece,  colpisce il quantitativo di denaro che viene trasmesso all’Istituto Scolastico Giulio Cesare. Qui si punta tutta sulla legalità. Così il Miur finanzia le casse della scuola per un progetto che si chiama “Cultura della cittadinanza e della legalità”, 203 mila euro. E ancora: 214 mila euro per le  “linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e sulla legalità”. E però per le scuole non è un’opportunità, addirittura un “onere”. Almeno a sentire la voce della vice preside Armienti dell’istituto barese che dice a Gli Stati Generali: «Non sono finanziamenti alla scuola. Sono progetti del ministero. Insomma, noi non ci mettiamo bocca. Per l’istituto è solo una delega di funzioni che riceviamo dal Miur».

Ma, come dicevamo sopra, la lista è lunghissima e non investe soltanto le scuole. Ad esempio, salta agli occhi un finanziamento alla Federazione italiana sport invernali (Fisi) di 50 mila euro per un progetto scolastico che si chiama “vivere la neve”. Insomma, finanziamo la settimana bianca agli studenti? Non solo. In questo caso si registra anche un conflitto di interessi. Perché il direttore generale del dipartimento del Miur che gestisce il fondo, ovvero Giovanna Boda, siede anche nel consiglio di amministrazione del Coni servizi. E la Fisi appartiene al Coni. Chiaro. Un altro elemento che si va a sommare alle domande di cui sopra: quali sono stati criteri di selezione delle scuole superiori? E, soprattutto, come è stata spesa l’ingente somma di denaro? La direttrice Giovanna Boda risponde così agli Stati Generali: «Le scuole citate sono istituzioni scolastiche di particolare prestigio. Spesso l’amministrazione centrale collabora attivamente con il territorio per la realizzazione di iniziative anche di interesse nazionale. Nello specifico, dal 2014 le istituzioni con cui collaboriamo sono sempre selezionate a seguito di procedure di evidenza pubblica. Può sicuramente capitare che alcune scuole possano essere selezionate per più progettazioni proprio in virtù dell’importante esperienza e portfolio attività che le vedono spiccare rispetto ad altre, anche in termini di competenze scientifiche oltre che per gli aspetti amministrativo-contabili». Di certo, però, le scuole veicolano il denaro che poi viene girato  ad associazioni, fondazioni ed enti, in maniera assolutamente discrezionale e autonoma.

 

@GiuseppeFalci

 

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In calce, la lettera che il Miur ha inviato oggi stesso a Gli Stati generali, in seguito alla pubblicazione dell’articolo 

 

Gentile Redazione,

Le spese della Direzione Generale dello Studente, come le spese di tutte le altre Direzioni Generali di questo Ministero, sono da sempre a disposizione di tutti per ogni opportuna verifica. Si tratta di spese verificate e approvate dall’Ufficio Centrale di Bilancio che rappresenta il Mef presso il Miur. Non ci sono fondi dati a pioggia e senza controlli, ma risorse ripartite in modo trasparente e certificato (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/operazione-trasparenza/sovvenzioni).
I fondi a disposizione della DG dello Studente citata nel vostro articolo sono destinati ad attività istituzionali che scaturiscono dalla Direttiva annuale per l’azione amministrativa relativa a tutte le Direzioni Generali del Miur. Gli stanziamenti, come per tutte le altre Direzioni, sono vincolati a monte e possono essere destinati esclusivamente a finanziare interventi su tematiche di competenza della Direzione. In questo caso Sport, Legalità, Partecipazione degli studenti, Disabilità, Integrazione Alunni stranieri. Temi centrali per questo Ministero.

Ogni iniziativa è frutto di Accordi specifici, Protocolli d’intesa e Accordi quadro istituzionali, sulla base dei quali sono programmate le attività da realizzare. Un tempo le risorse arrivavano alle scuole attraverso gli Uffici Scolastici Regionali. Nel 2013 è cambiata la normativa in merito e, quindi, da allora, vengono fatti bandi a cui rispondono direttamente le scuole. I bandi sono pubblicati sul sito del Miur e, successivamente, nell’Area trasparenza, trovano spazio gli esiti delle procedure.
Tutti i provvedimenti di affidamento, per poter essere giuridicamente ammissibili, devono superare le fasi del controllo contabile previsto a norma di legge che, in taluni casi, prevede anche il controllo finale presso la Corte dei Conti. Le scuole destinatarie dei fondi in alcuni casi ricevono le risorse per svolgere attività proprie. In altri fanno da scuole polo sul territorio per lo svolgimento di iniziative sui temi di competenza della Direzione, come ad esempio i Giochi sportivi.

L’articolo somma arbitrariamente, poi, le disponibilità di più esercizi finanziari, non considerando azioni di sistema strategiche e destinate a tutti gli studenti delle istituzioni scolastiche italiane.
Per quanto attiene alla Convenzione stipulata ogni anno con il Coni, va chiarito che si tratta di un finanziamento di 2,5 mln di euro che rappresenta una quota di un progetto ben più ampio a cui contribuisce il  Coni con 7,5 mln e la Presidenza del Consiglio dei Ministri con ulteriori 3,5 mln.
Quanto ai presunti conflitti di interesse per la presenza del Direttore Generale della D.G. per lo Studente all’interno del Cda di Coni Servizi, occorre chiarire che la designazione è avvenuta a seguito di opportuna autorizzazione dell’Amministrazione, concessa a norma di legge, e che l’attività non prevede alcun tipo di compenso o gestione diretta di finanziamenti. La presenza, quindi, va intesa come pura rappresentanza, oltretutto a garanzia della “quota rosa”. Nello stesso Cda siedono altri due componenti appartenenti ai ruoli di altre amministrazioni statali centrali (Mef e Corte dei Conti). Inoltre, l’attività del Coni Servizi non è in alcun modo legata alle iniziative organizzate con le Federazioni Sportive che, come noto, operano in qualità di organismi autonomi.

Il Miur resta disponibile per qualunque altro chiarimento.

Ufficio Stampa Miur
Roma, 5 marzo 2015

 

TAG: giovanna boda, governo, Matteo Renzi, MIUR, Stefania Giannini
CAT: scuola

2 Commenti

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  1. andrea.gilardoni 6 anni fa

    Be’, la replica del Miur è puntuale e smonta molte delle ipotesi esplicative dell’articolo, a cominciare dai finanziamenti senza bando (che il Miur nega, ma basterebbe controllare, visto che è tutto trasparente) alla somma di più esercizi finanziari (un problema simile si presenterebbe in molte scuole in credito con il ministero) per arrivare al conflitto di interessi (questa replica è un po’ più debole, per la verità, e l’allusione alle cosiddette “quote rosa” non del tutto convincente, resterebbe però ancora da provare la malafede sulla base delle finalità del finanziamento, il sospetto non è ancora una prova). Non c’è una controreplica dell’autore?

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  2. peppefalci 6 anni fa

    Gentile Ufficio Stampa Miur,
    sono lieto di rilevare che in merito alle vostre precisazioni relative all’articolo de Gli Stati Generali, vengono confermate le osservazioni proposte dallo scrivente, unicamente riformulate in maniera positiva. Peraltro appaiono particolarmente generiche le precisazioni sulle procedure relative ai bandi. Cordialmente, g.a.f.

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