Lo spirito banale. Risposta a ‘Lo sciopero geniale’ di Mattia Feltri

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23 ottobre 2019

Ieri su La Stampa e Il Secolo XIX Mattia Feltri è intervenuto nella sua rubrica ‘Buongiorno’ con un pezzo scherzoso (ma non troppo) sullo ‘sciopero geniale’ dei lavoratori delle partecipate romane: ‘sarebbe uno sciopero condivisibile se solo capissimo contro chi precisamente si sciopera. Se è contro la Raggi, il peggior politico del pianeta dai tempi di Gengis Khan, solidarietà. Nel mio piccolo, io sciopererei anche contro…’ Segue un elenco, infarcito di luoghi comuni, di tutti coloro contro cui bisognerebbe scioperare, a cui altrettanto scherzosamente replico, innanzitutto informando Feltri che bus e metro girano anche il sabato e la domenica e la spazzatura viene raccolta tutti i giorni. Autisti e netturbini coprono i turni 365 giorni l’anno su un nastro orario di quasi 24 ore. Dunque lo sciopero il venerdì non garantisce alcun ‘weekend lungo’.

Quanto all’ ‘assenteismo’, termine che evoca pelandroni ma indica assenti per malattia, infortunio, maternità  e altre cause, in ATAC è al 12%. Vuol dire che le assenze riguardano il 12% dei turni, non che ‘ogni giorno 1500 persone non vanno al lavoro’. Eppure se nel 2018 due lavoratrici di ATAC sono state in congedo di maternità 6 mesi ciascuna, per Feltri vuol dire che l’anno scorso ogni giorno un dipendente ha bigiato il lavoro. E se l’autista del 46 che a settembre è stato pestato durante il turno da 7 ragazzi ha 30 giorni di prognosi per la rottura del setto nasale, Feltri dirà che ogni giorno per un intero mese c’era un dipendente ATAC che marcava visita. Fa più effetto ed è un modo per corroborare l’idea che ci siano 1500 dipendenti di troppo. Ma non corrisponde alla realtà. Infine, per quanto riguarda il ‘record mondiale di impiegati (uno su cinque) che alla nettezza urbana godono dei permessi per assistere parenti disabili’: dopo anni di indagini su assenze ingiustificate e ‘furbetti della 104’ (che riguarda i familiari genericamente anziani e malati e non solo disabili) sono stati trovati colpevoli e licenziati una ventina di dipendenti su 7.560, lo 0,26%. Gli altri che c’entrano?

Sono un cittadino che prende i bus dell’ATAC, la metro e soprattutto la Roma nord, dove frequento vagoni di vent’anni fa privi di aria condizionata, in treni troppo spesso stipati, con corse soppresse di continuo, coi display nelle stazioni oscurati perché ‘il sistema dev’essere aggiornato’ e la gente appollaiata nei soprapassaggi come vedette indiane per avvistare il treno che arriva prima e precipitarsi sul binario giusto a prenderlo prima che sia troppo tardi. E se i lavoratori delle partecipate venerdì scioperano io, a differenza di Feltri, sciopererei con loro perché penso che lottino anche per me, da lavoratori e da utenti, perché anche i loro figli prendono il bus per andare a scuola e anche la monnezza sotto le loro finestre puzza. Su una cosa però concordo con Feltri ed è quando conclude dichiarandosi, democraticamente, pronto a scioperare anche contro se stesso. Anch’io sciopererei contro di Lei, caro Feltri, per ricordarLe che l’ironia non esime dall’evitare banalità e semplificazioni ad usum delphini.

TAG: AMA Roma, ATAC, Ferrovia Roma Nord, Mattia Feltri, Roma, sciopero
CAT: Sindacati

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