Università
La Meritocrazia: un rischio o una opportunità?
La Meritocrazia in Italia è come in molti Paesi frutto di vivaci dibattiti, in quanto parlare di merito è qualcosa che appare divisivo se a detta del Prof. Sandel di Harvard diventa un modo per premiare solo il pedigree elitario e non il talento accademico.
Secondo il Prof. Sandel infatti in America parlare di merito significa autoassolvere coloro che hanno più opportunità da coloro che ne sono privi, dai metodi alternativi per accedere a Università prestigiose, come se chi non può permetterselo perché nato in famiglie non abbienti, non sia meritevole di avere opportunità.
Questo portato all’eccesso, conduce a molti problemi di delinquenza giovanile come documentato dalle scuole criminologiche statunitensi dei primo anni del ‘900 e se la storia è destinata a ripetersi in caso di scala sociale bloccata all’accesso all’istruzione superiore si può comprendere molti dei problemi di ordine pubblico che affliggono i Paesi avanzati culturalmente negli ultimi troppi anni.
Non se ne fa una questione politica qui, sia chiaro, ma proprio culturale alla base perché a mio modo di vedere, ma ovviamente non solo il mio, se un Paese non investe nel merito non può crescere ed è destinato al declino e a essere drenato dei suoi migliori talenti a vantaggio di altri stati.
Di fuga di cervelli si parlava già quando era in vita la nota Prof.ssa Rita Levi Montalcini ed è qualcosa senza dubbio su cui riflettere seriamente quando ci si trova in periodi complicati come questo.
L’accesso all’istruzione superiore di ottimo livello di cui sono dotate le nostre Università forniscono una eccellente preparazione agli studenti che intendono impegnarsi seriamente ad acquisirla. Purtroppo è un fatto incontrovertibile che negli anni i fondi alla Ricerca Scientifica e all’Istruzione sono andati scemando e che Paesi con istruzione più avanzata della nostra stiano investendo sull’Istruzione a spron battuto.
Questo significa che mentre i nostri ricercatori si arrabattano in Italia per pochi denari, lavorando sodo e con encomiabile impegno, all’estero godono di migliori stipendi e di maggiori opportunità.
Perché investire nel merito e nella ricerca scientifica significa investire sul futuro e sulle giovani generazioni e io nel mio piccolo, questa scelta l’ho fatta e la farò sempre, scrivendo questo articolo ma anche credendo fermamente con parole e azioni che investire nel vero Merito sia l’unica strada per riprenderci da annosa crisi.
Quali sono i Paesi più meritocratici? E quali sono coloro che premiano il merito tra i propri collaboratori?
Cerchiamo di fare il punto della situazione con oggettività. Guardiamo i dati e i fatti oggettivi che non mentono se si sanno leggere e contestualizzare.
Le donne in molti Paesi ricoprono meno ruoli di spicco, ma non sono tutti così per fortuna.
Abbiamo Rettrici come Rita Cucchiara dell’Università di Modena e Reggio Emilia, recentemente eletta che intende premiare il merito e guarda solo alle persone migliori, nello scegliere i propri collaboratori per il Laboratorio di AIMAGELAB.
La Neo Rettrice di UNIMORE ha stilato un programma molto innovativo e premiante della meritocrazia a tutti i livelli.
Gli Atenei migliori d’Italia secondo le classifiche internazionali sono altri, più grandi e internazionali, ma se guardiamo alla qualità didattica e di ricerca, UNIMORE non ha niente da invidiare a nessuno, neppure all’Università di Trento, che è sempre stata il nostro competitor della categoria degli atenei di media grandezza.
Naturalmente, si potrebbe obiettare che essendo cultrice della materia presso questo Ateneo io sia di parte a scrivere determinate cose. Non lo sono.
Tuttavia, non è solo per appartenenza che promuovo tale ateneo, ma per cognizione di causa e perché conosco molti dei docenti dei Dipartimenti di altri atenei e so che sono bravi e preparati e tengono ai loro studenti, ma se non ci sono finanziamenti pubblici, non ci sono opportunità per tutti quelli che meriterebbero di farcela.
I fatti e i dati parlano chiaro: l’eccellenza di UNIMORE è indiscussa per ogni Dipartimento, non solo per i più noti di area STEM, ma anche per altri (Giurisprudenza, Economia, Comunicazione, Digital Humanities). Sapevate che Sandro Pertini e Ludovico Antonio Muratori studiarono a UNIMORE?
