Talking Teens: la scuola che fa parlare le statue

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24 aprile 2018

C’era una volta una scuola, anzi, c’erano una volta più scuole. Istituti superiori di Parma, con diversi indirizzi e percorsi: dall’istituto tecnico al liceo artistico, dal liceo delle scienze umane all’istituto turistico commerciale. Per una volta non si tratta di una storia di bullismo o di dispersione scolastica, né di un caso di assenteismo fra i docenti o di cattiva condotta. Questa storia è una buona storia e incomincia da un’idea, quella di trasformare gli studenti da fruitori passivi delle nuove tecnologie a creativi del digitale, lavorando sul patrimonio più prezioso del nostro paese: la cultura.

La ricetta, “tramandata” dalla tesi di laurea dell’ideatrice dell’iniziativa, la professoressa Paola Greci, ha ingredienti semplici, ma il procedimento è stato lungo e complesso, sotto la guida di un’associazione promotrice dal nome evocativo (ECHO – Education Culture Human Oxygen) e di un comitato scientifico composto da accademici e studiosi di arte e storia.

200 ragazzi delle scuole, i loro professori, sponsor tecnici e di progetto che hanno creduto in un’idea: far parlare le statue di Parma. Talkin Teens nasce nell’autunno del 2017 e, attraverso un progetto inserito nel percorso formativo di 10 scuole, punta a dar voce a 14 statue cittadine.

Come? Attraverso una telefonata. Immaginate di trovarvi a Parma, attraversate la piazza principale e – ad un tratto – il telefono squilla: è Garibaldi che vi racconterà la sua storia e alcuni aneddoti legati alle vicende che lo hanno portato, in veste di statua, ad “abitare” in città. Due minuti di telefonata, la voce di un attore, il testo ideato dai ragazzi e alcuni contenuti extra (pensati per smartphone e tablet) con i quali “giocare” con la cultura. Ad essere animate saranno non solo le statue più illustri (Giuseppe Verdi, Correggio, il Parmigianino), ma anche quelle che ricordano importanti personaggi della recente storia locale (come il Màt Sicuri) o figure mitologiche (Sileno, Arianna, i Du Brassè). Dal centro alla prima periferia il racconto delle statue è stato pensato come un percorso: per conoscere la storia nazionale e locale, l’arte, ma anche per guardare la città con occhi diversi e prestare attenzione a monumenti che, sia per i turisti di passaggio che per i cittadini, non destano spesso l’attenzione meritata.

La tecnologia si mette così a servizio della “causa” culturale e – grazie alla collaborazione con il partner tecnico Uniontel e la Fondazione Cariparma, main sponsor – dà voce alle statue che possono essere chiamate direttamente da un qualsiasi telefonino (anche di vecchia generazione), utilizzando un numero fisso dedicato e posto sulla statua, animarsi con una chiamata diretta all’utente attraverso la scansione di un qr-code, oppure grazie a una app che, dopo l’attivazione, segnalerà al visitatore l’approssimarsi della statua e, una volta raggiunta, farà partire la chiamata.

Non si tratta del primo progetto di “animazione” dei monumenti: a Londra, da qualche tempo, è disponibile un servizio simile attivabile però solo attraverso qr-code (quindi non accessibile all’intera popolazione). Inoltre Talkin Teens è il primo progetto di questa portata completamente ideato e realizzato a partire dalle scuole. Questo significa maggior coinvolgimento del territorio attraverso la scuola, percorsi di cittadinanza attiva per i ragazzi, acquisizione di competenze ed esperienze professionali fuori dai confini dell’aula, ma soprattutto presa in carico e “cura” da parte dei ragazzi e di tutti coloro che daranno sostegno al progetto di un patrimonio culturale collettivo.

Talkin Teens è infatti anche un crowdfunding al quale chiunque può partecipare donando anche una somma simbolica. La statua numero 8 infatti si animerà solo grazie alla cura di chi vorrà credere in questo progetto. Qualcuno direbbe che si animerà solo se si animeranno gli amanti della cultura, i cuoriosi, i piccoli e grandi esploratori urbani con la voglia di entrare a far parte di una comunità: quella di Talkin Teens. La sfida è importante, il progetto originale, l’energia tanta. Poi c’è ancora chi dice che, nella scuola italiana, tutto sta andando a rotoli.

Partecipano al progetto:

l’ITIS Tecnico Da Vinci, il Liceo artistico Toschi, l’Istituto turistico commerciale Giordani, l’ITG Rondani, Istituto Galilei – Bocchialini, ITSOS Gadda di Fornovo, Liceo delle scienze umane San Vitale, Liceo scientifico Bertolucci, Liceo musicale Bertolucci, Liceo scientifico Ulivi, Istituto tecnico economico Melloni.

Comitato scientifico:

Federica Pascotto (Arstories, education manager Pinault collection), Mario Petricconi (FLAT Fiera libro d’Arte Torino, direttore Dipartimento educazione fondazione Merz), Carlotta Sorba (docente di Storia contemporanea università degli studi di Padova, direttore centro Interuniversitario di Storia culturale, premio Sissco 2016), Vanja Strukelj (docente di Storia della Critica d’Arte Universtà di Parma, Comitato esecutivo CSAC).

Partner tecnico Uniontel

Con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma e la collaborazione del FAI delegazione di Parma.

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CAT: scuola, Smart city

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