L’ignoranza di chi non vuole le bandiere di Israele al corteo del 25 aprile

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7 Aprile 2015

Il corteo che dal dopo guerra celebra il 25 aprile 1945 è da anni fonte di polemiche le più varie ma, allontanandosi il tempo della Liberazione, la confusione delle idee ha creato situazioni sempre più imbarazzanti.

Qualche anno fa si è visto a Milano applaudire al corteo del 25 aprile il milite repubblichino Dario Fo e nello stesso tempo fischiare il padre della signora Moratti partigiano e internato ad Auschwitz. Era un primo segnale di confusione di idee.

Oggi i rappresentanti dei circoli palestinesi contestano la presenza nel corteo delle Brigate Ebraiche con le loro bandiere. Ora è bene che si ricordi che i palestinesi avevano anche loro una brigata che combatteva, però dalla parte dei nazisti poiché il Gran Mufti di Gerusalemme stava a Berlino a fianco di Hitler. Poi, dopo la guerra, ritornò a Gerusalemme per combattere lo Stato Ebraico: sempre con gli stessi argomenti e sulla stessa linea politica.

Oggi i suoi seguaci filo-palestinesi non vogliono la presenza delle bandiere israeliane della Brigata Ebraica alla manifestazione con cui si celebra la caduta del nazismo: la confusione è arrivata al massimo insieme con l’ignoranza della storia. Si potrà ancora partecipare al “defilè” del 25 aprile?

TAG: islam
CAT: Storia

6 Commenti

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  1. mec 6 anni fa

    Eppure è così, in Italia riesce tutto la rovescio. Una certa ideologia con ampie sfuture vittimistiche, si è appropriata, nei decenni precedenti, di vicende, esaltando alcuni fatti, ponendo in oblio altri magari più determinanti. Il risultato è la confisione storica e dei concetti di fonodo di libertà e democrazia.

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    1. largoaivecchi 6 anni fa

      :)

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  2. alessandrorighi 6 anni fa

    L’alleanza con il Nazismo da parte dei palestinesi e di parte del mondo arabo è una macchia indelebile che non è mai stata lavata via. Tuttavia l’autore dell’articolo sta usando questo argomento in modo pretestuoso, sorvolando sul contesto storico di quelle scelte. Il Regno Unito aveva tradito la Palestina venendo meno agli accordi presi e favorendo l’immigrazione ebraica, lo stesso valeva per gli Alleati. L’unico interlocutore possibile in quel momento in Europa era la Germania, che a sua volta era interessata a una simile alleanza per ostacolare l’influenza britannica nella regione. Ricordo inoltre che Hitler poneva gli arabi appena sopra la razza degli ebrei nella classifica dei popoli inferiori. Tutto questo non deve servire a giustificare le scelte del tempo, ma a porle sotto un’altra luce. Infine, vorrei sommessamente ricordare che oggi il popolo ghettizzato è quello palestinese, e quello occupante è quello israeliano.

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    1. largoaivecchi 6 anni fa

      Anche nel dopoguerra e sino ad oggi, da parte di stati ed organizzazioni arabe si sostengono le stesse posizioni che erano del gran Muftì. Dunque non tutto è passato. Utilizzare gli argomenti delle attuali polemiche politiche per cancellare la storia è una tecnica che serve per non far comprendere l’origine dei problemi. Nessun democratico è contrario oggi ai due stati (Israele e Palestina), ma quelli che non vogliono le bandiere di Israele al corteo del XXV aprile sono favorevoli ad un solo Stato: quello palestinese. Molto difficile sostenere il contrario.

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  3. claudia.segre 6 anni fa

    La realtà storica che riporta è’ inoppugnabile e certe pretese di chi non ha partecipato alla Liberazione del nostro Paese ,ma anzi era schierato con i nazisti ,è segno di una volontà precisa di revisionismo offensivo anche per trasmettere certi ideali di verità storica alle future generazioni

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    1. largoaivecchi 5 anni fa

      :)

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