E che UNIMORE è un Ateneo di poco più giovane per fondazione a quello di Bologna con cui c’è da sempre una rivalità dai tempi della Secchia rapita, e ridiamogliela questa “secchia” così facciamo pace! Umorismo a parte, la competizione sana spinge sempre al miglioramento e se c’è qualcuno che crede sinceramente nella preparazione e capacità dei docenti di questo Ateneo, quella sono io.
E posso dirlo a ragion veduta e con cognizione di causa, in prima persona, avendo frequentato molti corsi di aggiornamento e alta formazione organizzati dai docenti di diversi dipartimenti dell’Ateneo e hanno tutti docenti di ottimo livello, provenienti dalle migliori Università italiane, pubbliche e private, anche se meno rinomate, ma è la qualità della ricerca scientifica, e della didattica che conta e conosco davvero molti ricercatori e docenti a tutti i livelli di molte Università, e posso dire con certezza, dopo aver letto alcuni dei loro articoli scientifici, che solo quelli tra i “migliori del mazzo” fanno parte di UNIMORE e che chi ha studiato qui avrà le porte aperte ovunque, in Europa, in America e non solo lì, e la possibilità di fare carriera da qualunque parte, in ogni Ateneo d’Italia e nel mondo, perché l’Italia è un grande Paese, culla della civiltà europea, checché ne dica Elon Musk, e non siamo secondi a nessuno per la qualità della formazione dei nostri ricercatori, che vengono chiamati da ogni dove in Europa all’estero e portano la nostra cultura sempre più lontano, fino in Cina o fino alla remota Corea del Sud, dove la meritocrazia è al primo posto e la concorrenza è spietata e senza quartiere, perché laggiù solo i migliori ce la fanno e se non ce la fanno è solo perché la politica si mette di mezzo, per motivi vari ed eventuali, e toglie opportunità ai giovani brillanti che fuggono altrove o scelgono altre strade invece della Ricerca, che è una strada molto dura, spesso poco remunerativa, e solo per chi ama davvero l’Umanità e la sente più come una missione e uno scopo di migliorare la vita delle persone più che un semplice mestiere. Ecco perché sarebbe solo giusto donare molto denaro alla ricerca e ai ricercatori, alla Sanità Pubblica e ai Trasporti.
Aumentare le borse di Studio e dare fiducia alle menti più brillanti del Paese è un investimento oneroso ma inestimabile per la cultura e la difesa della Patria, come fanno gli Istituti altamente meritocratici in Italia e all’estero, dove non importa chi sei o da dove vieni, ma solo se sei capace o meno e nessuno ti sbarrerà mai la strada per motivi diversi dalla mediocrità.
Questo articolo è ispirato alla vita dei miei colleghi di corso della Summer School dell’Aimagelab del Dipartimento di Ingegneria Informatica, per l’abnegazione alla ricerca e al loro spirito critico e alla mia collega del Dipartimento di Ingegneria Erika, per il suo impegno a essere sempre la versione migliore di se stessa ogni giorno e a stare sempre dalla parte della Giustizia, anche quando non è comodo o facile.
Questo articolo è dedicato a lei, e ai miei colleghi che come lei, dimostrano, ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che l’Umanità merita ancora di essere salvata, anche se talvolta non rispetta l’Ambiente e gli Animali, anche quando pensa che la Mafia e gli evasori totali non siano il vero problema del nostro Paese, ma un’alibi e un’opportunità di incolpare altri e non noi stessi, e che la Politica non sia fatta solo di persone senza alcuna morale etica, perché le persone di valore che al loro Paese tengono davvero e vogliono lavorare per renderlo migliore, esistono ancora, e sono tante, perché ci sono ancora molte persone come Erika e come tanti, molti, tanti altri, che sono capaci di stare dalla parte dell’Umanità senza se e senza ma, anche quando l’Umanità si dimentica di loro e pensa solo al proprio interesse di nicchia.
Grazie a tutte le belle persone che fanno ricerca come Erika e a tutti coloro che studiano e si formano, perché la formazione continua è l’unica cosa che può salvarci da una vita di buio e ombre per rivolgerci verso la luce della Conoscenza e del progresso.
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