Se questa è politica

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22 Gennaio 2020

I reati non si contano. Violazione della privacy, aggressione, diffamazione a mezzo stampa, tanto per cominciare. Non escluderei neppure l’ipotesi di un abuso d’ufficio e vilipendio delle istituzioni, di cui comunque fa parte.

Andare a far sortite, extra ordinem, presso il domicilio privato di famiglie, chiedendo se appartengono a qualche categoria criminale è l’ultima estemporanea soglia, varcata dalla politica contemporanea.

Riepilogando: Tu fai il politico e sei in campagna elettorale. Qualcuno viene da te e ti dice che quel tale, in quel posto di quella città è uno che ha commesso o commette dei reati. E allora tu, e la tua tribù di appartenenza politica, con uno stuolo di agenti di pubblica sicurezza e una folta pattuglia di giornalisti ti rechi sul posto.

Gozzovigliando come un bambino con la Nutella ti avvii alla carriera di sceriffo della Contea, citofonando a casa di qualcuno. In cui ti risponde un minorenne accusato da una delatrice di essere uno spacciatore. Con genitori spacciatori. È l’ultima frontiera del politico pistolero. In barba a qualunque legge, ci si sente in diritto, a cagione di una pubblica richiesta di uomo forte, di adottare semplificazioni comportamentali che violino il diritto alla tutela e al rispetto della persona.

La quale persona, se commette un reato, deve essere arrestato dalle forze di pubblica sicurezza. Condotta davanti ad un giudice, giudicato se in dovere di andare in giudizio (perché non sempre il luogo a procedere è automatico, si chiamano diritti di garanzia del cittadino) e solo poi, eventualmente condannato o assolto dopo tre gradi. Invece l’ultima frontiera è l’oltraggio alla persona, all’essere umano.

Che differenza c’è tra colui che bussando nel nome delle leggi razziali arrestava chiunque fosse ebreo e li portava nei campi di sterminio e chi invece nel nome del diritto a fare campagna elettorale mette alla pubblica gogna una famiglia, e un minorenne in particolare, che ha la sola colpa di trovarsi a casa sua e di esservi arrivato dopo aver abbandonato il proprio paese d’origine? Che per una beffa del destino, nel caso di specie, è la Tunisia.

Lo stesso Paese in cui Bettino Craxi è andato a morire. Da esule, ha detto lui, da pregiudicato latitante ha detto il Pm Di Pietro, dopo sentenza passata in giudicato. Per i leghisti però, che corrono dietro alla legge solo quando gli fa comodo, Craxi va riabilitato. E il minorenne tunisino cacciato di casa. Due pesi e due misure. Forti con i deboli. E deboli con i forti. La solita marmaglia dell’olio di ricino.

TAG: bologna, elezioni, emilia romagna, salvini
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7 Commenti

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  1. uldio-calatonaca 8 mesi fa

    Moralmente giuridicamente e come aggancio storico non fa una piega l’articolo. Il problema è forse che abbiamo gente in Italia, comunque uno dei primi 10 Paesi più ricchi e tra i più tranquilli in assoluto, e gente in Emilia, tra le regioni migliori d’Europa, disposta a “votare” questi comportamenti e presagi quasi senza motivo.

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  2. xxnews 8 mesi fa

    non abbiamo scuse MI VERGOGNO , non tanto di essere un cittadino , ma UN CITTADINO ITALIANO PERCHE’ CHIUNQUE PUO’ PENSARE DI ME CHE IO QUEI SIGNORI LI VOTI …. E ANCHE ALTRI SIMIMLI

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  3. ferdy 8 mesi fa

    Questo signore dimostra sempre più di essere tuttaltro che un politico degno di questo nome.Se lo avessi mai votato senzaltro non lo farei più.Ne lui ,ne i suoi accoliti.

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  4. marco-marangone 8 mesi fa

    E’ un uomo che un giorno bacia con fervore un rosario e il giorno dopo una soppressa.
    Invoca legalità … ma sempre per gli altri!
    Espone alla gogna il presunto spacciatore ma si fa il selfie con quello accertato (capo ultras del Milan condannato per spaccio).
    Tra i cinici opportunisti (e inevitabilmente bugiardi) al momento è il più bravo sulla piazza ma prima di lui abbiamo visto Berlusconi, Renzi e forse a breve anche lui cederà il passo alla Meloni.
    In Italia l’esercito dei gonzi disponibili a seguire il pifferaio di turno, è sempre abbondante grazie alla famosa mamma che resta continuamente incinta.

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  5. stefanocarrera 8 mesi fa

    Vincerà, presto e con grande distacco e ci dovremo tenere tutti pronti a chiedere scusa alla prossima generazione che ci chiederà come sia stato possibile lasciarsi irretire da un tale buzzurro. Il vero problema non è Salvini, e neppure il team di spin doctors che lo guidano nelle quotidiane sparate da sbruffone; il problema sono le persone che si riconoscono in questo modo di fare, le persone che vedono nella sua demagogia da bar una possibile soluzione non ai problemi veri che affrontano nel quotidiano, ma a quelli che “percepiscono” come un possibile rischio, le persone che credono che quel modo di fare non sia solo “giustificato” da millantante condizioni esterne e di contesto, ma che sia addirittura “giusto”. Mala tempora currunt… E vedere esponenti delle Forze dell’ordine che lo assistono in questa sceneggiata spaventa davvero tanto.

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  6. stefanocarrera 8 mesi fa

    Vincerà, presto e con grande distacco e ci dovremo tenere tutti pronti a chiedere scusa alla prossima generazione che ci chiederà come sia stato possibile lasciarsi irretire da un tale buzzurro. Il vero problema non è Salvini, e neppure il team di spin doctors che lo guidano nelle quotidiane sparate da sbruffone; il problema sono le persone che si riconoscono in questo modo di fare, le persone che vedono nella sua demagogia da bar una possibile soluzione non ai problemi veri che affrontano nel quotidiano, ma a quelli che “percepiscono” come un possibile rischio, le persone che credono che quel modo di fare non sia solo “giustificato” da millantante condizioni esterne e di contesto, ma che sia addirittura “giusto”. Mala tempora currunt… E vedere esponenti delle Forze dell’ordine che lo assistono in questa sceneggiata spaventa davvero tanto.

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  7. stefanocarrera 8 mesi fa

    Vincerà, presto e con grande distacco e ci dovremo tenere tutti pronti a chiedere scusa alla prossima generazione che ci chiederà come sia stato possibile lasciarsi irretire da un tale buzzurro. Il vero problema non è Salvini, e neppure il team di spin doctors che lo guidano nelle quotidiane sparate da sbruffone; il problema sono le persone che si riconoscono in questo modo di fare, le persone che vedono nella sua demagogia da bar una possibile soluzione non ai problemi veri che affrontano nel quotidiano, ma a quelli che “percepiscono” come un possibile rischio, le persone che credono che quel modo di fare non sia solo “giustificato” da millantante condizioni esterne e di contesto, ma che sia addirittura “giusto”. Mala tempora currunt… E vedere esponenti delle Forze dell’ordine che lo assistono in questa sceneggiata spaventa davvero tanto.

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