La realtà vista dai folli

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20 febbraio 2019

La politica è falsa, opportunista e superficiale. I giornalisti tengono famiglia. Il popolo fa semplicemente il tifo. Solo la voce del poeta può rimandarci il respiro dell’attualità. Imprudente. Senza interessi materiali. Vista come folle. Per questo mi aggancio a un’intervista fatta dall’Huffpost al nostro importante poeta Franco Armino. Di seguito frasi e concetti suoi, come fossero versi. – Dobbiamo contenderci l’Italia casa per casa. Opporre alla vigliaccheria, la generosità; al rancore, l’altruismo. Il nostro tempo è il tempo dell’emozione. E Salvini è un emotivo. Ma non può vincere solo la razionalità algida dei conti in ordine. All’Italia serve qualcuno a cui potersi affidare, una guida che la faccia uscire dalla depressione, gli faccia ritrovare un afflato lirico, spirituale. Quello che vedo in giro è l’infelicità, il torpore, l’irritazione, l’indisponibilità. La gente è senza luce negli occhi. E il vero nero che minaccia l’Italia non è il fascismo, ma lo stato d’animo cupo che ha portato a questo governo. Che però non è riuscito ad accendere nessuna passione popolare. Sopravvive sulla rabbia contro chi c’era prima. Gli intellettuali non prendono iniziativa, sono isolati. E quando intervengono, spesso è narcisismo travestito da impegno. Chi è mai andato da un operaio in cassa integrazione, da un disoccupato, da una famiglia che ha un malato di mente in casa e non sa come gestirlo? Questo è l’impegno. Non firmare appelli. Scrivere manifesti. E non bisogna demonizzare. Urlare a figure come Mussolini. Si regala una dimensione superiore a quella che hanno: né Di Maio né Salvini hanno la statura per dare una svolta storica all’Italia e al mondo. E non bisogna dimenticare la bruttezza che ha prodotto la classe dirigente del centrosinistra: bruttezza etica, estetica, psicologica, spirituale. Ora non hanno più energia, basta guardarli: sono spenti. E alle nuove risorse emotive e spirituali, che pur ci sono, è bloccata la via della rappresentanza politica. E l’idea della vita che evoca Salvini è meschina: una vita misera, piena di paure. Essere ottimisti significa pensare che sia come l’ultima fiamma della candela. Brucia, brucia, brucia, sempre più forte. Poi, all’improvviso, si spegne.

TAG: crisi
CAT: società

Un commento

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  1. alberto-c 5 mesi fa
    Lo splendore d’un tempo delle grandi civiltà è inversamente proporzionale allo stato attuale delle civiltà. Sarà sempre in declino. Laddove risplendevano civiltà illuminanti, adesso vi è solo imbarbarimento che va di pari passo con la povertà. Mi viene da pensare, oltre all’Italia, anche alla Grecia, all’Egitto, alla Tunisia, al Messico, etc etc..
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